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Versione completa: osho risponde alla domanda: che fai quando qualcuno ti odia?
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DAL LIBRO DI OSHO LA VITA E' GIOCO
PER TUTTI QUELLI CHE OGNI TANTO SI SENTONO ATTACCATI
CERTO NON SONO COME LUI MA QUELLO CHE DICE LO SENTO VERO, UNA PARTE DI NOI CHE FORSE
NON ABBIAMO ANCORA SCOPERTO RESTERA' SEMPRE IMPERTURBABILE SARA' SEMPRE BEATITUDINE SARA' SEMPRE E SOLO UN TESTIMONE
NEL FRATTEMPO QUESTO ESTRATTO PUO' ESSERE DI AIUTO PER SENTIRSI UN PO' MEGLIO

domanda: che fai quando qualcuno ti odia?

Osho: il fatto che una persona ti odi non dovrebbe fare alcuna differenza dentro di te.
se tu sei, resti ciò che sei. se non sei, vieni immediatamente alterato.
se non sei, chiunque può spingerti, tirarti, colpire i tuoi punti deboli, colpirti
nell'orgoglio e alterarti, modificarti. In quel caso sei uno schiavo, non un padrone.
diventi padrone quando ciò che accade fuori di te, qualunque cosa sia non ti cambia: il tuo habitat interiore resta lo stesso.
omiss..
il fatto che qualcuno ti ami o odi è un suo problema. se tu sei, se hai compreso il tuo essere, resti
sintonizzato su te stesso. nessuno può disturbare la tua armonia interiore. se l'altro ti ama bene; se
qualcun altro odia bene: entrambi restano fuori di te. questa è ciò che viene definita padronanza di sè, divenire
liberi dalle impressioni, dalle influenze.
se qualcuno mi odia cosa posso farci? E' un problema di quella persona: non ha nulla a che vedere con me.
se qui non ci fossi io, avrebbe odiato qualcun altro. comunque avrebbe odiato: se non ci fosse stato nessuno
e lei fosse rimasta sola, avrebbe odiato se stessa. L'odio è il suo problema.
non è un sentimento riferito a me: io sono solo una scusa. qualcun altro avrebbe fatto al caso altrettanto bene, sarebbe
stata un'ottima scusa per lei.
quando sei arrabbiato, sei arrabbiato e basta. la tua rabbia non è rivolta verso qualcuno: quel "qualcuno" non è altro che una scusa.
se analizzi i tuoi stati d'animo, arriverai a comprendere che appartengono a te: vivi nel tuo mondo, ma continui a proittarlo sugli altri.
quando sei arrabbiato tu sei arrabbiato, non lo sei verso di me. quando sei pieno di odio, tu sei pieno di odio, non lo sei verso di me.
quando sei colmo di amore, tu sei colmo di amore e non lo sei verso di me.
omiss..
quando l'avrai compreso resterai nel mondo, ma distaccato, senza farne parte. a quel punto nessuno potrà disturbarti, disturbare il tuo silenzio:
la tua compassione continuerà a scorrere. se ami, ricevi la mia compassione, se mi odi non riceverai la mia compassione, ma non perchè
io non te la offra. io te la starò continuamente offrendo, nella stessa misura in cui la offro a coloro che mi amano, ma tu sarai chiuso e non la riceverai.
una volta che l'essere è conseguito, si è compassione, compassione incondizionata. non è che in certi momenti si sia compassionavoli e in altri no:
la compassione diventa uno stato d'animo naturale, un atteggiamento permanente, una parte integrale del proprio essere.
a quel punto, qualsiasi cosa l'altro farà, riceverà comunque compassione: ma ci saranno momenti in cui la riceverà perchè sarà aperto e altri
in cui non la riceverà, perchè sarà chiuso.
quando odierai non riceverai; quando amerai, riceverai. e potresti anche sentire la differenza; infatti, chi mi ama comincerà a espadersi, mentre chi mi odia inizierà a contrarsi.
omiss...
l'amore è invitante, l'odio respingente. se mi ami riceverai molto, ma non perchè a te darò di più che a tutti gli altri. se mi odi, non riceverai niente e non
perchè non ti starò offrendo niente, ma perchè sarai chiuso. per quanto mi riguarda, io resto me stesso.
omiss..
se sei identificato con il corpo e qualcuno gli fa del male, ti arrabbierai; quella persona starà facendo del male a te.
se sei identificato con la mente e qualcuno ti insulta, ti arrabbierai, perchè quella persona starà offendendo la tua mente.
nel momento in cui sei indentificato con il tuo essere, nessuno può ferirti, perchè nessuno ha ancora inventato un modo per ferire l'essere.
il corpo può essere ferito o ucciso. la mente può essere offesa, ma l'essere non può essere scalfito.
giusto ma io la vedo leggermente diversa.
per me l'altro è una parte di me.
quindi se lui è arrabbiato con me è perchè qualcosa dentro di me non va.
inutile dire è un problema suo, perchè può anche verificarsi il fatto che lo facciamo incavolare noi.
questo tuo discorso si che abbatte il dualismo emblema Big Grin
ciao,

metto questo piccolo pezzo tratto dall'intervista del fan club al Prof. Malanga dal titolo "ego, dualità e molto altro ancora del 2014-06-12.
lo metto qui perchè secondo me è in relazione a quello che dice osho in questo post.

trovabile su youtube a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=XcxCZbbU3iw

Malanga:
Ho verificato ultimamente che se c'è qualcuno che per esempio parla male di me, o parla bene di me, a me non me ne frega niente.
Non me ne può proprio importare quello che gli altri pensano di me, perchè non ho bisogno dell'approvazione dell'altro ne in un senso, ne nell'altro, cioè neanche nel castigo!
Non ho bisogno che un altro mi dica “tu sei bravo” oppure “tu sei cattivo”, non me ne può fregà de meno! Io sono il mio punto di riferimento! Ma questo a volte viene confuso con l'ego!
Il quale anche lui in qualche modo ha se stesso come punto di riferimento, ma è un'ottica completamente diversa! L'egosista ha delle barriere, le barriere che lo pongono di fronte all'altro come un nemico.
La persona che ha un certo tipo di consapevolezza – ora non voglio dire che io ho chissà quale consapevolezza avrò – però dal mio punto di vista dico così.
La consapevolezza che ho io è che io sono il mio punto di riferimento, non ho bisogno del parere di un altro. Ma sono anche consapevole che io faccio parte di una comunità di coscienza, che è una coscienza totale che in qualche modo prevede che l'altro sia una parte di me. Quindi l'altro non è più un nemico mio, ma è una parte di me che ha una consapevolezza differente dalla mia, e che quindi non dovrò trattare come un concorrente all'attenzione del gruppo.
Se il gruppo mi vuole prestare attenzione me la presta, se non mi vuole prestare attenzione chissenestrafrega!! questo è uno dei grandi motivi per cui io tecnicamente non sono più su facebook dove me ne sono andato quando c'avevo 30.000 persone.
Spesso gli altri vedono in noi ciò che va male in loro, ma in ogni caso vuol dire comunque che qualcosa non va anche in noi :-)
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