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Versione completa: Requisiti per gli operatori abduction
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I requisiti di un ricercatore/operatore per addotti
della Dott.ssa Serena Perfetti

Da dieci anni nel settore, una tesi di laurea sugli addotti (dal titolo: Qualcuno cerca di rubare la mia
anima. Uno studio sui soggetti che si dichiarano interferiti da esseri di altri mondi
), 2 libri
pubblicati (I 100 “sintomi” dei rapimenti alieni. Segni ed esperienze degli addotti e Percorsi di
Liberazione. Il Piano Psicologico alieno sugli addotti e le vie per uscirne
), ed eccomi qui a parlarvi
dei requisiti che occorrono per fare l'operatore che ha l'essenziale compito di aiutare i soggetti
addotti (o eterizzati) a liberarsi dal più grosso problema che dovranno mai affrontare nelle loro vite.
Questo articolo si rende necessario visto l'alto numero di interferiti che ci arrivano da percorsi non
ottimali, che ne hanno allungato la liberazione a dismisura, purtroppo con anni di perdita di tempo
ed ulteriori gravissime sofferenze, tutte evitabili se chi li seguiva avesse avuto maggiori competenze
e strumenti.
1. Mi sento di partire con una banale quanto incredibilmente poco diffusa consapevolezza nel
campo: per fare l'operatore del settore abduction bisogna studiare. Anche la materia ha una
sua storia, libri pubblicati, autori importanti da conoscere. Sopratutto esistono conoscenze
non ignorabili su cui poi costruire e far proseguire le proprie ricerche. Il settore invece
risente in Italia di un atteggiamento diffuso impensabile in qualsiasi altro ambito, da chi
ripara PC a chi fa il fisico nucleare, del tipo: “Mi butto a fare ricerca in prima persona, e
imparerò da che scopro!”, che considerando che si opera su esseri umani che soffrono le
pene dell'inferno personalmente trovo criminale. Abbiamo sedicenti operatori che credono di
essere Murder in x-files. La stragrande maggioranza di chi ritiene di poter mettere le mani su
gli addotti non si è letto nemmeno i libri che abbiamo in italiano dei maggiori esperti. Vi
metto una bibliografia sotto. Leggerli non vuol dire approvarne il contenuto in toto per
forza, il Dottor Mack, psichiatra, parlava di alieni buoni ad esempio, e non posso certo dire
che la penso come lui, ma la sua analisi di psicologia dell'adduzione è ottima. Io seguo e
consiglio la teoria della macedonia: se c'è anche solo una parte utile si usa, il resto si scarta e
sta lì per ricerche future che possono continuare a pescarci dentro qualcosa di utile, conviene
comunque leggerli i libri di chi ci ha ricercato decenni, ed informarsi il più possibile. Anche
se ormai ci sono linee certe sul fenomeno e non più smentibili: sappiamo che gli alieni che
fanno abduction (sequestri di persona) tentano di risultare invisibili nella vita degli addotti,
che fanno analisi mediche, che mettono chip, che prelevano sperma ed ovuli per tentare di
fare ibridi, che applicano un fortissimo controllo neurologico sui malcapitati, che il loro
modus operandi prevede creare caos nella mente del rapito e farsi passare per i personaggi
che lui per retroterra culturale troverebbe normale trovarsi davanti, che ci sarà in futuro un
loro tentativo di invasione del pianeta. Conosciamo bene quali sono le specie piu' viste.
Sappiamo che vogliono l'Essenza della Vita del soggetto (chiamatela Anima, Coscienza,
energie, che volete: è la componente umana che ai contenitori sulle astronavi ed in basi
terrestri tirano fuori attraverso quel che potremo dire un viaggio astrale forzato dall'esterno,
per prelevarne energia) e che usano il corpo umano che la contiene. Per la psicologia del
fenomeno, il quadro psicologico è ormai chiarissimo: tra sindrome post traumatica, shock
ontologico, e Piano Psicologico sui soggetti per fargli accettare l'adduzione. Ci troviamo
invece operatori che non saprebbero rispondere a domande del genere: dove sono messi i
chip i comuni? Se ne possono trovare in posti non standard? Se un soggetto ricorda una
adduzione di notte, è possibile che si sia trattato solo di un sogno mandato dagli alieni per
fargli credere di essere stato rapito in assenza di rapimento vero e proprio? Lo stress post
traumatico può essere conseguente ad un problema meramente interiore del soggetto? Se
un'addotta si mette la mattina a cercare per tutta la casa qualcosa e non sa cosa, che sta
cercando?! Come mai la sindrome del crocerossino è così diffusa negli addotti?! Chi non sa
rispondere a queste domande dovrebbe innanzi tutto tornare sui libri. E parlo di libri perché
spesso siti e video non sono basati sugli studi di chi ha vagliato centinaia di casi, ma
veicolano informazioni più false e controproducenti che altro. I veri operatori non vogliono
fare audience, vogliono risolvere un problema che hanno capito che se riguarda più da
vicino gli addotti, è di tutto il pianeta. Nemmeno mettono in circolazione fake o assurdità
che per contrapposizione andranno a screditare chi fa ricerca seria, facendo fare a chi cerca
informazioni un mescolone tra vero e ridicolo, che fa risultare tutto ridicolo. Quelli si
chiamano in un altro modo, non operatori né ricercatori, e chissà quanti soldi prendono per
farlo.
2. Devono essere soggetti liberi sicuri, e che almeno si controllano spesso. Il concetto di
controllo dovrebbe essere sostituito da molto con quello di dialogo perfetto ed immediato
con la propria parte interiore quando si fa l'operatore, ma almeno controllarsi è
indispensabile calcolando che esistono anche energie mandate da altri animici e che
comunque la sicurezza non è mai abbastanza. Bisogna tener conto che si hanno in mano
anche vite altrui poi. Non è possibile invece aver sentito persone che rispondevano
candidamente “Non lo so se sono interferito” mentre operavano su altri o “Tanto tutti sono
interferiti”. Sono onestamente risposte che fanno rizzare i capelli. Come si fa a passare a
qualcuno come ci si libera se non siamo nemmeno sicuri di essere liberi noi stessi?! Ad un
addotto va rimessa in sesto la bussola che gli dice cosa succede e dove sta andando, la stessa
che gli alieni gli hanno fatto passare in sordina e distorto perché lui non credesse di averla,
non solo bisogna essere liberi, ma avercela anche più' forte della media questa bussola per
aiutare. Un ex interferito può fare l'operatore dopo un buon periodo di tempo che ne assicuri
l'uscita totale dal problema ed un recupero emotivo totale e che arrivi non ad un ipotetico 6
(sufficienza) ma almeno un 8 in termini di autostima e gestione dei rapporti sociali.
3. Carattere adeguato. Occorre un ottimo equilibrio personale. Se si è iracondi, megalomani,
troppo sensibili alle critiche, si hanno troppe paure personali, meglio lavorare ancora su se
stessi prima di fare l'operatore. Purtroppo se si porge un fianco scoperto gli alieni ci si
attaccheranno, mandando persone interferite ad aggredirlo. Nessuno che non voglia
guardarsi dentro e costantemente mettersi in discussione per migliorarsi può fare l'operatore.
Nessuno che non sia consapevole dei propri difetti, che pur tutti abbiamo essendo umani, e
non voglia analizzarne il peso e le conseguenze nelle relazioni che instaura. Finirebbe male.
Per lo stesso motivo almeno 30 anni servono, occorre una buona maturità e stabilità, un
ragazzo non lo metterei mai io ad operare con interferiti, lo considererei un suicidio
emotivo. Il che non vuol dire che l'operatore debba prendere in carico ogni addotto che gli si
pone davanti e se non lo vuol fare è instabile, poco competente o crudele. Col gruppo Laris
con cui collaboro abbiamo scartato soggetti che erano palesemente troppo problematici e
continuavano ad aggredirci o a tenere comportamenti non consoni. Gli operatori non sono
martiri e né sarebbe normale lo fossero. Abbiamo margini di tolleranza molto alti operando
con chi costituzionalmente si trova nel Piano Psicologico Alieno, gli diciamo subito dove
sono gli inghippi e come lavorarci, ma se i soggetti si rifiutano e ci sminuiscono o ci
attaccano li abbandoniamo anche noi. Occorre equilibrio anche nel preservarsi.
4. Titolo di studio adeguato. Abbiamo avuto operatori bravissimi che venivano dagli studi più
disparati, e la cultura ci si fa in diversi modi, se pur almeno un diploma è garanzia che si sa
leggere e capire. Qualsiasi specializzazione è preziosa, perché apporterà un punto di vista
diverso al quadro generale. Nessuno è tuttologo senza prendere grossi granchi in qualcosa,
ed ammetto che se non fossi stata laureata in S. dell'Educazione gli studi sul Piano
Psicologico, riconosciuto come programma usato dagli alieni affinché gli addotti sviluppino
un certo carattere che tolleri e mantenga i rapimenti, non sarebbero nati: non lo avrei
riconosciuto in tutti i suoi elementi e la sua pervasività. Al di là del settore di appartenenza,
occorre comunque sforzarsi di completare la propria formazione il più possibile. Un
umanista non è esentato dal comprendere almeno i concetti scientifici basilari, chi viene da
un ambiente tecnico/scientifico (e sono la stragrande maggioranza) dallo studiarsi la parte
psicologica. Tutti dall'imparare PNL e tecniche di simulazioni mentali e ipnosi. Quindi allo
stesso modo un ipnologo molto esperto non è esentato dalla conoscenza approfondita della
materia. Che sappia ipnotizzare bene non lo para da prendere granchi se non sa altro.
5. Aboliamo alieni buoni, reiki, viaggi astrali, canalizzazioni... Se l'operatore non sa che così
non libera nessuno, idem vuol dire che qualcosa non va, e forse è bene si faccia un test di
valutazione del fenomeno esso stesso, perché sta DAVVERO aiutando l'operato alieno. Da
questi percorsi infatti ci arrivano addotti che potevano liberarsi decenni anni prima senza tali
pratiche o idee che ributtano dentro dalla finestra gli alieni fatti uscire dalla porta. Far
credere che esistano alieni buoni, con tutto il loro corollario di frasi del tipo: “Noi ripariamo
i danni dei cattivi”, “Non interveniamo sui cattivi per non intralciare il libero arbitrio
umano”, “Sei tu che ci cerchi, di notte esci in astrale e sconfini nella nostra dimensione e ci
chiami”, “Ti operiamo per farti evolvere, non devi giudicarci coi canoni umani”, “Non puoi
capire il nostro operato, sei troppo poco evoluto rispetto a noi”, e le altre moltissime
panzane che dicono, e' solo uno strumento del Piano Psicologico, purtroppo efficacissimo.
Così come lo e' l'idea che qualcuno di benevolo ha scelto proprio l'addotto facendone un
prescelto, per permettergli esperienze straordinarie: gliela hanno inculcata proprio gli esseri
questa brama di avere rapporti col dio per poter continuare ad averci a che fare. Comunque,
resterebbe la semplice costatazione che nessun operatore vede liberarsi davvero chi porta
avanti queste idee. Ogni tanto vede riaccapare questi soggetti con foto di cicatrici e
commenti sbigottiti su come possono ancora trovarsi a quei livelli dopo anni che ci
lavorano... e canalizzano SOLO esseri buoni! Il resto come reiki e varie pratiche energetiche
fanno entrare di tutto, se si fanno viaggi astrali anche da liberi si lascia il corpo senza
nessuno che lo difende, la meditazione si sa dagli anni 80 che favorisce i rapimenti (lo notò
già Hopkins che era successo un numero non trascurabile di volte che i soggetti erano rapiti
mentre meditavano). Le religioni avvicinano agli “dei” come via preferenziale, ed i rituali
magici dove si chiamino spiriti, angeli, diavoli, ecc. pure. Se un operatore non dice subito di
bloccare queste pratiche, beh molto non ci ha capito e non libererà davvero mai nessuno.
6. Farsi pagare: la bravura nell'aiutare chi ha interferenze ad uscirne non si misura dal se l'aiuto
è dato a pagamento o gratis. Personalmente, dedicandoci tutto il giorno, mi faccio pagare
(anche se meno della media), anche perché non è che un operatore vive d'aria. Pretenderlo, e
dire che se uno si fa pagare non è bravo, è incompetente, lo fa solo per soldi, rientra nelle
pratiche diffuse per non far progredire la ricerca e screditare quell'operatore. Banalmente se
non avessi avuto tempo ed energie da dedicarci non avrei potuto fare e capire molte cose che
aiutano ora tanta gente a liberarsi. Ovvero lasciando gli studi al livello di tempo libero
dopolavoro non ci vuole un genio a realizzare che si va avanti meno. Anche il contrario non
ha fondamento: che chi lo fa gratis è una mezza calzetta non è vero. E' vero solo che chi lo
fa gratis o lo fa per hobby dopo il suo lavoro e non può dedicarci tutte le sue energie, o
riesce a farlo mentre lo pagano per fare altro (e non mi parrebbe molto onesto, ma è
successo pure questo in passato) o beato lui è ricco di famiglia. Io non sono ricca ma credo
al mondo convenga che continui a tempo pieno.
In generale, perché gli addotti trovino bravi operatori, a pagamento e gratis, bisogna smettere di
criticare e rompere le scatole a chi vuole farlo. Certo bulletti, che mentre si credono estremamente
evoluti sono solo la versione adulta applicata all'ambito abduction di quelli che da bambini
spadroneggiavano ai giardinetti, vanno emarginati. Nel settore invece c'è posto per chiunque sia una
persona onesta, equilibrata, e voglia impegnarsi davvero, anche perché alcuni ambiti del fenomeno
non sono quasi stati studiati, ad esempio su a che servono alcuni chip ed alcune operazioni
chirurgiche che fanno si sa pochissimo, se non nulla. Andrebbe eseguito un buon lavoro di recupero
ricordi su molti addotti circa quegli interventi, e fatto ascoltare poi ad un medico. Tanti sarebbero
gli studi utili, anche in ambito psicologico. Uno che servirebbe molto a far comprendere agli addotti
come sono destrutturati dovrebbe avere per oggetto come cambia di comportamento esterno ed
interiormente un soggetto dopo che si è visto conferire il ruolo di “prescelto” dagli alieni. Sappiamo
quanto l'attribuzione di certi ruoli modifichi i soggetti nelle istituzioni umane, ma qui le
ripercussioni devono essere davvero pervasive. Questi soggetti hanno il diritto di poter leggere studi
seri per valutarsi addosso le conseguenze di quello a cui sono stati sottoposti e capire, e non solo
riguardo alla sindrome del prescelto. Ne leggeremmo volentieri come operatori specifici sullo
stress post traumatico da abduction, sui bambini addotti e come liberarli, sulle conseguenze delle
abduction del padrone sugli animali domestici... Credetemi: per chi vuole ricercare c'è posto!
Bibliografia consigliata
Se non sapete l'inglese almeno i testi in italiano procurateveli, ve li segno in grassetto. Vi ho
comunque messo una spiegazione di che parla ogni libro, vicino tra parentesi. Spero che questa
breve bibliografia da me scritta aiuti a far capire che la materia ha già' buone basi, e quanto sia folle
buttarsi a far ricerca su esseri umani sfiniti e spaventati senza una adeguata preparazione.

Hopkins Budd, Missing Time: A Documented Study of UFO Abductions, New York, Random Hause,
1981. (L'autore espone diversi casi di rapimenti alieni da lui seguiti e ne fa una analisi accurata.)
Hopkins Budd, Intruders, USA, Random House, 1988; trad. it. Ossola F., Intrusi, Milano,
Armenia, 1988.
(Racconta la sua investigazione della storia di abduction di una ragazza, che poi si
allargherà a macchio d'olio coinvolgendo famigliari, vicini, amici.)
Hopkins Budd, Witnessed: The True Story of the Brooklyn Bridge UFO Abductions, USA, Pocket
Books, 1997. (E' la narrazione di un altro dei casi che Hopkins ha seguito come operatore, caso
divenuto famoso perché ebbe testimoni che non conoscendo l'addotta videro la scena del rapimento
dall'esterno.)
Hopkins Budd, Carol Rainey, Sight Unseen: Science, UFO Invisibility, and Transgenic Beings,
USA, Pocket Star, 2004. (Attraverso l'analisi di molteplici testimonianze di adduzioni si discute di
invisibilità degli UFO e di modifiche genetiche. Parla anche di come le scoperte moderne in fatto di
dispositivi di occultamento per aeromobili, tecnologie di controllo mentale e teletrasporto ottenute
in laboratorio avvalorino la plausibilità del fenomeno ufologico.)
Jacobs David M., Secret Life: Firsthand Accounts of UFO Abductions, New York, Simon &
Schuster, 1992. (Parla approfonditamente di cosa avviene durante una adduzione, descrive bene le
procedure aliene condotte sugli addotti, ed espone molte testimonianze di rapiti.)
Jacobs David M., The Threat: Revealing the Secret Alien Agenda, USA, Simon & Schuster, 1998.
(Spiega come mai gli extraterrestri sono qui e cosa vogliono, perché il loro programma è tenuto
segreto, ed espone i progetti alieni per la Terra ed i suoi abitanti.)
Jacobs David M., UFOs and Abductions: Challenging the Borders of Knowledge, Lawrence,
University Press of Kansas, 2000. (Si discute dei metodi di indagine usati per le adduzioni, dei
dibattiti più accesi nel campo, delle prove, si associa la ricerca scientifica a quella storica,
mitologica e psicologica. Fornisce un bel quadro generale sull'argomento, molto utile a chi inizia ad
approcciarsi a questo campo)
Jacobs David M., Walking Among Us: The Alien Plan to Control Humanity, Disinformation Books,
2015. (E' un libro dedicato all'analisi del piano alieno di conquista della Terra e sottomissione
dell'umanità. Parla di come gli alieni stanno facendo istruire gli ibridi agli addotti per intrufolarsi
nella nostra società.)
Kûrsch Barbara, Rapita. Storia vera di un'addotta, Laris, gratis su http://www.operatoriperaddotti.org . (È la
storia dei rapimenti di Barbara, dall'infanzia alla liberazione. Il libro rende bene tutti i “sintomi”
della vita di un addotto, cosi come il piano psicologico che vi si svolge.)
Mack John Edward, Abduction: Human Encounters with Aliens, Simon & Schuster Ltd, 1994;
trad.it Di Marino, RAPITI!Incontri con gli alieni, Milano, Mondadori, 1995
. (Teorie e casi
trattati dall'autore come psichiatra, ottima l'analisi psicologica del fenomeno, essendo stato Mack
Professore di Psichiatria ad Harvard.)
Mack John Edward, Passport to the Cosmos, White Crow Books, 1999; trad. it. Roberta
Arrigoni, Passaporto per il cosmo, Roma, I Ponti di Venexia, 2016.
(Teorie e casi trattati
dall'autore. Mack non fa grandi svolte teoriche, nel secondo libro approfondisce i temi del primo e
cambia i casi raccontati.)
Malanga Corrado, Roberto Pinotti, I Fenomeni BVM: le apparizioni mariane in una nuova
luce
, Milano, Mondadori, 1990.
(Su abduction e la visione di figure religiose)
Malanga Corrado, Gli UFO nella mente. Interferenze aliene, Milano, Bompiani, 1998. (Il libro
espone l'investigazione dell'esperto su un caso di abduction ad un ragazzo, Valerio Lonzi)
Malanga Corrado, Alieni o demoni, Roma, Terre Sommerse, 2007. (Il testo fa una esposizione
approfondita dei risultati degli studi sulle abduction dell'esperto, ed inizia anche a parlare della
prima tecnica di liberazione inventata, il S.I.M.B.A.D -Self Induced Method for Blocking
Abductions Definitively- )
Malanga Corrado, Genesi, Spazio Interiore, 2013. (Si parte dai dati ricavati dalle ipnosi sugli
addotti e si arriva a ricostruire l'origine della vita su questo pianeta ed il senso ultimo dell'esistenza
umana, passando per la fisica quantistica ed i miti e le tradizioni esoteriche di tutte le culture
antiche.)
Leir Roger, The Aliens and the Scalpel, Book Tree, 1998. (Il Dottor Leir estrasse molti chip dagli
addotti e li fece analizzare da diversi laboratori scientifici, dimostrando che non erano terrestri. Il
libro contiene i dati ufficiali certificati da quei laboratori e le storie degli addotti da cui gli impianti
erano estratti.)
Perfetti Serena, I 100 “sintomi” dei rapimenti alieni. Segni ed esperienze degli addotti, Roma, Laris, gratuitamente scaricabile su http://www.operatoriperaddotti.org (100 “sintomi” o situazioni che vive chi e addotto. L'autrice, io, si e'
basata sugli studi dei più' grandi esperti mondiali del campo, ed ha aggiunto centinaia di
testimonianze da lei raccolte “sintomo” per “sintomo”. Il testo mette in grado di interpretare
qualsiasi test di valutazione sull'appartenenza o meno al fenomeno.)
Perfetti Serena, Il Piano Psicologico sugli Addotti e le vie per uscirne, Laris, gratis su http://www.operatoriperaddotti.org (Ho scritto di come gli alieni fanno vivere appositamente determinate
esperienze negative agli addotti nella vita sulla Terra affinché sviluppino e mantengano un carattere
che ammetta e tolleri i rapimenti. Ho parlato di abbassamento dell'autostima, solitudine indotta,
sindrome del crocerossino, del prescelto ecc.)
Tuner Karla, Into The Fringe: A True Story of Alien Abduction, USA, Berkley, 1992. (E' la storia di
come Karla Turner e tutta la sua famiglia capirono che erano addotti. Spiega le vicissitudini che ha
dovuto affrontare e la sofferenza che questa situazione le ha portato, ma anche la sua voglia di
capire come gli alieni potevano essere fermati, per risolvere.)
Tuner Karla, Taken: Inside the Alien‐Human Abduction Agenda, USA, Kelt Works, 1994; trad.
it, De Turris Gianfranco, Rapite dagli UFO, Roma, Edizioni Mediterranee, 1996.
(Dopo la
pubblicazione del resoconto della sua vita a Karla iniziano ad arrivare molte lettere di persone che
vivevano le medesime vicissitudini, lei allora decide di fare un successivo libro che contenga storie
altrui. "Rapite dagli UFO" riporta le vicende di abduction di diverse donne, ed il continuo della
storia della stessa Turner.)
Una dei Tanti (pseudonimo) Emissari Celesti, Laris, gratis su http://www.operatoriperaddotti.org. Come una ragazza col marito e tutto il suo circondario di amici hanno scoperto di essere addotti e si sono liberati.

Chiudo questo articolo con l'augurio che presto si possano tradurre e pubblicare i preziosi testi qui indicati che per ora possiamo leggere sono in
inglese. Vi ho citato solo ricercatori più' che validi che agli studi sui rapimenti hanno dedicato
decenni di vita, e' una grossa perdita che non siano agevolmente tutti leggibili da noi operatori
italiani.

Preso dalla pagina: https://operatoriperaddotti.org/wp-conte...uciano.pdf
URL di riferimento