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Esperienze con la tavola Ouija
18-08-2013, 02:23 PM
Messaggio: #1
Esperienze con la tavola Ouija
Premetto: penso sia sconsigliata tale pratica per gli addotti o gli ex, poi magari mi sbaglio.
Come avevo scritto nella sezione "viaggi astrali", mi interesso un po' di tutto e se mi è possibile sperimentare, lo faccio. Così nel 2009 mi è capitato di poter fare diverse sedute utilizzando la tavola Ouija, che una tavola dove, ai suoi margini, vengono disposte tutte lettere dell'alfabeto ed i numeri da 1 a 0, nella parte centrale ma scostata ci sono il SI e NO ed al centro la zona di stazionamento. Con questa pratica si possono richiamare delle entità.
I fatti sono precedenti alla mia scoperta dei nuovi risultati ottenuti dal proff. Malanga, perciò le sedute non hanno subito influenze sotto questo aspetto, proprio perchè ero ignaro delle novità acquisite in questi ultimi anni.
Ora vi racconto quella che è stata la mia esperienza e le informazioni che ho ricevuto nel corso delle sedute che avevamo fatto.
I principali soggetti coinvolti sono: Io (Stillor), Davide (Ajes), Sara (la mia anima guida?), Odessa (un'altra anima?).


Sono curioso di natura, sempre alla ricerca di informazioni e riscontri che le affermino, però non so viaggiare in astrale. Riesco a percepire Sara o altre entità come un brivido alla schiena oppure, quando sono a letto e chiamo, sento come tante formiche che camminano sul corpo. Siccome nulla avviene per caso, il destino mi fece incontrare Davide, che è un canale. Ma il legame non è dovuto solo a quel motivo anzi, la tavola ouija è nulla in confronto a quanto sto per descrivervi.
Odessa fu la prima entità che "conobbi" nella prima seduta. Andò subito a toccare la mano libera di Davide e poi venne ad appoggiarsi contro la mia. "Ciao Ajes, ciao Stillor, finalmente siete tornati insieme, sono felice!" scrisse. Io non capii cosa volesse dire. Restò un po' con noi, spiegando a Davide le problematiche di una ragazza che lui conosce e che è sotto la protezione di Odessa. Dopo che si congedò, si presentò Sara, senza che chiedessimo la presenza di qualcuno in particolare. Durante le prime sedute era lenta nello scrivere, al contrario di Odessa, perché disse lei, non aveva esperienza con quel tipo di comunicazione che comunque richiede molta energia, poi con il passare delle settimane divenne più rapida. Ricordo come correva a razzo sulla tavola quando si incazzava con me: faticavamo a starle dietro! Sara ad ogni seduta, prima di cominciare a scrivere veniva da me appoggiandosi alla mia mano per qualche secondo, poi passava a "salutare" Davide. Altre entità si sono presentate nel corso delle sedute, compreso mio nonno del quale poi vi racconterò, ma Sara è stata la più presente. Comunque, tutte le entità che si manifestarono, usavano salutare con gioia e quasi una forma di reverenza, Ajes e Stillor e compresi dopo il perché. Sara disse di avermi conosciuto in un altro tempo e luogo (aveva usato il tempo come misura per renderlo comprensibile a noi, ma in realtà, ci disse che per le anime il tempo non esiste) e che dovevamo tornare insieme. Sara era stata mia madre in una vita precedente qui, nel 1600. Il suo nome era Celeste mentre il mio non lo ricordo. Vivevamo a Venezia ma quando mio padre morì in guerra quand'ero ancora piccolo, ci trasferimmo a Mantova. Lei era insegnante ed io cacciatore. Persi la vita in un duello per causa di una donna. Curiosità: sono stato più volte sia a Venezia che a Mantova prima di conoscere questo fatto, e sembrerà strano, ma mentre Venezia mi metteva a disagio, a Mantova mi sentivo come a casa. Io non avrei dovuto trovarmi qui a vivere questa esperienza, ma siamo qui proprio per riunirci. Ci disse che mi ha cambiato geneticamente, perché sarei dovuto nascere indaco (la mia aura è comunque indaco), ma lei non voleva, perché hanno un carattere particolare. Siccome io sono come S. Tommaso, Sara in diverse occasioni cercò di manifestare la sua presenza in una maniera più fisica. Una sera scrisse: "vi faccio un regalo!". Qualche giorno dopo, Davide trovò una custodia per il cellulare. Passarono i giorni ma a me niente. Chiesi spiegazioni e lei disse che dovevo aver pazienza. Diversi giorni dopo, mi trovavo in Corso Vittorio Emanuele per lavoro. Era primo pomeriggio, quindi c'era un sacco di gente. Ero sotto i portici, intento a discutere per telefono con il mio socio. Ad un tratto, come se mi sentissi osservato, la mia attenzione si rivolse verso una donna che, dall'altra parte del corso, mi stava fissando. Mi colpi il suo sguardo ed il sorriso, come volesse dire "te l'ho fatta!". Mi guardai attorno, ma intorno a me non c'era nessuno: fissava me! Tornai con l'attenzione sulla telefonata, la donna sparì e poco dopo rientrai nel palazzo. Mentre stavo scendendo le scale, mi venne un flash: "vuoi vedere che era lei?!". Sì, quella donna era lei, o meglio, usò temporaneamente quel corpo per manifestarsi a me e poi lo fece anche in un'altra occasione, entrando in uno dei gemelli che stava disegnado e che sono figli di una mia amica. Quando il bambino arrivò con il disegno, al posto dell'animale che avrebbe dovuto fare (il gioco dell'indovina che animale è?!), c'eravamo io e Davide per mano e sopra di noi una presenza o un ufo (ora non ricordo, ma ho conservato il disegno e forse l'ho messo su FB, se lo trovo lo inserisco). I bambini avevano 5 anni e sia loro che la Madre, non sapevano nulla delle sedute o del mio interesse per l'ufologia.
Durante una seduta Sara ci disse che dovevamo farle un regalo: Davide avrebbe dovuto trovare una pietra ed io avrei dovuto trovare delle spighe di grano con l'aiuto di Davide. Peccato che era fine settembre ed il grano era stato raccolto. Una domenica partimmo alla ricerca del grano. Andammo sulla statale che costeggia il naviglio verso Pavia e intanto ci guardavamo attorno in cerca di un campo che fosse ancora da mietere: niente! Giunti all'altezza dell'incrocio che porta alla Certosa di Pavia, decidemmo di dirigerci lì. Giunti alla Certosa posteggiai la macchina proprio di fianco ad un campo, anche quello mietuto, però ai bordi notammo che c'erano ancora delle spighe sparse, era fatta: avevamo il grano. Di fianco alla Certosa c'è un vecchio edificio con un bar, ci avvicinammo per entrare e bere una birra. Quando guardai in alto e vidi l'insegna rimasi esterrefatto: SARA CAFE'! Coincidenza? Maaaahhh!
Una volta domandai perché Odessa affermò di essere felice nel ritrovare insieme Stillor e Ajes. Ci venne spiegatono che Stillor e Ajes avevano quasi sempre condiviso le stesse esperienze, poi disse che non ero pronto per recepire certe informazioni.
Da curioso quale sono, durante le sedute ponevo sempre mille domande, ovviamente interessandomi di ufologia, chiesi informazioni in merito, comprese le nostre origini (non so il perché, ma ho sempre avuto il sentore che noi non fossimo indigeni). Mi hanno confermato ovviamente che ci sono altre razze e che alcune sono qui da migliaia di anni, ci usano come cavie e quel che è peggio, degli umani stanno collaborando con loro in cambio di tecnologia. Ci dissero che noi umani non siamo "terrestri", ma proveniamo da Marte, una colonia che poi venne distrutta da una guerra totale. I superstiti giunsero qui relegando nel sottosuolo i nativi: una civiltà progredita (non so se tipo umani o rettili).
Una sera chiesi di mio nonno, morto nell'80 ed arrivò, lo capii subito perché mi scrisse "ciao belè!", come diceva quand'ero piccolo. Gli chiesi se fosse stato lui a far cadere il quadro e lui rispose di si. È un quadro che si trova a casa di mia madre, qui a Milano. Vi è dipinta la montagna con la casa costruita dai miei avi e dove morì mio nonno. Un giorno eravamo lì in quella casa e mia madre, piangendo, ci disse che voleva venderla, perché troppo impegnativa da mantenere. Al nostro ritorno a Milano trovammo il quadro per terra, con l'attaccaglia al suo posto ed il chiodo ben piantato nel muro di cemento armato! Mia madre cambiò idea e quel quadro è ancora lì, al suo posto. Chiesi a mio nonno il perché non volesse che vendessimo ed egli mi rispose dicendomi che lui è ancora lì, perché dove si trovano i gradini posteriori della camera centrale, lì c'è il suo portale. È un portale per il transito delle anime che arrivano qui per vivere delle esperienze.
Ci sono altri portali controllati dalle anime. Una sera si presentò un'entità, la quale ci disse di essere il guardiano di un portale del tempo. Ci spiegò che stava faticando per tenere libero il portale, perché degli umani hanno sviluppato una tecnologia che permette viaggi nel tempo. Questo creerebbe seri problemi anche per loro.
Non tutti gli umani hanno l'anima, ad es. Berlusconi non ce l'ha :-) , mentre Hitler aveva un'anima, che al momento è lì, con le altre anime.
Vi sembra plausibile che un curiosone come me non abbia chiesto nulla riguardo a Dio? Apro parentesi: parlo al singolare, perché ero quasi sempre io a porre le domande, perché Davide era disinteressato da tutto questo, chiusa parentesi. Tante, tante volte chiesi lumi, e immancabilmente giravano in tondo negando le risposte. Una notte chiesi: "ma perché tutti sono così riverenti e pieni di gratitudine per Ajes e Stillor?" Risposta: "perché loro sono stati valorosi nel combattere il grande buio". Saltai sulla sedia: "Il grande buio?!Cos'è?! DOVE?!". E Davide: "vacci piano, una domanda alla volta! ". "Il grande buio si è portato via tante anime e voi avete contribuito a sconfiggerlo". "Questo è accaduto dove state voi?! " Chiesi (ma ormai avevo capito!). "Si, ma il prezzo che voi avete pagato è stato alto" . "Perché?" domandai. "Perché voi ora siete divisi. Prima eravate un'anima sola, non c'erano Ajes e Stillor, è il prezzo della guerra che avete combattuto". "Ok, ma allora quella guerra era stata combattuta al massimo livello dove c'è Dio (ora preferisco il termine "Coscienza"), quindi si può dire che il grande buio è/era come un cancro dentro Dio?!" domandai. "Sì!" mi rispose.
Bene, questa era stata la mia esperienza con l'utilizzo della tavola ouija. Ci sarebbe ancora qualcosa di marginale da raccontare ma il grosso l'ho descritto.
Quanto c'è di vero? Qualcosa di sicuro c'è!
Ho conosciuto Davide nel 2009 per "caso", ad una festa di compleanno di una persona ritrovata dopo tanti anni per "caso". Ci siamo frequentati per un anno e mezzo, poi l'ho allontanato, forse egoisticamente. Dico così perché aveva, e penso che abbia ancora, un sacco di problemi. Sara mi aveva chiesto di aiutarlo, ma aveva anche detto che non sarei stato in grado di comprenderlo. È vero, non l'ho accettato, siamo gli opposti e comunque penso tutt'ora di aver avuto delle valide motivazioni! Lo ritengo un perso, come se avesse gettato questa vita, poi però mi dico: ma chi sono io per giudicarlo?! Forse queste differenze sono dovute al fatto che Stillor e Ajes in realtà erano veramente una sola entità divisa non si sa come? Boh!
Cosa ne pensate?

"L'anima risvegliata da un dubbio è migliore dell'anima che dorme sicura di sé."
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