Scrivi una discussione  Rispondi 
 
Valutazione discussione:
  • 0 voti - 0 media
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Articoli che feci io per una rivista sui bambini
25-03-2017, 12:57 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 25-03-2017 01:09 PM da Fianna.)
Messaggio: #1
Articoli che feci io per una rivista sui bambini
Come affrontare i compiti a casa?

Consigli utili per rendere il lavoro scolastico casalingo dei bambini meno problematico e più fruttuoso

Di compiti a casa se n'è parlato tanto negli ultimi anni: c'è chi li ritiene inutili e dannosi e chi li difende perché danno ai ragazzi il tempo di rielaborare in solitudine che hanno appreso a scuola. Di sicuro c'è che per bambini e genitori restano per ora un impegno a cui assolvere spesso gravoso, e non a torto visto che i dati OCSE di qualche anno fa ci davano al primo posto in Europa per ore passate sui libri fuori dalle aule. Aggrava questa sensazione il fatto che poi non pare che all'aumentare dei compiti dati a casa si alzi il livello di apprendimento dei nostri studenti. Anzi ai test internazionali riusciamo abbastanza male rispetto ad altri stati che di ore a scuola e di studio pomeridiano ne fanno meno. Aggiungiamoci che la società si va modificando e sempre meno mamme hanno tutto il pomeriggio libero per seguire i bambini nei compiti, ed esce fuori un quadro realisticamente deprimente, con genitori che risolvono problemi matematici al posto del figlio di fretta per poter chiudere il libro e finalmente dedicarsi alla gita della domenica, unico tempo che hanno magari per stare coi figli. Per non parlare delle maratone per terminare a settembre i compiti delle vacanze con la scuola che sta per riaprire e mezzo libro di esercizi ancora da svolgere...che penso tutti abbiamo visto fare o abbiamo fatto da bambini. Considerati i risultati personalmente ritengo che sarebbe auspicabile modificarne quantità e qualità o non darne proprio, ma nel frattempo lascio dei consigli ai genitori per vivere più serenamente l'esecuzione giornaliera degli esercizi assegnati ai loro bambini. Innanzitutto organizzazione, parola-chiave che riesce a salvare da intere giornate passate sui libri. Quando il bambino riceve i primi compiti a casa i genitori devono seguirlo e capire quanti sono, quanto difficili, stimare il tempo che ci vorrà a farli e distribuire il carico in maniera intelligente, in modo da non trovarsi con giornate in cui non c'è nulla da fare e altre in cui al ragazzino sarebbero richieste ore di fila. Se i bambini son seguiti su questo apprendono a organizzarsi, ed in futuro eviteranno di ridursi coi compiti delle vacanze da fare all'ultima settimana ad esempio. Altro consiglio importante è il tenere presente che alle volte non sono i compiti ad essere troppi, è il bambino che ci sta il triplo del tempo a farli perché si distrae di continuo: un posto tranquillo dove studiare a casa, privo di troppi stimoli, senza rumori, lo aiuterà a favorire la concentrazione. Vuol dire che tv cellulari e videogiochi devono stare lontano (e spenti) dal tavolo dove lui lavora. Importante anche la postura con cui i compiti sono svolti, perché un bambino che scrive accovacciato su una poltrona si stanca prima di uno seduto a un tavolo. Bisogna anche che tutto l'occorrente sia a portata di mano per non doversi alzare 10 volte a cercare che serve, aumentando le possibilità di distrazioni: quaderni, penne, matite colorate, i libri di riferimento, un dizionario per le parole che non si conoscono (ne esistono di semplificati per bambini), strumenti specifici per compiti particolari come righelli, squadra, colla, forbici...devono essere sul tavolo. Aiuta anche fissare un tempo specifico per fare i compiti, ad esempio si fanno sempre dopo pranzo, o dopo merenda, così per il bambino diventano una routine a cui abituarsi, ed è auspicabile che l'atteggiamento dei genitori verso il lavoro che ha da svolgere di pomeriggio il piccolo sia positivo. I bambini sono spugne, se vedono i genitori sbuffare davanti ad un riassunto ne assumono il punto di vista e la situazione davvero può farsi interminabile. Cibo adeguato ed un corretto riposo sono anch'essi fattori indispensabili per rendere nello studio. E se da fare ce n'è davvero troppo, se il bambino si sfinisce nel rispondere alle richieste degli insegnanti?! Compiti pomeridiani che lascino i bambini ko sono o mal assegnati o mal svolti. Se i genitori ritengono che siano mal assegnati ne parlino con l'insegnante, magari si scoprirà che è solo quel bambino ad avere un particolare problema e si avranno consigli personalizzati su come aiutare a superarlo. Se invece venisse fuori che è così per ogni alunno della classe?! Si spera in questo caso sia il Maestro o il Professore ad aggiustare il tiro comprendendo che caricare troppo di compiti porta i bambini a scoraggiarsi, ad affaticarsi ed a bruciare solo per quelli il tempo che giustamente dovrebbe essere destinato ad altre attività ugualmente importanti per lui, come il diritto al gioco, a godersi gli affetti ed a coltivare hobby che esulino dalla scuola.

Ciascuno di noi è, in verità, un'immagine del grande gabbiano,
un'infinita idea di libertà, senza limiti.
Trova tutti i messaggi di questo utente
Cita questo messaggio nella tua risposta
25-03-2017, 01:02 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 25-03-2017 01:03 PM da Fianna.)
Messaggio: #2
RE: Un articolo che feci io per una rivista sui compiti a casa
Nonni e nipoti un rapporto speciale

Una reciproca interazione che porta vantaggi a tutti: i piccoli si sentono amati e protetti e la vita degli anziani si riempie di gioia e vitalità.

I nonni oggi in genere hanno più tempo dei genitori per seguire i bambini, la pensione gli lascia lo spazio che i ritmi frenetici dell'esser produttivi limitano a mamma e papà. Possono accompagnare i piccoli a fare una passeggiata al parco, o per musei, far vedere loro come si pesca, o come si fanno i biscotti. I nipotini di quelle attenzioni hanno un bisogno vitale: per crescere bene serve infatti avere accanto chi abbia tempo per ascoltare, per dare affetto ed incoraggiare nello sviluppo della propria personalità. La grande esperienza di vita degli anziani poi si rivela preziosa nello sminuire quelle che possono essere le negatività della vita quotidiana che ai bambini spesso appaiono enormi. Nonni che trasmettano ottimismo minimizzando i problemi aiutano davvero la formazione di una personalità con una buona resilienza, ovvero quella preziosa capacità di far fronte alle tante vicissitudini della vita senza abbattersi ma rimboccandosi le maniche ed organizzandosi al meglio per andare avanti. Gli anziani di oggi spesso sono persone più dinamiche di quelle di un tempo: coltivano hobby, leggono, viaggiano, e sanno usare il computer. Occuparsi dei piccini contribuisce a questa loro voglia di mantenersi giovanili ed attivi: correre dietro ai bambini è di sicuro una buona palestra! E le curiosità che i piccoli esprimono di continuo aiutano anche la loro mente a restare allenata, stimolando il mantenersi sempre aggiornati su tante tematiche.
Bisogna anche considerare un altro grande aiuto che viene alle famiglie dai nonni. In tempi di crisi economica, in cui entrare nelle liste di un asilo comunale può essere difficile, e con le rette di strutture private e babysitter sempre più alte, spesso loro sono la soluzione giusta per garantire un ambiente protetto e formativo in assenza dei genitori. Non assicurano solo che il bambino venga accudito infatti, ma riescono a creargli intorno un clima affettivo assai prezioso che contribuisce a mantenere saldi i rapporti famigliari, dà un senso di continuità di generazione in generazione ed aiuta il piccolo a conoscere le proprie radici ed usanze legate al posto dove è nato, requisito indispensabile per costruire le basi di una identità solida su cui poi aprirsi ad altri contesti di vita e nell'interazione con altre culture. Ecco dei consigli per i nonni affinché il rapporto coi nipoti possa svilupparsi al meglio:
• Non siete voi la mamma o il papà del bambino, e le prescrizioni pedagogiche cambiano nel corso dei decenni, rispettate quindi le regole a cui i vostri figli tengono nell'educazione. Anche se magari ritenete di avere più esperienza di loro o avete sempre fatto in un certo modo coi bambini ed è sempre andata bene... siete comunque tenuti a rispettare i voleri dei genitori. Ricordate quando avevate figli piccoli il fastidio che vi davano le intromissioni di chi pensava di saperne di più di voi... e regolatevi di conseguenza.
• Meglio fare visite a casa dei nipoti preannunciandosi con una telefonata e mantenendo sempre una certa discrezione. Non ci si può piazzare a passare le giornate a casa di un figlio/a, esattamente come se la salute dei nonni non è più delle migliori oppure svolgono altre attività a cui sono affezionati i genitori non possono pretendere che siano sempre pronti ad accogliere il piccolo. Affinché le cose vadano al meglio occorre equilibrio e rispetto da ambedue le parti, e questo di sicuro ricadrà sul bambino facendolo crescere in un clima più sereno.
• Coinvolgete i nipoti nei vostri hobby, insegnategli a fare le cose a cui tenete. Al contrario dei genitori, avete tutto il tempo per vivere le singole esperienze da proporre al bambino in una dimensione più umana, dove ci si può soffermare a riflettere ed imparare lontani dalla frenesia che la vita odierna cerca di imporre.
• Parlate ai piccoli delle vostre esperienze, di come era il mondo quando eravate a vostra volta bambini, e di quando lo erano i loro genitori. Questo li aiuterà oltre che a conoscere le proprie origini a sentire un legame col passato, a vedersi come un anello di una catena e ad avere la percezione che la vita prosegua sempre nonostante gli ostacoli.
• Se le relazioni coi genitori non sono ottime, fate di tutto affinché questo non ricada sul piccolo anche se vuol dire dovere ingoiare qualche rospo. Adulti che siano davvero adulti mettono sempre al centro il bene del minore, che certo non ha colpa di eventuali litigi tra i famigliari, e deve vedere tutelata la propria stabilità emotiva sempre.

Ciascuno di noi è, in verità, un'immagine del grande gabbiano,
un'infinita idea di libertà, senza limiti.
Trova tutti i messaggi di questo utente
Cita questo messaggio nella tua risposta
25-03-2017, 01:39 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 25-03-2017 01:40 PM da Fianna.)
Messaggio: #3
RE: Articoli che feci io per una rivista sui bambini
Mio figlio è Pierino la peste, come posso fare?!

Il piccolo non sta mai fermo, urla, non dà retta, non si riesce a fargli fare i compiti e fargli riordinare la sua stanza è un'impresa... Diamo qualche consiglio su come educare i bambini vivaci e disubbidienti.

Un piccolo maleducato, che strilla per avere tutto e subito, che non fa mai che gli si dice spesso è conseguenza di genitori che hanno dato tutto materialmente e molto poco dal punto di vista della relazione educativa: poco contenimento, nessun “no”, regole che son cadute davanti ai capricci... In genere il tempo che manca, la stanchezza, la voglia di vedere il bambino felice fanno sì che vengano date tutte vinte, ma questo non è mai un bene per lui: quando crescerà il mondo non gli lesinerà frustrazioni e rimproveri, ed il senso di onnipotenza acquisito in famiglia andrà in mille pezzi, rivelando la ben nota fragilità che molti dei nostri adolescenti dimostrano. Come si può intervenire per cambiare una situazione del genere?! Occorre dare delle regole, saper somministrare punizioni quando queste vengono infrante e premiare il bambino quando fa qualcosa di buono. Partiamo dalle regole, innanzitutto serve coerenza. Bisogna che tutti quelli che educano il bambino si mettano d'accordo e le condividano: in famiglia come prima cosa, ma è bene anche confrontarsi con tutti gli altri educatori con cui il piccolo ha a che fare, a scuola e nell'extrascuola. Se si decide che se picchia un suo amico non vede i cartoni animati la sera, questo deve valere sia se il comportamento violento è tenuto in casa che fuori casa. Bisogna scegliere regole sensate e alla portata del bambino ovviamente, semmai alzando le pretese pian piano. Se non ce la fa a stare seduto a fare i compiti, gli si chiederà di concentrarsi all'inizio 5 minuti, non 20, allungando poi i tempi man mano. Le regole vanno adattate alla comprensione ed alla memoria del bambino, e devono prevedere sanzioni chiare. Con piccoli particolarmente disubbidienti che se no andrebbero puniti di continuo, meglio darne poche alla volta, anche solo una, e passare alle altre successivamente dopo appreso il primo comportamento positivo. Cercare di risolvere tutto insieme in casi difficili porta solo a sommergere il bambino di punizioni e rimproveri, lui si sentirebbe svalutato ed ancora più nervoso, si concentrerebbe solo sull'evitare la sanzione e non si andrebbe molto avanti. È importante comunicare al piccolo le direttive in modo adeguato: bisogna cercare un momento in cui è tranquillo e non ci sono stimoli distraenti intorno, lo si guarda negli occhi e se occorre gli si tiene la mano, si comunica la regola da seguire e la sanzione se trasgredisce, gliela si fa ripetere per assicurarsi che l'abbia capita bene, e se occorre si può anche scriverla ed appenderla al muro in camera sua. I genitori nel parlargli devono essere calmi perché un bambino impaurito si concentra sulla paura che ha e non sul comportamento positivo da apprendere. Gli ordini vanno dati chiari, senza giri di parole, diretti, esponendo il modo di fare desiderato e non quello non voluto, es. “Finisci i compiti e dopo potrai giocare” e non: “Non si gioca se non si è finito i compiti”, di conseguenza va specificata subito la sanzione se non esegue. Premi e punizioni si danno possibilmente immediatamente poiché più tempo passa più il legame con che ha fatto per meritarli per il bambino si fa evanescente. Il senso del tempo per un adulto e per lui son diversi, i piccoli tendono a vivere nel presente. Per la stessa ragione consegne del tipo: “Fai i compiti, poi riordina camera, poi aiutami ad apparecchiare” che si dovrebbero svolgere in più ore non vanno bene. Prima gli si dica di fare una cosa, finita quella gli si comunichi l'altra, e se non va bene nemmeno così si divida ancora in sottocompiti l'obbiettivo: ad es.:“Prendi il quaderno e fai il primo esercizio, tra 10 minuti vengo a controllare come l'hai fatto e lo correggiamo”. Da qualche parte bisogna iniziare e si inizia dalle reali capacità del bambino. Se l'ordine non viene eseguito il genitore lo ripete una volta, dopo di ché provvede a somministrare la sanzione mantenendosi fermo. Le punizioni da dare dovrebbero sempre prevedere l'impossibilità a svolgere qualche attività che il bambino ama, come vedere la tv o giocare ai videogiochi. Quando fa il suo lavoro va premiato, anche solo con una frase, come un: “Hai riordinato la stanza molto bene”, “Sei stato bravo a svolgere il compito di matematica”. L'importante è che si mantenga sempre che si è deciso in precedenza, se no implicitamente si sta dicendo al bambino che se fa i capricci i genitori cambieranno i loro programmi e lui otterrà che vuole, e si va a rafforzare questo atteggiamento. Non lamentiamoci poi se abbiamo piccoli che urlano a pieni polmoni appena gli si nega qualcosa.

Ciascuno di noi è, in verità, un'immagine del grande gabbiano,
un'infinita idea di libertà, senza limiti.
Trova tutti i messaggi di questo utente
Cita questo messaggio nella tua risposta
25-03-2017, 01:42 PM
Messaggio: #4
RE: Articoli che feci io per una rivista sui bambini
Non è per il suo bene

Quando un genitore non sa dire di no e difende sempre e comunque il suo bambino, come lo sta formando per il futuro?!

Ricordo un episodio di diversi anni fa che mi lasciò abbastanza interdetta all'epoca, accaduto mentre lavoravo in una ludoteca. Avevo accanto un delizioso bambino di 3 anni seduto sul pavimento di gommapiuma, tutto intento a costruirsi un'alta torre con le costruzioni. Ne stavo facendo entrare un altro di 5, e mentre compilavo la sua scheda personale il nuovo arrivato si era avvicinato al più piccolo, l'aveva spinto lasciandolo disteso e piangente sul pavimento, e gli aveva distrutto la torre. La cosa era durata davvero 2 secondi, purtroppo troppo poco perché io potessi impedirlo: ormai non mi era restato che prendere in braccio il bimbo che piangeva cercando di consolarlo, e dire all'altro: “Ma son modi di comportarsi questi?!”. Incredibilmente la risposta non me la diede il bambino a cui mi ero rivolta, ma la sua mamma, ancora vicina al cancelletto che aveva pure visto la scena senza intervenire: “Mio figlio presta i suoi giocattoli a tutti, perché è altruista, e se qualcuno non lo fa con lui, lui giustamente si arrabbia”. Nel tempo e nelle varie occasioni che poi ho avuto di occuparmi di bambini ho potuto vedere molti altri comportamenti simili tenuti da genitori che tendevano a difendere sempre e comunque il loro pargolo, così come mamme e papà che acconsentivano ad ogni sua richiesta pur di renderlo felice, assennata o no che fosse.
Da educatrice in queste situazioni mi veniva spontanea una riflessione che evidentemente invece spesso nel correre della vita quotidiana passa in secondo piano per molti genitori: ma simili atteggiamenti corrispondono davvero a fare il bene del cucciolo di uomo che si sta cercando di tirare su?! Se si parte dal presupposto che una buona educazione debba formare adulti contenti di loro stessi e in possesso di competenze vitali che consentano di fare fronte alle tante vicissitudini e problemi della vita in maniera costruttiva e adattiva, si capisce come abituare i bambini ad averle tutte vinte e ad essere sempre difesi anche quando fanno danni vada a parare da tutt'altra parte. La mamma dell'esempio sopra stava sia difendendo il suo bimbo da un rimprovero che poteva metterlo in difficoltà per qualche attimo, sia difendendo se' stessa dal rimprovero di aver cresciuto un prepotente. Contemporaneamente però privava il piccolo dell'acquisire regole sociali di buona convivenza che in futuro potevano magari evitargli rapporti molti difficili con gli amichetti, quando il mondo esterno alla famiglia non sarebbe stato cosi' clemente nel fargliela passare liscia.
Nei genitori che tendono ad accontentare qualsiasi richiesta del bambino pur di non vederlo depresso o che fa i capricci c'è spesso anche la speranza di avere un figlio eternamente felice, oppure un bambino che non dà noia piangendo e protestando insistentemente. Ma entrambe la cose non sono realistiche: nessuno è eternamente felice ed è più importante accompagnare il piccolo a saper metabolizzare i tanti no che comunque dovrà affrontare nella vita che evitarne le proteste e i pianti. Anzi spesso dandogliela vinta su tutto si ottiene l'effetto opposto riguardo ai capricci: ho visto molti bambini che avevano imparato che mamma e papà cedono appena si piange, partire a urlare a comando quando la cosa che volevano gli era negata, per poi ottenerla dagli estenuati genitori.
Purtroppo sempre più spesso mi capita di vedere figli ricchi di beni materiali, che magari vengono mandati in giro col cellulare a 6 anni, ma del tutto poveri di quelle basi che costituiscono il saper vivere tra gli altri uomini in modo costruttivo: la capacità di dialogare, di vedere le cose da altri punti di vista, di saper mediare, di reagire costruttivamente a una sconfitta, di saper lavorare pazientemente per raggiungere uno scopo.
Ai genitori si possono dare consigli semplici e dettati dal buon senso, come fermarsi a riflettere su che personalità vanno a formare certi loro atteggiamenti nel bambino, cercare di non perdere mai la calma, e se proprio la pazienza scappa darsi tempo per pensare e sbollire prima di agire. Molto importante è anche che tutte le persone che educano il bambino abbiano medesime regole di comportamento, per evitare che un genitore venga visto come più cattivo dell'altro se non concede la seconda merendina al pomeriggio. Alla base del rapporto tra genitori e figli deve comunque esserci sempre empatia e comprensione. Spesso chiedersi “se io fossi un bambino, come mai mi comporterei così?!” può far capire meglio la dinamica di certi atteggiamenti incomprensibili, che hanno sempre una buona ragione agli occhi del bambino che li mette in atto però, e suggerire al genitore la migliore condotta da tenere. Una buona dose di voglia di crescere emettersi in gioco anche da parte di mamma e papà insomma spesso basta a far correggere la mira, ed a saper come impostare un rapporto educativo più costruttivo e più favorevole allo sviluppo del proprio piccolo.

Ciascuno di noi è, in verità, un'immagine del grande gabbiano,
un'infinita idea di libertà, senza limiti.
Trova tutti i messaggi di questo utente
Cita questo messaggio nella tua risposta
08-08-2017, 01:54 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 08-08-2017 02:09 PM da Fianna.)
Messaggio: #5
RE: Articoli che feci io per una rivista sui bambini
Le buone maniere non vanno mai in vacanza
Bambini scatenati e vicini vogliosi di quiete: come riuscire a far quadrare il cerchio?!

Puntualmente in vacanza le famiglie con figli si trovano ad avere a che fare col problema della convivenza con chi soggiorna nella stessa località in cerca di pace e relax. I bimbi si sa hanno voglia di muoversi, correre ovunque, fare giochi rumorosi, ma la loro esuberanza non è quasi mai amata dai vicini di ombrellone intenti magari a leggere sonnecchiando. Eppure a rendere felici tutti basterebbe applicare le semplici norme della civile convivenza che erano tanto care alle generazioni antecedenti alla nostra, quando non si vedevano mai lasciati piccoli correre dappertutto nei ristoranti urlando, giustificandosi con un: “son bambini”. Infatti l'unico modo per avere figli educati è che i primi ad esserlo siano i genitori. Che per quanto possano richiamare i piccoli avranno successo principalmente in base all'esempio che per questi sapranno essere, ed i bambini impareranno vedendo il loro comportamento. Diamo qualche regola pratica per affrontare in armonia con tutti le vacanze:
1)Sapendo che ci si potrebbe trovare ad aspettare nelle sale d'attesa di aeroporti o stazioni, oppure al ristorante, meglio portare con noi un giochino da far fare al piccolo: pupazzetti, un disegno da colorare, o un giornalino da leggere, a seconda dell'età del bambino. Assolutamente non si può in queste situazioni permettere ai piccoli di scappare da tutte le parti facendo schiamazzi.
2)Il bagno con tuffi a bomba che schizzano ovunque e forti risate sono permessi solo se i bimbi sono gli unici occupanti di quel pezzetto di mare o di piscina. Altrimenti vanno moderati. Così come in montagna non si fanno rotolare sassi che potrebbero colpire qualcuno e non si urla per sentire l'eco (può provocare addirittura valanghe).
3)Badare che i bambini non calpestino mai i teli altrui al mare, e si tengano a debita distanza dalle cose di proprietà degli altri. Nemmeno costruire un castello di sabbia bellissimo può giustificare riempire di granelli volanti i vicini che prendono il sole. Occorre insomma che si trovino spazi consoni per tutti che non possano essere invasi.
4)Si può fare rumore a piacimento solo se si vive su un'isola deserta: la musica si ascolta con le cuffie, la TV e le telefonate vanno comunque a voce moderata. La stessa cosa vale per le voci dei piccoli: bisogna intervenire perché i bambini abbassino il tono se la situazione lo richiede, spiegandogliene i motivi. Ma non si fa urlandoglielo alla tarzan da sotto l'ombrellone mentre loro sono a decine di metri...
5)Usare sempre i bagni pubblici: mai farla fare ai bimbi in mare o all'angolo di una strada in un parco. Gli altri vacanzieri non gradirebbero di sicuro e si passa un messaggio ecologicamente sbagliato al bambino.
6)Ci si rivolge al personale dello stabilimento balneare o dell'albergo al mare e in montagna sempre con gentilezza: lavorano per noi ma non sono i nostri schiavi.
7)Se si mangia in spiaggia o si fa un picnic in montagna non si può pretendere di trasferire la propria cucina sul posto: i fuochi e barbecue si accendono solo dove espressamente consentito ed in spazi appositi. La cosa migliore è portarsi cibi già preparati, in monoporzioni, che non impegnino troppo in preparativi e che non comportino uso di molti utensili.
8)Nemmeno il rispetto per l'ambiente può andare in vacanza: sarà una lezione molto formativa per i piccoli vedere che i genitori stanno ben attenti a non abbandonare rifiuti in giro, e vigilano sul che i figli facciano uguale.
9)Che mamma e papà si rilassino non vuol dire che i loro bambini non debbano essere sorvegliati costantemente, sia per evitare che disturbino gli altri, ma anche per proteggerli da eventuali incidenti che potrebbero capitargli, nonché per difenderli da qualche malintenzionato.

A qualcuno può sembrare faticoso tutto ciò, sopratutto in vacanza. Ma genitori che sanno insegnare il rispetto e l'educazione evitano al figlio in futuro molti problemi e concorrono a preparare un mondo migliore per tutti. Ne vale la pena.

Ciascuno di noi è, in verità, un'immagine del grande gabbiano,
un'infinita idea di libertà, senza limiti.
Trova tutti i messaggi di questo utente
Cita questo messaggio nella tua risposta
04-12-2017, 01:19 PM
Messaggio: #6
RE: Articoli che feci io per una rivista sui bambini
Bambini felici!
Consigli affinché i nostri piccoli siano sereni e da adulti ricordino la loro infanzia sorridendo

Qual'è la cosa che più di tutte un genitore vuole per suo figlio?! Sicuramente che cresca gioioso, equilibrato, e lontano dalla tristezza che alcuni si portano dietro fin da bambini. Essere piccoli, purtroppo, non vuol dire sempre avere una vita facile infatti: dipende dal contesto che si ha intorno, ma ancora di più è la conseguenza di come gli adulti di riferimento affrontano la vita. Possono esserci famiglie ricche che crescono figli depressi ed eternamente infelici, e mamme e papà che hanno poco materialmente, ma sanno trasmettere la fiducia nel futuro e nelle doti del loro bambino. Vediamo alcuni consigli per avere bimbi che da grandi proveranno piacere rivedendo le foto della loro infanzia:
・ Indispensabile, dicevamo, che i genitori siano ottimisti, che sappiano guardare al buono della vita anche nelle situazioni più difficili, perché ai bambini questo atteggiamento passerà, ed andrà a costituire il regalo più bello che si porteranno dietro per tutta la vita: la capacità di non arrendersi davanti alle difficoltà, avendo fiducia nelle loro possibilità e nel futuro.
・ Niente discussioni davanti al bambino: sono piccoli, vanno tenuti fuori dai problemi economici, con i suoceri, di salute... Comunque non potrebbero aiutarvi a risolverli, e si meritano una infanzia senza che le paure ed angosce dei genitori rovinino i loro giochi. In questo caso davvero gli adulti di riferimento devono essere maturi e mettere il bambino al primo posto, anche davanti ad eventuali litigi di coppia o con parenti. La maturità purtroppo non la vendono in scatole, e alle volte vedo che proprio manca. Posso personalmente solo invitare a riflettere sui comportamenti che si hanno davanti ai figli, specificando che avranno sicure ripercussioni sulle loro vite future.
・ Lasciateli sbagliare, non cercate di evitargli le sconfitte. Un altro bagaglio prezioso che potete fornirgli in dote è la capacità di mettersi in gioco con le proprie sole forze (solo chi non tenta mai nulla non sbaglia mai!), e quella di imparare a sopportare le sconfitte senza farsene sopraffare. Ad affrontare le vittorie saranno buoni sempre, anche senza il vostro aiuto: è come non diventare adolescenti depressi alle prime difficoltà che il mondo di oggi, tanto difficile, gli porrà davanti, che dovete aiutarlo.
・ C'è un tempo giusto per tutto. Per studiare, ma anche per giocare, per correre al parco, per tirare calci al pallone, per stare con gli amici... Oggi vedo genitori che ci tengono davvero tanto a preparare i figli per la concorrenza che dovranno sbaragliare nella vita, facendogli fare mille corsi fin da neonati. Non vedo invece che questo porti ad adolescenti così vincenti. Ci sarà tempo per fare teatro e mille altre cose se il piccolo vorrà più avanti, da bambini è necessario giocare, sopratutto autonomamente, senza che nessuno predisponga attività da fare, esattamente come abbiamo fatto noi delle generazioni prima!
・ Ogni figlio è unico, non fate confronti. Ognuno riesce bene in qualcosa, nessuno a tutto, esattamente come gli adulti. Ad esempio frasi del tipo: “Ma lui fa meglio di te in matematica!” ottengono solo di avvilire il bambino, che ne esce ancora più convinto che lui non ce la fa. Lodatelo invece per le cose in cui è bravo, la stima che produrrà il sentirsi apprezzato andrà ad essere da stimolo per le situazioni dove fatica a riuscire. Anche se riesce male a fare qualcosa, come i compiti a casa mettiamo, non sostituitevi mai a lui. Sarà prezioso che gli insegniate ad organizzarsi nel caso, a fare da solo, ad auto correggersi se sbaglia, non che i compiti siano fatti più da voi che da lui, basta arrivare al voto più alto.
・ Coltivate le feste: mamma papà ed i parenti riuniti intorno al tavolo, le luci, i regali, le tradizioni... L'intimità e la gioia che dà avere una famiglia intorno andrà di sicuro a far percepire il nostro bambino come protetto, e costituirà uno dei ricordi più belli che si porterà dietro anche da anziano, quando ripenserà a come è stato fortunato ad essere stato amato quando era piccolo.
Le cose che davvero contano, che faranno la differenza nella vita, richiedono impegno ai genitori per essere fornite, e non si comprano in un negozio di tablet. Ma vanno a costituire quel nucleo su cui poi i piccoli baseranno le loro vite, che se buono darà i suoi frutti per i 100 anni avvenire, passando anche alle generazioni successive.

Ciascuno di noi è, in verità, un'immagine del grande gabbiano,
un'infinita idea di libertà, senza limiti.
Trova tutti i messaggi di questo utente
Cita questo messaggio nella tua risposta
04-12-2017, 01:20 PM
Messaggio: #7
RE: Articoli che feci io per una rivista sui bambini
La magia del Natale!
Come far vivere ai nostri bambini delle feste speciali, che da adulti ripenseranno con gioia!

Ricordate i vecchi natali della vostra infanzia?! Quando il consumismo ancora non c'era, ma esistevano le tradizioni che rendevano tutto più magico?! I piccoli allora aspettavano trepidanti l'arrivo di Babbo Natale, di Santa Lucia, di Gesù Bambino o della Befana, a seconda delle varie credenze che dettavano chi portava i regali. Ogni zona aveva i suoi rituali, e c'era di sicuro più gioia nell'aria di oggi che abbiamo molte cose omologate e ben poco tempo per goderci gli affetti che contano davvero. Ormai la figura che ha prevalso e quasi sostituito del tutto le altre è Babbo Natale, che viene proposta ovunque di questo periodo. Basta affacciarsi in un centro commerciale ed ecco che Babbi Natali spiccano ad ogni angolo, impegnati a promuovere qualche prodotto, votati più alla logica del profitto che a quella dei buoni sentimenti e della magia del Natale. Ai bambini al contrario piace molto la dimensione della favola, adorano il mistero che li fa sognare, e hanno un bisogno vitale dell'affetto dei loro cari, di condividere cose e momenti con loro. Ecco qualche consiglio per bimbi felici sotto le feste:

1) Cercate di passare del tempo con i vostri piccoli creando addobbi per la casa o biscotti glassati da appendere all'albero, insegnandogli una canzoncina di Natale. Adorano fare qualche lavoretto coi genitori o con i nonni, già questo li farà felici!
2) Mentre preparate l'albero o il presepe con loro, spiegategli le leggende che ci sono dietro a queste usanze. Ai bambini le narrazioni piacciono, e sapere da dove vengono alcune tradizioni li aiuta a conoscere le proprie radici culturali, li fa sentire legati alle generazioni prima, ed a un territorio.
3) Pochi regali, molti valori. Non sommergeteli di doni, non alimentate nei piccoli la mentalità consumistica: fa solo danni. Le pubblicità servono a far vendere le merci, a creare incessantemente falsi bisogni indotti, anche nei bambini. È importante che imparino a gioire di che hanno, non a pretendere di possedere tutto quel che vedono all'amichetto o in TV. Perché usciti dalla famiglia il mondo non sarà così benevolo, e gli adolescenti abituati ad avere tutto quel che vogliono, che hanno coltivato più l'apparenza delle qualità personali, sono i primi che crollano. Le famiglie che accontentano ogni richiesta del bambino (alle volte anche a costo di grossi sacrifici dei genitori!) non gli stanno facendo un favore in realtà.
4) Ogni località ha le sue usanze culinarie, e durante le feste i dolci abbondano. Serve però buon senso: diamo ai bambini la possibilità di assaggiare tutto, ma non di esagerare. Il Natale non giustifica mal di pancia o una indigestione, nemmeno per gli adulti. Se avete piccoli che mangiano fino a star male dovete cercare di moderarli, così acquisiranno anche la buona abitudine di non abbuffarsi fino allo scoppio da adulti, che può fargli solo bene. Ogni anno in questo periodo i pronto soccorsi si trovano a gestire emergenze date dal troppo cibo... Evitiamo di crescere bambini che contribuiranno a dargli lavoro.
5) Il fatto che sia inverno non vuol dire che non possiate portarli fuori. Coperti bene vanno quasi ovunque e, al contrario di che comunemente si crede, la loro salute può solo giovarsene. Portateli a vedere presepi, alberi addobbati, spettacoli sul natale, letture a tema organizzate da biblioteche o librerie per bambini... Basta informarsi, eventi graziosi ce ne sono anche nei paesini.
6) Non strapazzateli: i piccoli non devono andare a letto troppo tardi, stancarsi fino allo sfinimento; evitate di esporli a stimoli rumorosi troppo forti.
7) Purtroppo le feste in alcune famiglie sono i periodi in cui più certi problemi di rapporti tra parenti vengono fuori. Tassativamente i bambini non devono né assistere alle liti, né venirne coinvolti. Lasciateli vivere l'infanzia in pace! Sono di sicuro più importanti di qualsiasi litigio personale.
Mille auguri a tutte le famiglie di serene e dolci feste!

Ciascuno di noi è, in verità, un'immagine del grande gabbiano,
un'infinita idea di libertà, senza limiti.
Trova tutti i messaggi di questo utente
Cita questo messaggio nella tua risposta
04-12-2017, 01:22 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 04-12-2017 01:23 PM da Fianna.)
Messaggio: #8
RE: Articoli che feci io per una rivista sui bambini
Unica soddisfazione che mi danno questi articoletti che escono sul Fregene città è che pare piacciano. Ho la rubrica dell'Educatore li'. Quello sulle buone maniere in vacanza lo appesero in bacheca in uno stabilimento balneare. Mi immagino quanti in bagno sul wc se li sono letti... Sono utile Big Grin

Ciascuno di noi è, in verità, un'immagine del grande gabbiano,
un'infinita idea di libertà, senza limiti.
Trova tutti i messaggi di questo utente
Cita questo messaggio nella tua risposta
14-12-2017, 01:08 PM
Messaggio: #9
RE: Articoli che feci io per una rivista sui bambini
Mi leggi una fiaba?
Un momento di affetto che diventa importante per il futuro del nostro piccolo

Fortunato è quel bambino che dopo essere nato, di ritorno dall'ospedale, trova nella sua stanzetta ad attenderlo anche un libro. Certo adatto all'età, letto da un adulto che badi molto al tono della voce, e poi i mesi successivi morbido e da mordicchiare. Addirittura si può iniziare quando ancora il bimbo non è nato a leggergli filastrocche o cantargli canzoncine, la voce della mamma nella pancia gli arriva. I piccoli nell'utero amano anche la musica classica: da studi si è visto che è quella che prediligono. Vanno benissimo Vivaldi, Mozart, Shubert, Bach, nei brani che trasmettono più gioia e serenità. Con le fiabe si può iniziare a sei mesi. Ricordatevi che i bambini capiscono molte più parole di quante non sappiano dire, a quell'età non parlano ma già i vocaboli che più hanno sentito, specie quelli riferiti alla pappa o al loro corpo, li capiscono. Meglio non smettere invece finché non sono adolescenti. Spesso i genitori a 7 anni non leggono più ai figli, considerando che ormai sanno farlo da soli. Ma anche per un bambino delle elementari la lettura di fiabe da parte dei genitori continua a fornire preziose risorse. Vediamo quali benefici comporta leggerne ai nostri cuccioli.
1) Sviluppano le competenze linguistiche. Specie se mamma o papà leggono con calma, scandendo bene le parole, ed è possibile guardarli in viso mentre lo fanno. Questo aiuta sia i lattanti ad imparare a parlare, sia i bambini più grandi a superare eventuali ritardi nel linguaggio, ma anche quelli che devono solo arricchire il loro vocabolario.
2) Aiutano nella gestione dell'emotività ed ha comprendere che dai problemi della vita si esce. I bambini si immedesimano nei personaggi, che come loro provano tristezza o rabbia, ed hanno difficoltà da superare. La risoluzione dei conflitti a cui andranno incontro li rassicurerà.
3) Le fiabe parlano un linguaggio universale, sono proprie di ogni cultura e di tutta la storia dell'uomo infatti. In esse sono contenute le grandi tappe dell’esistenza umana, i passaggi inevitabili e critici della vita individuale e familiare. Aiutano il bambino a sentirsi parte di una comunità, a collegarsi con le proprie radici culturali ed umane.
4) Rafforzano il legame affettivo tra chi legge e chi ascolta la fiaba. In questo mondo frenetico, dove pare non esserci più tempo per nulla, prendersi il tempo per leggere una storia è un atto d'amore.

Consiglio di leggere ai bambini in un ambiente rilassante, magari seduti su cuscini, in un momento in cui non si ha fretta e si può impiegare del tempo a lasciar fare al bimbo anche commenti sulla fiaba. Più è piccolo il nostro ascoltatore e più dovremmo scegliere storie semplici, ma non estromettete quelle più spaventose a priori. Spesso ai bambini piacciono, perché sono quelle che più riescono ad esorcizzare la paura quando l'ordine alla fine si ristabilisce ed i cattivi vengono puniti. Ricordatevi anche che non occorre spendere un patrimonio in libri, le biblioteche li prestano gratis, dovrete certo vigilare che il bambino non li distrugga, ma avrete una fonte quasi infinita di possibili fiabe da leggere a portata di mano.

Ciascuno di noi è, in verità, un'immagine del grande gabbiano,
un'infinita idea di libertà, senza limiti.
Trova tutti i messaggi di questo utente
Cita questo messaggio nella tua risposta
Rispondi 


Vai al forum:


Utente(i) che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)