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Gnosi e Gnosticismo
13-12-2017, 02:08 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 13-12-2017 02:09 PM da WILDBEAR2.)
Messaggio: #1
Gnosi e Gnosticismo
https://giuseppemerlino.wordpress.com/20...o-e-gnosi/

Estratto parziale


GNOSTICISMO E GNOSI
L’esistenza storica di Gesù Cristo non è accertata, ma, sia che si tratti di un personaggio reale sia che si tratti di un mito, è indubbio che questa figura abbia grandemente influenzato la storia umana degli ultimi 2000 anni.
Certo è che, dal primo secolo dopo Cristo, sorsero numerose comunità che fondarono la loro Dottrina sulle sue parole e, tra queste, prevalse infine nel quarto secolo dopo Cristo, quella che conosciamo come Chiesa Cattolica. Però, analizzado obiettivamente tutto il materiale a nostra disposizione, sopratutto i codici scoperti nel 1945 a Nag Hammadi, sorge il serio dubbio che la dottrina cristiana, definitivamente sistemata nei primi Concili della Chiesa, non corrispondesse al reale insegnamento di Cristo o che quantomeno esistesse una dottrina segreta che Cristo avrebbe comunicato solo ai suoi discepoli ed a pochi altri.
Un gran numero di queste comunità vengono definite dagli studiosi “Gnostiche” e le loro Dottrine partivano tutte dalla considerazione della estrema diversità tra il Dio descritto nell’Antico Testamento ed il Padre Nascosto di cui parlava Gesù. Dagli scritti e frammenti attualmente in mano agli studiosi si può senz’alto evincere quella che era la Dottrina comune a tutte queste comunità, tenedo ben presente però che talvolta le differenze tra le varie scuole, sopratutto sul piano metafisico erano notevoli.
La Teologia Gnostica non si presenta nella forma di speculazione filosofica, ma sotto la forma del Mito. Il Mito ha una struttura simile alla favola, ma bisogna tenere ben presente due elementi: innanzitutto esso si riferisce ad una realtà dove non esiste il tempo, per cui ciò che racconta sta avvenendo “qui e adesso”. In secondo luogo i personaggi del Mito rappresentano forze cosmiche spesso ben superiori all’Uomo.
Possiamo dunque sintetizzare questa Dottrina:
L’Universo non ha alcuna realtà. Esso è nato da un Errore a causa di un fenomeno che possiamo chiamare “la Caduta”. La Realtà viene chiamata da tutti i pensatori gnostici il Pleroma. Il Pleroma è formato dall’ Uno inconoscibile dal quale discendono una serie di Eoni. Gli Eoni sono entità splendenti e meravigliose. Per gli Gnostici cristiani, uno degli ultimi Eoni è il Cristo. L’ultimo Eone in ordine di gerarchia si chiama Sophia, la Sapienza.
Sophia, piena di Amore per l’Uno, tenta di risalire per conoscerlo. Ciò provoca un cataclisma immane: Sophia precipita in basso e genera Yaldabaoth (Yahweh) il Dio creatore di questo mondo e, al di sotto di lui, i sette Arconti. Yaldabaoth è il Dio del Vecchio Testamento: arrogante, geloso, vendicativo.
Egli, ignaro di tutto ciò che è al di sopra di lui, crea questo Universo che è una specie di aborto, Regno del Male. Nell’Universo materiale resta imprigionata Sophia. Egli poi crea l’uomo su questo pianeta: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza”. Egli parla sempre al plurale perchè opera insieme agli Arconti, le potenze malefiche dominatrici di questo mondo.
Però, a sua insaputa, nell’Uomo resta imprigionata la scintilla di Sophia. Adamo, disobbedendo al comando di Yaldabaoth, conosce la verità, cioè che al di sopra di Yaldabaoth è l’Uno supremo inconoscibile ed il mondo reale del Pleroma.
Sophia è angosciata e disperata per cui il Cristo, il Salvatore, mosso a pietà, discende attraverso le sette sfere degli Arconti e giunge nel mondo per liberarla ed insegnare agli uomini la vera dottrina. Per questo Yaldabaoth procura, attraverso il suo popolo eletto, gli Ebrei, di farlo morire in croce. Ovviamente muore l’uomo Gesù, mentre l’Eone Cristo risale al Pleroma.
Dunque questo mondo, creato da un Dio inferiore, è visto dallo Gnostico come il Male metafisico. Lo Gnostico in questo mondo è straniero (allogeno). D’altra parte, poichè lo Gnostico conosce la vertità, non è sottoposto alla Legge, per cui ha la più ampia libertà di conportamento.
Compito dello Gnostico è trovare Sophia (la sapienza) e, insieme a Lei risalire nel Pleroma.
Si noti che il tempo è, insieme allo spazio, una delle due categorie con cui la nostra mente ordina i dati che provengono dall’esterno. Nel Pleroma il tempo non esiste per cui quanto esposto avviene qui, adesso ed in ogni istante e lo Gnostico può invertire il movimento e risalire al Pleroma. Questa azione è quella che nell’ Induismo e successivamente nel Buddismo viene chiamata l’Illuminazione.
In ogni uomo è presente la scintilla di Sophia, ma per la dottrina Gnostica la maggioranza degli esseri umani è costituita dagli Ilici che nascono, si riproducono e muoiono vivendo come gli animali o peggio, senza capire niente e vittime delle passioni. Poi c’è una minoranza, gli Psichici, che sono capaci di ragionamento e di conoscere la Verità in via discorsiva. Infine ci sono gli Gnostici o Pneumatici, capaci di giungere alla Verità di fatto.
Nella Bibbia si legge “Io sono un Dio geloso, non esiste altro Dio fuori di me”. Niente di più falso per lo Gnostico che, per questa sapienza, sarà sempre avversato dalle Potenze di questo Mondo. Nel Vangelo Gesù dice di rallegrarsi quando ciò avviene.
Abbiamo detto che la Caduta di Sophia crea un immane sconvolgimento: la nascita del nostro Universo, il Big-Bang, quella terribile esplosione che genera lo Spazio ed il Tempo. Lo Spazio inizia la sua espansione e, nello Spazio nascono le Stelle che si raggruppano in Galassie. Sophia resta imprigionata in questa creazione ed e’ angosciata e disperata. Quando in un punto qualsiasi dell’universo sorge la vita, ciò è dovuto allo sforzo di Sophia di liberarsi della materia. perciò le forme di vita diventano sempre piu’ evolute ed hanno sempre maggiore autocoscienza.
Ma l’evoluzione deve continuare: che vuol dire che lo Gnostico deve trovare Sophia e risalire al Pleroma? Sophia è la Sapienza che si nasconde nell’Uomo ed è dentro di se che l’Uomo la deve cercare.
Lo Gnostico, per congiungersi con l’Uno, deve prima risalire, una per una, le sette sfere, sconfiggendo i terribili Arconti che le presiedono, poi si deve identificare con i singoli Eoni, risalendo i Cieli uno alla volta.
Esistono dunque vari gradi di Gnosi, ma il più alto, è il ricongiungimeto con l’Uno: l’Uomo assume la Consapevolezza dell’illusorietà del mondo materiale e del concetto dell’Io individule. Riconosce l’inesistenza della differenza tra Soggetto ed Oggetto e si identifica con l’unico vero Testimone.
Dice Hans Jonas, uno dei maggiori studiosi dello Gnosticismo:
“L’Uomo Gnostico disprezza il Cosmo perché questo lo separa dalla sua aspirazione inattuabile di ricongiunzione con la divinità. Il Demiurgo Maligno, creatore dell’Universo, ha precipitato l’uomo nel Cosmo. La coscienza della separazione è la sensazione della mancanza del Divino, il sentimento di esule che il pneuma, lo spirito interiore di origine divina, marca drammaticamente e disperatamente la condizione umana. L’angoscia è il sentimento che risveglia l’interiorità umana. Quest’angoscia fonda la Gnosi, la conoscenza, sola cosa che può liberarlo dai legami cosmologici e fargli riscoprire la sua essenza. La Gnosi è lo strumento di battaglia, ciò che aiuta l’uomo a rompere i lacci che lo legano al mondo, a separarlo definitivamente dal Cosmo e in definitiva dalla sua stessa natura materiale, dal suo corpo imprigionante l’Io pneumatico, l’essenza spirituale. La Gnosi non rappacifica l’uomo col Cosmo, ma ne decreta la rottura”.
Dopo la morte di Gesù, cominciò a circolare in Palestina, una raccolta dei suoi detti, quella che gli studiosi chiamano la fonte Q. Decine di anni dopo, sulla base di questa raccolta, cominciarono ad essere scritti i primi Vangeli, che alla fine, superarono il centinaio. Nel Concilio di Nicea indetto dall’Imperatore Costantino nel 325 dopo Cristo, la Chiesa Cattolica adottò i 4 Vangeli cosidetti canonici e rigettò tutti gli altri.
Questa scelta fu invero molto discutibile, basti pensare che il primo Vangelo che iniziò a circolare fu quello di Tommaso, non riconosciuto dalla Chiesa.
In molti di questi Vangeli rigettati si evince chiaramente la Dottrina Gnostica, ma anche una lettura attenta dei Vangeli canonici, se si ha l’accortezza di tralasciare i passi aggiunti secoli dopo, ci fa riconoscere questa antica Sapienza.
Abbiamo detto che le comunità Gnostiche erano numerose e si caratterizzavano da alcune differenza dottrinarie. In particolare gli Ofiti avevano una particolre attenzione per la figura del Serpente della Genesi.
Il Serpente era ritenuto elargitore agli uomini della conoscenza del Bene e del Male preclusa dal Dio del Vecchio Testamento, creatore del mondo, ma, ritenuto dalla Gnosi, inferiore al Dio supremo.
Secondo gli Ofiti, il Serpente era stato mandato da Sophia (la Sapienza) per convincere gli uomini a mangiare il frutto proibito della Conoscenza per rendersi conto di livelli divini ben superiori a quelli del loro creatore: il Serpente è colui che dà la Gnosis, la conoscenza illuminata del bene e del male; è il Serpente l’elemento positivo al quale rendere culto e rivolgersi come via per la salvezza. Una redenzione che può venire raggiunta, proprio con il disprezzo della carne, della materia, anche attraverso il libertinismo più perverso.
Nella loro Dottrina, Il Serpente, il tentatore, appare nelle vesti del liberatore, di colui che solleva l’uomo al di là del bene e del male, al di là della “legge”, al di là del Dio antico, nemico della libertà.
Riportiamo un loro scritto originario:

Quando tutto sembra finito è il momento in cui tutto ha inizio.

Non cercare di scacciare le tenebre....fai entrare la luce....
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14-12-2017, 04:46 PM
Messaggio: #2
RE: Gnosi e Gnosticismo
Nei vangeli gnostici, soprattutto in quello di Tommaso Didimo e in quello di Filippo, si evince forse il vero significato della parola di Gesù, guarda caso in questi vangeli non si fa cenno alcuno alla resurrezione, ma piuttosto, viene rimarcato il concetto di dualità apparente, e di ricerca della verità attraverso un percorso all'interno di noi stessi.
E' emblematico un passo del vangelo di Tommaso in cui Gesù sollecitato dai discepoli ad osservare il digiuno, e a pregare, si rivolge a loro in maniera ironica dicendo perché mai dovesse fare una cosa che lo faceva soffrire; insomma tutto il contrario della tradizione cristiana che vuole il sacrificio anche del corpo , e la preghiera, come condizioni fondamentali del dogma .
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