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RIFLESSIONI SU COSCIENZA E TCT
18-07-2018, 07:43 PM
Messaggio: #1
RIFLESSIONI SU COSCIENZA E TCT
Salve a tutti ragazzi, stavo riflettendo su un fatto: noi quando facciamo il TCTDF, arriviamo ad "entrare" in Coscienza, nel senso che noi ci uniamo a Coscienza.
Questo risulterebbe che quando diciamo io, noi ecc.. ci riferiamo a Coscienza e non per es a Luca, Alex, Mario, ecc... questo però implicherebbe che anche ciò che pensiamo proviene da C.I., ma nella realtà dei fatti non è proprio così: ammetto che nella maggior parte delle volte che agisco e penso nella quotidianità della vita non sono, come dire "illuminato", anzi cado spesso nei soliti tranelli, e sono poche le volte in cui sono veramente in contatto con Coscienza, e sono dei momenti molto intensi, sento come una vibrazione e riesco in questi momenti particolari a ricevere anche brillanti intuizioni, ma ecco sono dei momenti circoscritti e non succedono spesso...
Questo mi porta a dedurre che la nostra personalità non cambia con il TCT, e che quindi dobbiamo continuare a lavorare sulla nostra psiche e in special modo su tutti i problemi legati ad essa: depressione, egoismo, bassa autostima... anche se effettivamente secondo Malanga, o perlomeno così ho compreso, una volta che "sei Coscienza" non dovresti più provare questi stati emotivi.
Dunque arrivo alla personale conclusione che il TCT è innanzitutto una tecnica che ha dei notevoli risvolti pratici per liberarsi dal problema delle abduction, ed è anche un primo passo di consapevolezza, ma ecco non l'illuminazione... E quindi di conseguenza lo scopo nella nostra vita una volta integrata la triade, è raggiungere lo stato di "illuminazione" che tecnicamente corrisponde alla completa identificazione con Coscienza e che quindi quest'ultimo "stato" non si raggiunge subito nel TCT, ma lavorando su se stessi nell'arco della vita fino a superare la tua personalità, il tuo ego, il tuo falso io in poche parole.

Queste sono le mie riflessioni, vorrei sapere la vostra in merito a questo dilemma che mi affligge...
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04-11-2018, 07:04 AM
Messaggio: #2
RE: RIFLESSIONI SU COSCIENZA E TCT
Ciao Alex73, condivido la tua riflessione a grandi linee. Il tctdf ritengo che non sia un'unione definitiva, poiché la natura relativa della persona rimane per lo più sconnessa alla prima emozione, ma è invece un'àncora definitiva, quello si (uno o più punti del tuo spazio tempo energia in cui è presente la prima emozione). La coscienza guardando il suo opposto, la divisione, si riconsoce: avendo definitivamente la consapevolezza (seppur solo in certi momento della vita fisica, relativa) della non divisione, come si accresce la consapevolezza della divisione, mediante la quale ci si riunisce? Cosa cambia realmente nel tuo vivere quotidiano? cosa ti porta a guardarti dentro?
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04-11-2018, 01:07 PM
Messaggio: #3
RE: RIFLESSIONI SU COSCIENZA E TCT
Ciao Manuel, da quando ho fatto questa riflessione è passato relativamente del tempo e ho maturato in me un altra idea: effettivamente come dice il prof Malanga, il TCTDF non è un punto di arrivo, ma è un punto di inizio: chiaramente una volta che hai integrato le sfere avviene un grosso cambiamento, e detto in termini termodinamici, l'entropia aumenta, ed è proprio questo cambiamento derivante dall'integrazione che ti porta a fare più domande, e apparentemente sembra che la tua vita diventi in un certo senso più disordinata, ma ripeto, sta solo avvenendo un cambiamento interiore che necessita di tempo.
Per quanto riguarda la fatidica "illuminazione", la nostra non era niente più che un'aspettativa, insomma personalmente io mi immaginavo l'illuminazione chissà che cosa, ma è in realtà qualcosa di molto più concreto, è difficile da spiegare, ma si incomincia a guardare la vita da un altra prospettiva e un altra cosa importante da dire è che una volta che sei C.I. non, e ripeto NON, hai posto fine alla sofferenza, perchè quest'ultima, che ci piaccia o no, è intrinseca della vita. Certo man mano che continui per il tuo cammino di consapevolezza comprenderai più cose, e arriverai certamente a un punto in cui ci sarà meno sofferenza ma a quel punto non avrà più senso nemmeno di parlare di sofferenza... non so se mi spiego, è un discorso un po contorto e a mio avviso molto personale.

In conclusione, finché saremo vincolati a un corpo fisico la sofferenza sarà inevitabile, e chiaramente l'esperienza legata alla nostra vita sarà per forza di cose duale, ma quando saremo liberi dal corpo e quindi una volta finita la nostra esperienza su questo piano, le cose saranno diverse, ma sai com'è, dato che ora siamo vivi, è meglio pensare ad adesso, quando lasceremo questo cappotto, penseremo allora al da farsi.
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04-11-2018, 07:36 PM
Messaggio: #4
RE: RIFLESSIONI SU COSCIENZA E TCT
Io ritengo che è proprio rimanendo col corpo che si deve fare quest'esperienza dell'"illuninaione", che tu hai descritto bene dicendo che significa essere una cosa sola con la prima emozione in ogni istante; questo anche se il Prof stesso sembra voglia affermare, a volte, che la vita terrena ha uno scopo limitato. Ritengo che non si possa ipotizzare una "necessità" per una consapevolezza completa se non quella di vivere eternamente. La "necessità" (filosofica) è determinata dalla consapevolezza del non essere, poiché la causa dell'evento che si scontra con te, è determinata da una catena di cause ed effetti che fuggono dal tuo volere. Inoltre per sofferenza io ritengo ciò che è sofferenza per la coscienza, ovvero il non essere coscienza (unita), che essendo determinato dalla scarsa esperienza emozionale, la coscienza non unita ritiene una condizione di non sofferenza poiché l'esperienza emozionale che porta alla unione la ritiene "sofferenza", per lo meno io queste due "sofferenze" le vedo così contrapposte. Quindi c'è un forte dualismo riguardo questa parola che dovrebbe avere solo un significato, ovvero che sofferenza è solo ciò che fa male alla propria cocienza. E' quella cosa che in filosofia e nello gnosticismo viene chiamata sapienza, ovvero capacità morale di saggiezza, ovvero la capacità spirituale di scegliere quello che è meglio in ogni situazione. Questa sapienza viene spesso contrapposta al giudizio degli uomini, ad indicare appunto che quello che si ritene un male per la maggior parte delle persone è in realtà un bene. Il mistero del male, uno dei temi filosofici più dibattuti.
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05-11-2018, 11:05 PM
Messaggio: #5
RE: RIFLESSIONI SU COSCIENZA E TCT
Dato che siamo in tema sofferenza, riporto qui un mio breve dialogo con Coscienza Integrata:

Io: Perchè soffro?
C.I: Perchè tu vuoi soffrire.
Io: Tutto qui?
C.I.: Si, tutto è qui.

Il dialogo finisce qui... sinceramente mi ha spiazzato Big Grin... mi ha fatto riflettere sul fatto che veramente TUTTO è QUI, e che la nostra sofferenza non fisica deriva da una serie di seghe mentali che non hanno alcun senso...
dopo questo momento sono stato 5 minuti a contemplare l'unico momento che esiste...adesso!
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