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Cosa è il Piano Psicologico Alieno sugli Addotti?
03-03-2019, 01:01 PM
Messaggio: #1
Cosa è il Piano Psicologico Alieno sugli Addotti?
Il Piano Psicologico sugli Addotti (anche su chi ha problemi solo eterici c'è eh...) è costituito da tutti quegli algoritmi che la banca dati dell'Uomo Primo applica alla vita degli interferiti affinchè sviluppino un carattere che tollera e mantiene i rapimenti, fin dalla nascita. Predispone situazioni, percorsi di vita obbligati, altri interferiti che vengono a riferire cose per farla pensare in un certo modo, concetti, chip che calcano su certi stati psicologici, si fanno ascoltare alcune cose precise... Si usano anche egregore fatte fare da altri addotti. Insomma tutto pur di spingere in una direzione la vita dei soggetti e fargli cadere e restare nei trappoloni che non li fanno liberare. Il caso più semplice da capire è quello di chi viene isolato e poi non si libera perchè "Almeno gli alieni mi considerano...Almeno loro mi vogliono...", ignaro che sia una situazione creta dagli alieni stessi per mantenerselo agganciato.
Il libro che ne parla è: "Percorsi di Liberazione. Il Piano Psicologico Alieno sugli Addotti e le vie per uscirne", lo trovate su http://www.omnicolore.it , e qui c'è un podcast di presentazione del libro.
Sono studi innovativi, fatti dagli esperti dell'associazione Laris, ma possiamo assicurare che sono assolutamente esatti. Tutti gli addotti e eterizzati appena gli se ne parla riconoscono che esiste davvero e che gli ha massacrato la vita.




Ciascuno di noi è, in verità, un'immagine del grande gabbiano,
un'infinita idea di libertà, senza limiti.
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03-03-2019, 01:38 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 03-03-2019 01:39 PM da Fianna.)
Messaggio: #2
RE: Cosa è il Piano Psicologico Alieno sugli Addotti?
L'introduzione del libro messa pubblica:

Introduzione
Come gli alieni riescono ad utilizzare Anima negli addotti

La ragazza è una di quelle che io chiamo “ad alto livello di interferenza[1]”, ha visto l'inferno in Terra grazie alle creature che la sequestravano periodicamente, si è liberata da poco e sente la necessità di capire che è successo nella sua vita, di riordinare i pezzi sparpagliati di troppi vissuti destabilizzanti, di continue incongruenze nei comportamenti che le rivolgevano alcune persone, di chiarire situazioni che erano state almeno bizzarre... Mi racconta che una volta ha visto una parte di un monte falsata: doveva esserci un lago grosso ma lei ci ha visto solo alberi da lontano andandoci in macchina col compagno. Entrambi erano addotti inconsapevoli all'epoca ed entrambi lì vedevano solo alberi. L'ipotesi è stata quella di un fenomeno “fata Morgana”, di rifrazione di figure a distanza: l'immagine di una parte del monte si sarebbe riflessa su un'altra. Io non ho tutte queste conoscenze scientifiche[2], ma mi suonava parecchio strano. Andiamo a vedere, chiediamo alla sua Coscienza. “Ah era un test psicologico degli alieni” risponde. Che facciano test psicologici sugli addotti si sapeva da tantissimo, non è una novità. Certe volte sono mal riconoscibili dai racconti o dalle ipnosi addirittura, perché non si individuano intuitivamente come una operazione sopra un tavolo metallico. Occorre una domanda specifica per verificare se mentre un evento si svolgeva gli alieni stavano appositamente monitorando i parametri fisiologici ed il comportamento di quel soggetto, ma con le richieste giuste alle Anime escono fuori. Ad esempio ero arrivata a comprendere che gli scenari di cataclismi futuri che fanno vedere agli addotti sulle astronavi sono sempre e comunque anche test per raccogliere dati psicologici umani sulle nostre reazioni alle catastrofi. “A che gli serve farlo?!” continuo a chiedere alla Coscienza della ragazza. “A regolare il livello di tolleranza delle incongruenze”. “E perché lo regolano?!”, “Per capire con me fin dove possono spingersi”. “Prima che tu impazzisca per quello che ti fanno, prima che tu ti accorga di loro e ti liberi.... o tutte e 2?!”[3].
Da tanto mi ero resa conto che c'era un Piano Psicologico preciso con cui si mirava ad ottenere certi tratti caratteriali sugli addotti: dovevano avere tutti, almeno di sottofondo, una sorta di disistima, rassegnazione, isolamento, sensi di colpa e depressione, che non li abbandonava mai, in ogni attimo della loro vita. Avevo ben riconosciuto che non erano effetti “collaterali” dei rapimenti diciamo, o almeno certo c'era anche quello, ma erano in larga parte generati apposta dagli alieni nei rapiti, e qui sulla Terra, nella loro vita di ogni giorno. C'era un enorme progetto “educativo[4]” sottostante, volto ad ottenere caratteristiche psicologiche precise.
Esempi di situazioni create al fine di far nascere e consolidare questi tratti caratteriali ne avevamo quanti ne volevamo, dal vivo parlando con gli addotti, che spesso ti raccontano delle disgrazie che hanno nella vita tra gli uomini pure prima di dirti di quelle tra gli alieni, e nella letteratura generale sul fenomeno, bastava vederli. Nella scena classica del bambino che si sveglia prima di essere rapito e chiama i genitori “addormentati” ad esempio altri ci avevano individuato i traumi del piccolo abbandonato e dei genitori che si sentivano colpevoli, io il progetto a monte realizzato lasciandolo pochi attimi senza blocco dei ricordi e solo, mentre gli veniva fornito qualche
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particolare che gli avrebbe fatto intuire che stavano per arrivare i mostri a prenderlo, per fargli invocare la mamma come gli alieni sapevano che avrebbe sicuramente fatto, e far vedere che lei non veniva, al fine di destrutturare la base sicura[5] dell'addottino. Doveva sentirsi abbandonato dai genitori il prima possibile, per sviluppare il carattere che serviva a loro. Una famiglia che funzionava era certo il demonio per questi esseri mi dicevo, tendendo a creargli un piccolo uomo con una buona autostima, e che si aspetta di essere amato per quel che è, creduto ed aiutato. Il contrario di che volevano gli alieni. Poi buttarlo giù sarebbe stata una faticaccia... se mai ce la avessero fatta.
Le creature però non muovono un dito senza che quel che devono fare produca un risultato concreto e utile, ed era chiaro che tutto questo rovinare la vita agli addotti per ottenere determinati tratti caratteriali gli serviva. Non avevo capito ancora quanto gli fosse indispensabile per addurre i soggetti.
Che c'era dietro un grandissimo lavoro per definire parametri psicologici accettabili entro i quali l'addotto restava... addotto, me ne resi conto in pochissimo tempo, è bastato fare le domande giuste alle Coscienze. Gli alieni non potevano capire gli umani per empatia, non la avevano semplicemente, ma gli stati psicologici trovano la loro controparte fisica in un certo assetto ormonale, battito cardiaco, pressione ecc. rilevabile con la strumentazione apposita, e si esplicano in comportamenti osservabili. Che riempiano di chip gli addotti ed alle volte paiano osservare alcune reazioni umane durante i rapimenti si sa da tanto, scoprirò poi che la maggior parte delle valutazioni le fanno nella vita dell'addotto di ogni giorno. In termini terrestri i rapitori sarebbero neuropsicologi[6] e comportamentisti[7] (usano molto i metodi comportamentisti per destrutturare gli addotti qui sulla Terra), e probabilmente i primi test si perdevano nella notte dei tempi, generando un database di informazioni sulla psiche umana collegato a riscontri fisiologici e comportamenti concomitanti che noi possiamo solo pallidamente immaginare.
Venne fuori che c'erano parametri psicologici generali sulla nostra specie, ma che i primi test per tararli erano derivati addirittura da linee guida sugli animici di altri mondi, e che venivano ritestati sullo specifico addotto. Questi parametri erano monitorati con i chip per tutta la vita del poveretto, ed erano registrati con ancora maggior attenzione i primi mesi dopo la nascita, perché le Anime non erano tutte uguali, ed il DNA dell'embrione forniva solo al 50% le sue tendenze caratteriali agli alieni, che invece volevano rilevarle tutte il più precocemente possibile, per impostare programmi incisivamente personalizzati, e distorcere il carattere del piccolo a vantaggio alieno.
Quel che gli serviva per tenere un addotto agganciato psicologicamente chiaramente doveva basarsi sulla natura umana, e doveva avere a che fare con quel che le Anime di chi faticava a liberarsi adducevano come motivazione per tenersi gli alieni. Anche qui, il quadro sul quale si regolavano l'ho ricostruito alla svelta: conoscendo il settore, gli studi pregressi, e con conoscenze psicologiche, pedagogiche e sociologiche, erano veramente evidenti le linee guida aliene riguardo alla questione. Vi metto i titoli dei paragrafi del Piano Psicologico nel libro, così capite su che verte. In corsivo le frasi che davvero gli alieni dicono spesso agli addotti su quell'argomento:
1.“Gli altri non ti vogliono, hai solo noi”. Abduction, il dolore della solitudine e l'attaccamento umano.
2.“Guardati! Non vedi che fai schifo? Non ce la farai mai!”. I fattori che mantengono l'adduzione più potenti: la disistima e l'impotenza appresa.
3.“Sei un prescelto”. Il ruolo conferito che si sostituisce all'identità resa fragile dalla disistima.
4.“Decidiamo noi. Devi fare che diciamo noi”. Abduction, impotenza appresa, disorientamento ed imposizione del potere alieno.
5.“La tua anima ha pena di noi”. La sindrome del crocerossino negli addotti.
Più analizzavo la cosa più usciva un lavoro di plagio psicologico fatto alle spalle dei rapiti pazzesco, estremamente complesso, sia di progettazione che realizzazione, dispendiosissimo. Quanti alieni devono mettersi a lavorare perché una persona abbia tutti i problemi che gli vedevo dare agli addotti?! Quanti dati e modelli teorici validati su cui basarsi gli servono, quanto progetteranno, coordineranno, su quanti umani faranno controllo mentale apposito per far dire e fare certe cose al poveretto che deve trovarsi a vivere come in una matrix completamente alterata?! Sono
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un'educatrice, ho una idea di quanto lavoro c'è dietro un progetto educativo per orientare un carattere: era semplicemente folle tutta questa faccenda.
Mi chiesi di conseguenza quanto ciò contribuisse a mantenere il rapito nel piano alieno, che era l'unica cosa interessasse gli adduttori. Le prime risposte che mi diedero le Anime degli ex addotti che interrogai non cambiarono dalle tante che chiesi e feci chiedere per conferma successivamente. Dicevano tutte le stesse cose, la risposte erano di 3 tipi ma badate che la terza chiarisce le prime 2:
Domanda: Anima, se gli alieni non facessero questo programma psicologico su ogni addotto, per fargli succedere cose brutte nella sua vita sulla Terra, non quando gli prendono loro il contenitore e lo portano via, no, ma qui, per deprimerlo, abbassargli l'autostima, isolarlo, fargli venire sensi di colpa... Quanto durerebbero i rapimenti su un uomo?
Risposte: -Non inizierebbero nemmeno- Si fermerebbero in pochi mesi- Su molti non potrebbero nemmeno iniziare, su alcuni che si trovassero altri motivi depressivi concomitanti inizierebbero ma finirebbero entro poco perché la Coscienza li riconoscerebbe presto e brucerebbe- Alcune Anime parlavano di frequenze: Un' Anima senza questo lavoro di depressione che gli altera la frequenza loro non possono toccarla, è come tenere napalm in mano per loro, li brucia. La devono alterare prima. Ho notato che le Anime comprendono bene il termine “depressione” in riferimento a questa procedura, lo usano molto.
Ma quindi, i bambini nel ventre materno, assorbivano una sorta di “depressione” emotiva dalla madre che gliela alterava questa frequenza? Dicevano tutte di sì. Un bambino normalmente è felice nella pancia della mamma, e finché è felice non possono toccarlo loro mi disse di preciso un'Anima. Parlavano però anche di una sorta di memoria genetica che Anima si trova agganciata quando arriva in un contenitore, che la porta a vedere gli alieni come famigliari, perché si trova un DNA che deriva magari da 5000 generazioni di addotti.
Altre Anime alle mie domande specificavano che anche senza questo programma di depressione gli alieni avrebbero per così dire piani B: gli resterebbe l'inganno ad esempio, o obbligare i soggetti più apertamente con mezzi coercitivi, ma per nessuna di quelle strade andavano molto lontano senza questo lavoro di depressione continua, e loro, gli alieni, lo sapevano già bene.
Mi fu chiaro anche all'istante che la psiche influenza l'Anima, direttamente. Del resto psiche vuol dire Anima, e Anima è il soggetto stesso... In realtà le Anime dicono che soggetto, psiche ed Anima non sono propriamente la stessa cosa, ma sono estremamente collegati, così che quel che patisce uno patiscono le altre componenti. È chiaro che le bastonate emotive che dai al soggetto vanno sulla sua psiche e si trasformano in una Anima “depressa”, poco reattiva. Così se lo possono prendere, o almeno, ci saranno altri fattori indebolenti, apparecchiature che magari nemmeno conosciamo piazzate in orbita, onde di ogni genere, veleni vari diffusi... ma evidentemente nessun macchinario che altera i soggetti qui sulla Terra riesce a colpire Anima come una litigata con la compagnia di amici, o con la moglie, o una bocciatura a scuola, a patto che il soggetto reagisca abbassando l'autostima e deprimendosi, naturalmente... ma è che fanno tutti in pratica. Con quel che hanno di tecnologico questi esseri, sono i sentimenti di disistima e solitudine quelli che indeboliscono di più i rapiti.
Quindi capii che la vita degli addotti viene rovinata perché per fargli accettare quei 45 minuti di abduction ogni tot mesi gli alieni devono lavorare incessantemente su tutto il resto del tempo, perché fuori dal Piano Psicologico un'Anima in poco tempo si libera naturalmente. Ne consegue che essere addotti è garanzia di infelicità a vita, con monitoraggi dello stato psichico continuo perché certi parametri non si alzino mai oltre certi livelli, ed una intera echip di alieni che se ne occupa alle spalle del poveretto. Il loro lavoro è precisamente quello di fargli succedere abbastanza disgrazie, farlo sminuire, ecc. perché lui non stia mai proprio bene, pena per gli alieni il veder fallire miseramente tutto il progetto adduttivo sul pianeta in qualche mese.
Ecco perché le vite degli addotti erano un cumulo di sfortune, ed anche perché in liberazione scoppiava il finimondo a tutti. Un enorme archivio dati alieno indicava che i parametri iniziavano ad alzarsi pericolosamente, e loro facevano quel che il piano ha sempre previsto per farli rientrare: massacrate psicologicamente l'addotto abbassandogli l'autostima, facendolo sminuire, litigare, isolandolo ecc. per indebolirlo e “deprimere” la sua Anima con lui, nella speranza di farle abbassare
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la testa e tornare all'ovile.
Colta da un brutto presentimento, ho iniziato a questo punto a chiedere alle Anime: “Anima ma a te arrivano più le parole, o i sentimenti, le emozioni... Che fai più tuo...”. “Le parole le devo tradurre, sentimenti ed emozioni arrivano diretti”. Eh, del resto io la prima cosa che guardo per distinguere un “animico” da un “non animico[8]” è l'emotività, abbiamo tutti una reattività emotiva molto alta, e le Anime di chi non si libera riferiscono motivazioni tutte solo emotive, es. “Non li mando via se no mi sento sola!”. “Quindi le parole le capisce la Mente bene, le emozioni Anima, ok?”. Il padre della materia, Budd Hopkins, pittore e scultore, che aveva scelto di tenere un atteggiamento estremamente empatico, affettuoso, rassicurante con gli addotti perché così ci lavorava meglio diceva lui, non lo sapeva ma il linguaggio di Anima lo parlava benissimo, ed a me era venuto da farlo istintivamente. Voleva dire però anche che gli alieni quando deprimono i soggetti ugualmente lo stanno parlando, perché è un linguaggio emotivo, fatto di affetti, legami, sentimenti, rotture, paure, dolore per la solitudine... Le Anime non sono razionali, certo 2 conti se li fanno su che gli conviene, ma quel che più le guida è l'emotività.
I condizionamenti di Anima sono ottenuti dagli alieni nei soggetti con situazioni create ad hoc, discorsi detti da altri addotti mandati attraverso controllo neurologico, chip che influenzano gli ormoni, i parassiti nei soggetti, sogni che mirano ad instillargli alcuni schemi mentali e credenze, voci fatte sentire in testa o nell'ambiente, e vengono usate le doti extrasensoriali di altri addotti per influenzarli e vedere nel loro futuro... Utilizzano molto punizioni e premi per far generare e consolidare alcuni schemi mentali, e tentano di creare legami psicologici con gli appigli che gli fornisce naturalmente la natura umana, ad esempio l'attaccamento famigliare. Non dicono l'onnipresente nella storia di ogni addotto “siamo la tua famiglia” e “questi sono i tuoi figli” perché sentono lui del loro gruppo, questi nemmeno ce lo hanno il concetto di famiglia, lo fanno solo perché si sono studiati l'attaccamento umano famigliare come fanno i nostri pedagogisti[9] ed hanno capito che così se li agganciano molto bene. Lo dicono al soggetto, che lo traduce in un legame emotivo con gli alieni, Anima prende quell'emotività, e ci ritroviamo alle tecniche con Anime che se ne escono con: “Sono la mia famiglia, come posso cacciarli e bruciarli?!”, e bloccano tutto. Funziona così: da una parte staccano dagli altri uomini, dall'altra legano a loro, tutto su base emotiva, Anima su quella si basa, con quella “ragiona”, e non li manda via.
Lo schema che c'era dietro era roba da far impallidire un nazista, ed era responsabile della maggior parte delle disgrazie del pianeta, perché dopo essere già stati cacciati da millanta civiltà gli esseri hanno incamerato esperienza e molti dati, calcolato le variabili al meglio, e sulla Terra si stanno giocando ogni jolly possibile, compreso rompere le scatole anche al resto della gente[10], creando intorno agli addotti un mondo che non ne favorisca la liberazione. Ad aggravare ulteriormente il quadro abbiamo un progetto graduale di avvicinamento psicologico e culturale di massa degli umani agli alieni, già in corso. Servirà il giorno che gli esseri sbarcheranno pubblicamente: dovranno trovarsi davanti uomini spersonalizzati e massificati, abituati ad essere un numero ed a fare che gli si dice dall'alto, già in parte “alienizzati” quindi, perché tollerino di farsi governare dalla società extraterrestre, che ha queste caratteristiche. Contano molto anche sul fatto che il programma di avvicinamento psicologico apporterà man mano dall'esterno una “depressione” estremamente forte sulle Anime, rendendole meno reattive: oggi ancora se si facessero vedere sarebbero cacciati a brevissimo, li bruceremmo in massa. Poi più fanno nascere Anime forti, perché il prodotto se lo migliorano come noi facciamo con le mucche da latte, con incroci furbi, e più occorre rincarare la dose di “depressione” per tenerle buone. Per tutte queste ragioni il mondo dove viviamo peggiora di giorno in giorno. Se non ci sbrighiamo a cacciare gli alieni liberando tutti gli addotti farci chippare in massa dai governi sarà solo una tappa di passaggio verso di ben peggio: vorranno levarci sempre più vitalità per usarci al meglio, non farci ribellare, e renderci simili a loro.
Tornando propriamente ai rapiti, le strategie aliene non fanno presa su tutti ugualmente comunque, ci sono fattori di resilienza personali in gioco, poi su qualcuno funziona meglio una distorsione, su altri un'altra, e ne tengono conto modo ché si trovano nella pratica situazioni diverse, e fortunatamente molti si liberano senza troppi intoppi, anche se disistima, isolamento e legami emotivi agli alieni sono elementi standard in qualche modo per tutti. Su pochi fanno un livello di
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interferenza così feroce come vediamo in casi tipo la ragazza di cui parlavo prima[11], ma assicuro che per ogni addotto è ben visibile al soggetto stesso quel che stanno facendo, non servono né tecniche né ipnosi, basta dirglielo, i rapiti fanno subito collegamenti al loro passato. Appena esponevo agli addotti del Piano Psicologico che si stava svolgendo su di loro infatti la totalità dei soggetti lo riconosceva al volo, anche quelli che coscientemente non si ricordavano un solo alieno ma avevo davanti perché resosi conto dei “sintomi” secondari della questione. Le reazioni erano dalla disperazione all'arrabbiarsi furiosamente, al... “Allora non è colpa mia. Non sono sbagliato io”. Ovviamente, come parte del piano, gli avevano sempre fatto credere che erano loro intrinsecamente fatti male se avevano tanti problemi, ma ciò non aveva levato un senso di perplessità di fondo, perché alcune situazioni erano state davvero palesemente incongruenti... Alla mia domanda successiva: “Pensaci, dimmi che ti viene intuitivamente. Senza questo tartasso emotivo, credi che ti saresti liberato prima?!”, addirittura le risposte coscienti si allineavano a quelle delle Anime alle tecniche qui, ed erano incredibilmente significative: “Avrei avuto più energie, mi sarei sentito più forte, me ne sarei accorto prima e li avrei fatti fuori all'istante”.
È vero che le Anime di chi non riesce a liberarsi, nonostante magari ci sbatta la testa al muro da anni ed abbia tentato di tutto, danno spiegazioni del tipo: “Mi fanno pena e non li mando via per quello”, ma non è corretto dire al rapito: “Tu non vuoi liberarti”, perché sono condizionamenti psicologici massicci costruiti quelli che hanno portato a questa situazione. Infatti gli addotti che faticano a mettere fine ai rapimenti sono solo quelli che ne hanno risentito di più di questo Piano, restando agganciati da un condizionamento alieno, o più di uno, che su di loro, e quindi sulla loro Anima, ha fatto molta presa.
Fortunatamente a questi esseri i soggetti servono sani di mente ed adattivi alla vita normale, se impazziscono li mollano, perché non sono più prevedibili ai loro algoritmi basati su percentuali e probabilità, quindi ai test psicodiagnostici umani le loro molestie alzano comunque di poco alcune scale, senza mai decretare vere e proprie patologie psicologiche.
Ne consegue che riequilibrare le destrutturazioni aliene della personalità dell'addotto non è difficile, e porta a sbloccare i casi che non riescono a porre fine ai rapimenti, fortificandone la psiche e quindi l'Anima, permettendone finalmente la liberazione, ed anche che le tecniche debbano parlare il linguaggio di Anima, partendo subito aggiustando l'emozione, alzando sopratutto l'autostima e la sensazione di coesione sociale[12], e tenendole alte per tutta la simulazione mentale, per fortificarla, predisponendo un percorso che inizia all'istante e poi viene mantenuto nei mesi successivi affinché la destrutturazione emotiva sia colmata. Per riuscire a liberare tutti, ma proprio tutti, bisogna andare in questa direzione: vanno gestiti e risolti gli agganci che ha messo il Piano Psicologico sui rapiti, andando a rimuovere così il primo fattore adduttivo in assoluto usato dagli alieni per poter fare rapimenti sulla Terra.
Facciamo un esempio: nell'addotto che non si libera perché gli fanno pena gli esseri abbiamo un'Anima che aveva una intrinseca tendenza all'altruismo. Rilevato questo gli alieni hanno agito per distorcerla al soggetto, gli hanno abbassato l'autostima, e fatto pensare con mille situazioni, discorsi ecc. fatti fare da altri che lui non valeva nulla, ma valeva per quanto si sacrificava. Un po' di affetto e considerazione arrivavano solo per quella via, fin da quando andava all'asilo. Stare a spiegarglielo razionalmente che gli fanno pena mostri che lo massacrano serve se i condizionamenti non hanno fatto troppa presa, se l'hanno fatta valgono più quelli. Va costruita un'emozione di autostima per quel che si è, per le proprie doti, Anima la fa immediatamente sua, e questo varrebbe per lei più di mille discorsi su che oggettivamente le convenga. Facendo così si fa trovare, ed inizia a bruciare i parassiti senza tutti i problemi che rileviamo oggi, o almeno avendoli in numero molto minore. Va iniziato subito anche un percorso per alzare perennemente l'autostima al soggetto.
Ma all'alzarsi dell'autostima ed armonizzarsi della sensazione di coesione sociale, Anima comunque inizia un processo di liberazione: sono i casi di chi si è liberato da solo senza nemmeno averlo mai saputo di essere stato addotto. Per Anima sentirsi bene, nel senso non “depressa”, ed iniziare ad avere meccanismi di segnalazione ed eliminazione del problema alieno che funzionano, è la stessa identica cosa e va in automatico.
Gli addotti non credano mai di non potersi liberare quindi: in realtà il piano alieno sta in piedi con
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molte stampelle, grazie ad un continuo depotenziamento energetico dei rapiti e di tutto il pianeta, nascondendo in ogni modo le doti interiori dei soggetti a loro stessi, mantenendo una invisibilità perfetta nelle loro vite, e con molti altri orpelli tecnologici... Con le doti che hanno gli addotti per liberarsi non c'è proprio paragone.

Cosa contiene il libro
Mi preme sottolineare come questo non sia un testo che si può capire senza una base di conoscenze sui rapimenti alieni. Se ne siete a digiuno potete prendere il mio I 100 “sintomi” dei rapimenti alieni. Segni ed esperienze degli addotti[13], o un altro testo di un ricercatore serio, ma comunque se non conoscete l'argomento rischiate di capirci poco, se pur non ho parlato quasi di rapimenti veri e propri, ma di che vivevano gli addotti nella vita di ogni giorno e di psicologia umana. Questo libro però l'ho pensato proprio come il continuo dei 100 “sintomi” ed ho dato per acquisite certe conoscenze di base. Sopratutto gli addotti non pensino di potersi liberare senza avere un'idea di che gli fanno gli alieni: non è impossibile farlo ma abbassa le probabilità di riuscirci e di mantenere la liberazione sul lungo periodo, e io vi consiglio quel che ritengo funzioni di più ed in maniera definitiva ovviamente.
La prima parte del libro inizia con le informazioni che sono saltate fuori dalla mia ricerca collegate alla gestione dei fattori emotivi negli addotti: l'enorme archivio dati eterico situato presso Uomo Primo di cui le Anime dicono che “C'è proprio tutto, tutto, tutto, su ogni addotto: il suo DNA, il DNA della famiglia, il suo carattere, le monitorazioni dei chip, che si è fatto con lui, che si prevede di farci, il Piano Psicologico con cui è seguito ecc.”. La Memoria Uomo (M.U.), che deriva dall'archivio, e viene caricata su ogni alieno prima di mandarlo a fare abduction, che guida i rapitori fornendo previsioni continue di che farà l'addotto mentre continua ad immettere dati, suggerendo come comportarsi, ad esempio con le fattezze di chi farsi vedere e cosa dire, sulla base del suo Piano Psicologico e dei dati dell'archivio. Ho chiarito anche bene come i rapimenti siano possibili solo grazie all'accoppiata del Piano Psicologico e Piano di Invisibilità, e come se ne salta uno vanno avanti comunque al massimo pochi anni sul pianeta, e parlato di Anima, di come sono importanti per lei l'emotività e la socialità. Poi trovate il Questionario di Valutazione e Definizione delle Problematiche di Abduction, un capitolo di informazioni generali sulla liberazione dai rapimenti alieni, ed un altro sulle tecniche. Essendo un libro scritto in una parte iniziale di verifica sul campo delle teorie, stiamo sempre testando una tecnica di liberazione unica completa, che però sta dando ottimi risultati, anche superiori alle nostre aspettative. La tecnica deriva da strategie che abbiamo scritto qui. Sono procedure di PNL per cambiare l'emozione ad Anima, che si stanno dimostrando molto risolutive e buone a ridurre i tempi, basate su timeline. Mandato l'addotto a recuperare dal suo vissuto l'emozione che manca per bruciare i parassiti, Anima riacquista vitalità e si attiva molto meglio. Ad esempio far rivivere una abduction passata al soggetto con un'Anima che ha modificato la sua emozione, non ha più paura ma ora prova coraggio, o non si sente più sola ma ora percepisce di essere coesa con chi ha vicino emotivamente, porta la scena a cambiare radicalmente: si vede l'addotto reagire molto incisivamente, e gli alieni scappare di corsa. La domanda precisa da fare quando la liberazione si blocca è: “Anima, di che risorsa emotiva hai bisogno per chiudere con questa situazione?!”, Anima lo sa sempre e risponde in pochi secondi, stiamo parlando il suo linguaggio qui, e mandata a recuperarla dal vissuto del rapito tramite timeline, conclude la tecnica velocemente. Va poi àncorata l'emozione al soggetto facendola richiamare varie volte al giorno per i mesi successivi, iniziando al contempo un percorso educativo che aiuti a ristrutturarla. Abbiamo inserito anche una tecnica di chiusura dell'esperienza di abduction, da fare a fine percorso. Le ha scritte tutte il Dottor Luciano Madon, che fa ipnosi da 30 anni, chiaramente sa la PNL meglio di me, ed ha la mia stessa opinione su tutto quel che contiene questo libro.
La seconda parte è propriamente il Piano Psicologico sugli addotti: capitolo per capitolo si affronta quali sono le destrutturazioni che gli alieni creano nel soggetto e gli agganci psicologici che sfruttano. Qualsiasi rapito riconoscerà la sua vita più o meno affine alle varie situazioni che ho spiegato, comprendendo naturalmente dove hanno fatto più appiglio gli alieni. Ho indicato poi le domande precise argomento per argomento da fare alla propria Anima per chiarirsi la faccenda
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specifica a livello interiore benché abbastanza razionalmente, ed infine un percorso educativo per ristrutturarsi su quell'argomento basato su libri scritti da massimi esperti mondiali per quella problematica (psicologi, educatori).
Ho dato anche qualche consiglio agli ex addotti, affinché la liberazione si consolidi.
Finisco con una rassicurazione: è chiaro che per parlare di solitudine negli esseri umani, autostima, sindrome del crocerossino ecc. ho usato termini psicologici, ma i meno possibili e li ho sempre spiegati. Come per I 100 “sintomi”ho voluto un libro che fosse comprensibile a tutti, ed avverto che mi sono rivolta spesso direttamente a chi deve liberarsi. Questo libro è stato scritto soprattutto per loro, poi per i ricercatori/operatori del settore, e gli appassionati dell'argomento.
Ringraziamenti

Un grande GRAZIE gli addotti ed ex addotti che mi hanno raccontato le proprie vite per ore e poi mi hanno permesso di chiedere alle loro Anime o Coscienze perché io potessi chiarire la faccenda (non li nomino uno per uno per privacy), agli operatori Alessandro Losciale ed al Dott. Luciano Madon, con cui ho discusso ogni affermazione di questo libro e che hanno controllato alle loro tecniche ed ipnosi con gli addotti per darmi verifiche di che trovavo io, ai tanti ex addotti che carinamente si sono prestati a chiedere alle loro coscienze quello che gli commissionavo sulle varie messaggerie, agli appassionati come Luigi Alessandrella e Susanna Acquisti che mi hanno dedicato tempo per farsi esporre le mie idee e dirmi se gli tornavano.

Note
1) Significa che nella vita di ogni giorno sulla Terra il Piano Psicologico su questo soggetto aveva decretato che la carta migliore da giocarsi fossero molestie palesi quasi quotidiane. È un: “rincarare la dose normale” diciamo, ed ha sempre motivazioni valide da parte degli alieni, anche perché alza alcuni rischi che devono poi darsi da fare per evitare (per quanto possono) con accorgimenti ulteriori. Detto in parole povere: è un grande sbattimento per loro, lo fanno solo se gli è indispensabile per tutta una serie di valutazioni sul soggetto.
2) Secondo la teoria delle intelligenze multiple di Gardner ho alta l'intelligenza interpersonale ed intrapersonale, sono laureata in S. dell' Educazione a Firenze ed ho buone conoscenze psicologiche e pedagogiche.
3) La ragazza comporrà poi un libro per raccogliere la sua storia e quella del suo gruppo di amici, tutti scopertisi addotti ed al momento già liberi, pensando di farne poche copie ed esclusivamente ad uso privato, a futura memoria per mettere in guardia le generazioni successive dagli avvenimenti fuori dall'ordinario e destabilizzanti vissuti da loro. Ho chiesto all'autrice se ne avesse consentito la pubblicazione invece, visto il peso per la casistica degli eventi notevoli che vi sono narrati. Il libro è al momento in preparazione, uscirà probabilmente anonimo, ma la ragazza ne ha già deciso il titolo, che contrapposto alla copertina farà comprendere la sua provocatorietà: “Emissari celesti”. Ho comunque provveduto a spiegarle che da genitori liberi nascono figli liberi sicuramente, quindi fortunatamente i loro discendenti leggendolo tireranno solo un grosso sospiro di sollievo per che si sono evitati grazie alla presa in mano della situazione da parte dei genitori.
4) Ho detto così per far capire bene a tutti di che si tratta: in realtà dargli di educativo fa venire i brividi, perché è disgregativo e fortemente limitante delle potenzialità del soggetto. Diciamo gli fanno vivere certe esperienze per ottenere alcuni precisi tratti caratteriali.
5) “Base sicura” si rifà agli studi di John Bowlby, ed è un termine pedagogico. Indica la sicurezza che il piccino ha nella madre che poi gli permetterà di esplorare il mondo con tranquillità, sapendo che per ogni evenienza avversa può tornare da lei.
6) La neuropsicologia studia i processi cognitivi e comportamentali correlandoli ai meccanismi anatomico-fisiologici.
7) Il comportamentismo si basa sull'assunto che il comportamento visibile dell'individuo è l'unica cosa scientificamente studiabile dalla psicologia.
8) Qualsiasi cosa vogliano dire queste 2 definizioni.
9) Semplificando, per far capire, ho detto come i nostri pedagogisti, ma nessuno studio sugli uomini che usi solo parametri fisiologici e comportamentisti sarà mai come quello che fa un uomo su un altro uomo, perché manca totalmente dell'apporto dell'intelligenza emotiva. L'empatia arriva all'istante e perfettamente, la tecnologia fa che può.
10) Sono andata a vedere come si sono liberati su altri mondi, c'è un paragrafo nel libro sull'argomento, man mano che passa il tempo e l'archivio incamera dati se ne escono con affinamenti e miglioramenti del piano.
11) Se volete un libro dove si parli della vita di un addotto ad alto livello di interferenze: Rapita. Storia vera di una addotta, Barbara Kursh, 2018, Editore Omnicolore, Roma. Gli alieni non le hanno lasciato un solo giorno tranquillo in pratica, conosco l'autrice e vi assicuro che l'accanimento che ha subito raramente me lo hanno raccontato. http://rapita.omnicolore.it/ .
12) Traducete “coesione sociale” col contrario del sentimento doloroso di solitudine emotiva.
13) http://i100sintomi.omnicolore.it .



Le domande ad Anima che evidenziano il Piano Psicologico negli addotti
Le scrivo subito per chi di voi è in grado di fare un controllo, per gli operatori che giustamente vorranno vedere se dico cose vere o no, e per chi vi si trova coinvolto al momento, o lo ha vissuto in passato, e deve chiarirsi le idee. Va bene ogni tecnica basata su simulazioni mentali che permetta di parlare con la propria Anima, ma deve essere una di quelle che fa fare un controllo sul fatto che lei sia chi dice di essere. Se no si rischia di parlare con un impostore.
Se è meglio usare parole più semplici possibili nel parlare con Anima, come se si raccontasse una storia ad un bimbo, in maniera lenta, vedrete che alle domande che riguardano stati emotivi o situazioni che hanno comportato un risvolto importante emotivamente per lei, come quelle che sono qui sotto, capisce benissimo e tende a rispondere velocemente. Si nota la differenza quando le si parla di quel che le piace come l'affetto o le fa male come il dolore emotivo, e tutto il resto. Tende a comprendere perciò bene anche termini di psicologia un po' più complicati, come “autostima”, certo se proprio non è così terrorizzata che nemmeno si fa trovare, e purtroppo negli addotti con bassissima autostima o molta autocolpevolizzazione succede.
Se non avete parole in risposta, analizzate quel che manda indietro, come immagini, suoni, colori, emozioni... Davvero son domande con cui non è difficile ottenere qualcosa quando gli se le pone. Basta mettersi in ascolto.
Domande che ne evidenziano l'esistenza
D. Anima, quei signori che ti vengono a prendere il contenitore, hanno mai fatto succedere cose brutte apposta nella vita di (dire nome soggetto), ma non quando prendono il contenitore e glielo portano via, no, ma qui sulla Terra, nella sua vita di tutti i giorni. Lo hanno mai fatto?
R. Dicono tutte di sì.
D. Anima, ma lo hanno fatto poche volte o tante volte?!
R. Tra le più sentite: tante, tantissime volte, è stato un continuo...
D. Ma quella volta che a (nome soggetto) è successo che... (e dite una cosa molto brutta della vita del soggetto) c'era lo zampino loro dietro?!
R. Dicono quasi sempre di sì. Davvero di raro si trova un evento molto avvilente ed importante per il soggetto successo normalmente tra gli addotti.
D. Quindi sono loro che hanno fatto stare male (nome soggetto) tante volte eh...
R. Sì.
D. Anima, vai a vedere se mentre facevano succedere queste cose brutte nella vita di (nome soggetto), registravano anche i dati psicologici per regolarsi sempre meglio su di lui... Come se gli facessero un test psicologico. Lo facevano?
R. Sì. E alcune Anime si mettono a spiegare meglio dei test...
D. Anima, ma se (nome contenitore) si sente solo, prova dolore emotivo perché si sente solo... Tu ti senti sola?
R. Dicono sempre di sì . È declinabile per ogni emozione umana, chiedete, e vedrete quando passa ad Anima di che prova il soggetto emotivamente. Affetto, paura, legami, solitudine... Ogni dolore emotivo la colpisce. Se le chiedi cosa le arriva meglio di che vive il contenitore tende a rispondere l'affetto. Attenzione che la mancanza di autostima del soggetto però la percepisce come paura. Il fatto che lui non si senta abbastanza bravo ad affrontare la vita la fa reagire sulla base di quella sensazione, di quel senso di debolezza, e lei non usa più le sue doti, perché fa una valutazione su base emotiva delle sue possibilità ed a quella crede, ragiona così, e si blocca tremando di paura,si tappa gli occhi per non vedere che ha davanti, per non terrorizzarsi ulteriormente. Gli alieni abbassano l'autostima di prassi ai soggetti e così Anima non affronta il problema spaventata. Ci hanno bloccato il mondo in questo modo.
D. Anima, ma se (nome contenitore) prova dolore emotivo perché gli alieni la fanno stare male... Tu li mandi via peggio?!
R. Dicono di sì, o non li mando via proprio.
D. Ma se quei signori che vengono a prendere il contenitore non avessero mai fatto succedere cose brutte nella vita di (nome contenitore) qui sulla Terra, nella sua vita di tutti i giorni... continuerebbero ancora a prendere il contenitore?
R. e qui le risposte son quelle che vi ho già detto: non avrebbero nemmeno potuto iniziare, o in alternativa qualcosa come: macché saremmo liberi da tanto.
D. Anima, vai a vedere se lo fanno apposta a far stare male (nome contenitore) perché così tu non li mandi via quei signori.
R. Sì.
D. Anima, ma di tutte, tutte, le cose che quei signori che vengono a prenderti il contenitore fanno per cercare di non fare liberare (nome soggetto), perché loro vorrebbero che continuasse lo sai Anima... Questa cosa di farlo stare male è quella che ti colpisce di più?!
R. Sì.

Domande che lo definiscono nell'addotto
Ora chiediamo di che Piano specifico c'è sul soggetto, le prime 3 domande trovano il 100% di risposte positive, perché sono gli elementi base del Piano Psicologico: isolare, abbassare l'autostima, legare emotivamente col concetto di famiglia. Le altre possono variare a seconda del carattere di base che hanno trovato gli alieni nel soggetto, comunque la maggior parte degli addotti totalizza 6 sì, perché un po' come dicevo sopra tendono ad applicarli tutti questi appigli, a chi più a chi meno. Potete cercare di capire meglio come si sono indirizzati gli alieni chiedendo se queste cose le hanno fatte poco o tanto nella vita di (nome contenitore).
D. Anima, vai a vedere se quei signori che vengono a prendere il contenitore hanno mai fatto succedere cose nella vita di (nome contenitore) qui sulla Terra, non quando prendono il contenitore, no, ma qui dove siamo ora, per fargli provare il dolore della solitudine?
D. Anima, vai a vedere se quei signori che vengono a prendere il contenitore hanno mai fatto succedere cose nella vita di (nome contenitore) qui sulla Terra, non quando prendono il contenitore, no, ma qui dove siamo ora, per fargli pensare che era meno bravo di che era in realtà, per abbassargli l'autostima. Lo hanno fatto? -Essendo questo il primo fattore in assoluto del Piano Psicologico, ovvero depotenziare il soggetto in ogni modo possibile compreso nascondergli le proprie doti attraverso una azione psicologica di disconoscimento delle stesse volta a scongiurare che lui le usi, a questa domanda in genere Anima risponde talmente incisivamente che se ci fosse una scala di valutazione fisica su cui indicare il risultato la romperebbe per segnalare oltre il massimo possibile-
D. Anima, vai a vedere se quei signori che vengono a prendere il contenitore hanno mai fatto credere a (nome contenitore) che erano suoi parenti perché si legasse emotivamente a loro?! Perché così non li mandava via. Lo hanno fatto?
D. Anima, vai a vedere se quei signori che vengono a prendere il contenitore hanno mai fatto succedere cose nella vita di (nome contenitore) qui sulla Terra, non quando prendono il contenitore, no, ma qui dove siamo ora, per fargli pensare che era speciale perché c'erano loro nella sua vita. Lo hanno fatto?
D. Anima, vai a vedere se quei signori che vengono a prendere il contenitore hanno mai fatto succedere cose nella vita di (nome contenitore) qui sulla Terra, non quando prendono il contenitore, no, ma qui dove siamo ora, per fargli pensare che lui non era bravo a decidere che fare, ed era meglio se glielo decidevano gli altri. Lo hanno fatto?
D. Anima, vai a vedere se quei signori che vengono a prendere il contenitore hanno mai fatto succedere cose nella vita di (nome contenitore) qui sulla Terra, non quando prendono il contenitore, no, ma qui dove siamo ora, per fargli pensare che lui valeva solo per quanto si sacrificava per gli altri. Lo hanno fatto?

Ciascuno di noi è, in verità, un'immagine del grande gabbiano,
un'infinita idea di libertà, senza limiti.
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