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Che requisiti deve avere un ricercatore/operatore per addotti
17-05-2019, 06:52 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 17-05-2019 06:54 PM da SerenaPerfetti.)
Messaggio: #1
Che requisiti deve avere un ricercatore/operatore per addotti
I requisiti di un ricercatore/operatore per addotti
della Dott.ssa Serena Perfetti
Da dieci anni nel settore, una tesi di laurea sugli addotti (dal titolo: Qualcuno cerca di rubare la mia anima. Uno studio sui soggetti che si dichiarano interferiti da esseri di altri mondi), 2 libri pubblicati (I 100 “sintomi” dei rapimenti alieni. Segni ed esperienze degli addotti e Percorsi di Liberazione. Il Piano Psicologico alieno sugli addotti e le vie per uscirne), ed eccomi qui a parlarvi dei requisiti che occorrono per fare l'operatore che ha l'essenziale compito di aiutare i soggetti addotti (o eterizzati) a liberarsi dal più grosso problema che dovranno mai affrontare nelle loro vite. Questo articolo si rende necessario visto l'alto numero di interferiti che ci arrivano da percorsi non ottimali, che ne hanno allungato la liberazione a dismisura, purtroppo con anni di perdita di tempo ed ulteriori gravissime sofferenze, tutte evitabili se chi li seguiva avesse avuto maggiori competenze e strumenti.

1. Mi sento di partire con una banale quanto incredibilmente poco diffusa consapevolezza nel campo: per fare l'operatore del settore abduction bisogna studiare. Anche la materia ha una sua storia, libri pubblicati, autori importanti da conoscere. Sopratutto esistono conoscenze non ignorabili su cui poi costruire e far proseguire le proprie ricerche. Il settore invece risente in Italia di un atteggiamento diffuso impensabile in qualsiasi altro ambito, da chi ripara PC a chi fa il fisico nucleare, del tipo: “Mi butto a fare ricerca in prima persona, e imparerò da che scopro!”, che considerando che si opera su esseri umani che soffrono le pene dell'inferno personalmente trovo criminale. Abbiamo sedicenti operatori che credono di essere Murder in x-files. La stragrande maggioranza di chi ritiene di poter mettere le mani su gli addotti non si è letto nemmeno i libri che abbiamo in italiano dei maggiori esperti. Vi metto una bibliografia sotto. Leggerli non vuol dire approvarne il contenuto in toto per forza, il Dottor Mack, psichiatra, parlava di alieni buoni ad esempio, e non posso certo dire che la penso come lui, ma la sua analisi di psicologia dell'adduzione è ottima. Io seguo e consiglio la teoria della macedonia: se c'è anche solo una parte utile si usa, il resto si scarta e sta lì per ricerche future che possono continuare a pescarci dentro qualcosa di utile, conviene comunque leggerli i libri di chi ci ha ricercato decenni, ed informarsi il più possibile. Anche se ormai ci sono linee certe sul fenomeno e non più smentibili: sappiamo che gli alieni che fanno abduction (sequestri di persona) tentano di risultare invisibili nella vita degli addotti, che fanno analisi mediche, che mettono chip, che prelevano sperma ed ovuli per tentare di fare ibridi, che applicano un fortissimo controllo neurologico sui malcapitati, che il loro modus operandi prevede creare caos nella mente del rapito e farsi passare per i personaggi che lui per retroterra culturale troverebbe normale trovarsi davanti, che ci sarà in futuro un loro tentativo di invasione del pianeta. Conosciamo bene quali sono le specie piu' viste. Sappiamo che vogliono l'Essenza della Vita del soggetto (chiamatela Anima, Coscienza, energie, che volete: è la componente umana che ai contenitori sulle astronavi ed in basi terrestri tirano fuori attraverso quel che potremo dire un viaggio astrale forzato dall'esterno, per prelevarne energia) e che usano il corpo umano che la contiene. Per la psicologia del fenomeno, il quadro psicologico è ormai chiarissimo: tra sindrome post traumatica, shock ontologico, e Piano Psicologico sui soggetti per fargli accettare l'adduzione. Ci troviamo invece operatori che non saprebbero rispondere a domande del genere: dove sono messi i chip i comuni? Se ne possono trovare in posti non standard? Se un soggetto ricorda una adduzione di notte, è possibile che si sia trattato solo di un sogno mandato dagli alieni per fargli credere di essere stato rapito in assenza di rapimento vero e proprio? Lo stress post traumatico può essere conseguente ad un problema meramente interiore del soggetto? Se un'addotta si mette la mattina a cercare per tutta la casa qualcosa e non sa cosa, che sta cercando?! Come mai la sindrome del crocerossino è così diffusa negli addotti?! Chi non sa rispondere a queste domande dovrebbe innanzi tutto tornare sui libri. E parlo di libri perché spesso siti e video non sono basati sugli studi di chi ha vagliato centinaia di casi, ma veicolano informazioni più false e controproducenti che altro. I veri operatori non vogliono fare audience, vogliono risolvere un problema che hanno capito che se riguarda più da vicino gli addotti, è di tutto il pianeta. Nemmeno mettono in circolazione fake o assurdità che per contrapposizione andranno a screditare chi fa ricerca seria, facendo fare a chi cerca informazioni un mescolone tra vero e ridicolo, che fa risultare tutto ridicolo. Quelli si chiamano in un altro modo, non operatori né ricercatori, e chissà quanti soldi prendono per farlo.

2. Devono essere soggetti liberi sicuri, e che almeno si controllano spesso. Il concetto di controllo dovrebbe essere sostituito da molto con quello di dialogo perfetto ed immediato con la propria parte interiore quando si fa l'operatore, ma almeno controllarsi è indispensabile calcolando che esistono anche energie mandate da altri animici e che comunque la sicurezza non è mai abbastanza. Bisogna tener conto che si hanno in mano anche vite altrui poi. Non è possibile invece aver sentito persone che rispondevano candidamente “Non lo so se sono interferito” mentre operavano su altri o “Tanto tutti sono interferiti”. Sono onestamente risposte che fanno rizzare i capelli. Come si fa a passare a qualcuno come ci si libera se non siamo nemmeno sicuri di essere liberi noi stessi?! Ad un addotto va rimessa in sesto la bussola che gli dice cosa succede e dove sta andando, la stessa che gli alieni gli hanno fatto passare in sordina e distorto perché lui non credesse di averla, non solo bisogna essere liberi, ma avercela anche più' forte della media questa bussola per aiutare. Un ex interferito può fare l'operatore dopo un buon periodo di tempo che ne assicuri l'uscita totale dal problema ed un recupero emotivo totale e che arrivi non ad un ipotetico 6 (sufficienza) ma almeno un 8 in termini di autostima e gestione dei rapporti sociali.

3. Carattere adeguato. Occorre un ottimo equilibrio personale. Se si è iracondi, megalomani, troppo sensibili alle critiche, si hanno troppe paure personali, meglio lavorare ancora su se stessi prima di fare l'operatore. Purtroppo se si porge un fianco scoperto gli alieni ci si attaccheranno, mandando persone interferite ad aggredirlo. Nessuno che non voglia guardarsi dentro e costantemente mettersi in discussione per migliorarsi può fare l'operatore. Nessuno che non sia consapevole dei propri difetti, che pur tutti abbiamo essendo umani, e non voglia analizzarne il peso e le conseguenze nelle relazioni che instaura. Finirebbe male. Per lo stesso motivo almeno 30 anni servono, occorre una buona maturità e stabilità, un ragazzo non lo metterei mai io ad operare con interferiti, lo considererei un suicidio emotivo. Il che non vuol dire che l'operatore debba prendere in carico ogni addotto che gli si pone davanti e se non lo vuol fare è instabile, poco competente o crudele. Col gruppo Laris con cui collaboro abbiamo scartato soggetti che erano palesemente troppo problematici e continuavano ad aggredirci o a tenere comportamenti non consoni. Gli operatori non sono martiri e né sarebbe normale lo fossero. Abbiamo margini di tolleranza molto alti operando con chi costituzionalmente si trova nel Piano Psicologico Alieno, gli diciamo subito dove sono gli inghippi e come lavorarci, ma se i soggetti si rifiutano e ci sminuiscono o ci attaccano li abbandoniamo anche noi. Occorre equilibrio anche nel preservarsi.

4. Titolo di studio adeguato. Abbiamo avuto operatori bravissimi che venivano dagli studi più disparati, e la cultura ci si fa in diversi modi, se pur almeno un diploma è garanzia che si sa leggere e capire. Qualsiasi specializzazione è preziosa, perché apporterà un punto di vista diverso al quadro generale. Nessuno è tuttologo senza prendere grossi granchi in qualcosa, ed ammetto che se non fossi stata laureata in S. dell'Educazione gli studi sul Piano Psicologico, riconosciuto come programma usato dagli alieni affinché gli addotti sviluppino un certo carattere che tolleri e mantenga i rapimenti, non sarebbero nati: non lo avrei riconosciuto in tutti i suoi elementi e la sua pervasività. Al di là del settore di appartenenza, occorre comunque sforzarsi di completare la propria formazione il più possibile. Un umanista non è esentato dal comprendere almeno i concetti scientifici basilari, chi viene da un ambiente tecnico/scientifico (e sono la stragrande maggioranza) dallo studiarsi la parte psicologica. Tutti dall'imparare PNL e tecniche di simulazioni mentali e ipnosi. Quindi allo stesso modo un ipnologo molto esperto non è esentato dalla conoscenza approfondita della materia. Che sappia ipnotizzare bene non lo para da prendere granchi se non sa altro.

5. Aboliamo alieni buoni, reiki, viaggi astrali, canalizzazioni... Se l'operatore non sa che così non libera nessuno, idem vuol dire che qualcosa non va, e forse è bene si faccia un test di valutazione del fenomeno esso stesso, perché sta DAVVERO aiutando l'operato alieno. Da questi percorsi infatti ci arrivano addotti che potevano liberarsi decenni anni prima senza tali pratiche o idee che ributtano dentro dalla finestra gli alieni fatti uscire dalla porta. Far credere che esistano alieni buoni, con tutto il loro corollario di frasi del tipo: “Noi ripariamo i danni dei cattivi”, “Non interveniamo sui cattivi per non intralciare il libero arbitrio umano”, “Sei tu che ci cerchi, di notte esci in astrale e sconfini nella nostra dimensione e ci chiami”, “Ti operiamo per farti evolvere, non devi giudicarci coi canoni umani”, “Non puoi capire il nostro operato, sei troppo poco evoluto rispetto a noi”, e le altre moltissime panzane che dicono, e' solo uno strumento del Piano Psicologico, purtroppo efficacissimo. Così come lo e' l'idea che qualcuno di benevolo ha scelto proprio l'addotto facendone un prescelto, per permettergli esperienze straordinarie: gliela hanno inculcata proprio gli esseri questa brama di avere rapporti col dio per poter continuare ad averci a che fare. Comunque, resterebbe la semplice costatazione che nessun operatore vede liberarsi davvero chi porta avanti queste idee. Ogni tanto vede riaccapare questi soggetti con foto di cicatrici e commenti sbigottiti su come possono ancora trovarsi a quei livelli dopo anni che ci lavorano... e canalizzano SOLO esseri buoni! Il resto come reiki e varie pratiche energetiche fanno entrare di tutto, se si fanno viaggi astrali anche da liberi si lascia il corpo senza nessuno che lo difende, la meditazione si sa dagli anni 80 che favorisce i rapimenti (lo notò già Hopkins che era successo un numero non trascurabile di volte che i soggetti erano rapiti mentre meditavano). Le religioni avvicinano agli “dei” come via preferenziale, ed i rituali magici dove si chiamino spiriti, angeli, diavoli, ecc. pure. Se un operatore non dice subito di bloccare queste pratiche, beh molto non ci ha capito e non libererà davvero mai nessuno.

6. Farsi pagare: la bravura nell'aiutare chi ha interferenze ad uscirne non si misura dal se l'aiuto è dato a pagamento o gratis. Personalmente, dedicandoci tutto il giorno, mi faccio pagare (anche se meno della media), anche perché non è che un operatore vive d'aria. Pretenderlo, e dire che se uno si fa pagare non è bravo, è incompetente, lo fa solo per soldi, rientra nelle pratiche diffuse per non far progredire la ricerca e screditare quell'operatore. Banalmente se non avessi avuto tempo ed energie da dedicarci non avrei potuto fare e capire molte cose che aiutano ora tanta gente a liberarsi. Ovvero lasciando gli studi al livello di tempo libero dopolavoro non ci vuole un genio a realizzare che si va avanti meno. Anche il contrario non ha fondamento: che chi lo fa gratis è una mezza calzetta non è vero. E' vero solo che chi lo fa gratis o lo fa per hobby dopo il suo lavoro e non può dedicarci tutte le sue energie, o riesce a farlo mentre lo pagano per fare altro (e non mi parrebbe molto onesto, ma è successo pure questo in passato) o beato lui è ricco di famiglia. Io non sono ricca ma credo al mondo convenga che continui a tempo pieno. In generale, perché gli addotti trovino bravi operatori, a pagamento e gratis, bisogna smettere di criticare e rompere le scatole a chi vuole farlo. Certo bulletti, che mentre si credono estremamente evoluti sono solo la versione adulta applicata all'ambito abduction di quelli che da bambini spadroneggiavano ai giardinetti, vanno emarginati. Nel settore invece c'è posto per chiunque sia una persona onesta, equilibrata, e voglia impegnarsi davvero, anche perché alcuni ambiti del fenomeno non sono quasi stati studiati, ad esempio su a che servono alcuni chip ed alcune operazioni chirurgiche che fanno si sa pochissimo, se non nulla. Andrebbe eseguito un buon lavoro di recupero ricordi su molti addotti circa quegli interventi, e fatto ascoltare poi ad un medico. Tanti sarebbero gli studi utili, anche in ambito psicologico. Uno che servirebbe molto a far comprendere agli addotti come sono destrutturati dovrebbe avere per oggetto come cambia di comportamento esterno ed interiormente un soggetto dopo che si è visto conferire il ruolo di “prescelto” dagli alieni. Sappiamo quanto l'attribuzione di certi ruoli modifichi i soggetti nelle istituzioni umane, ma qui le ripercussioni devono essere davvero pervasive. Questi soggetti hanno il diritto di poter leggere studi seri per valutarsi addosso le conseguenze di quello a cui sono stati sottoposti e capire, e non solo riguardo alla sindrome del prescelto. Ne leggeremmo volentieri come operatori specifici sullo stress post traumatico da abduction, sui bambini addotti e come liberarli, sulle conseguenze delle abduction del padrone sugli animali domestici... Credetemi: per chi vuole ricercare c'è posto!


Bibliografia consigliata
Se non sapete l'inglese almeno i testi in italiano procurateveli, ve li segno in grassetto. Vi ho comunque messo una spiegazione di che parla ogni libro, vicino tra parentesi. Spero che questa breve bibliografia da me scritta aiuti a far capire che la materia ha già' buone basi, e quanto sia folle buttarsi a far ricerca su esseri umani sfiniti e spaventati senza una adeguata preparazione.

Hopkins Budd, Missing Time: A Documented Study of UFO Abductions, New York, Random Hause, 1981. (L'autore espone diversi casi di rapimenti alieni da lui seguiti e ne fa una analisi accurata.)
Hopkins Budd, Intruders, USA, Random House, 1988; trad. it. Ossola F., Intrusi, Milano, Armenia, 1988. (Racconta la sua investigazione della storia di abduction di una ragazza, che poi si allargherà a macchio d'olio coinvolgendo famigliari, vicini, amici.)
Hopkins Budd, Witnessed: The True Story of the Brooklyn Bridge UFO Abductions, USA, Pocket Books, 1997. (E' la narrazione di un altro dei casi che Hopkins ha seguito come operatore, caso divenuto famoso perché ebbe testimoni che non conoscendo l'addotta videro la scena del rapimento dall'esterno.)
Hopkins Budd, Carol Rainey, Sight Unseen: Science, UFO Invisibility, and Transgenic Beings, USA, Pocket Star, 2004. (Attraverso l'analisi di molteplici testimonianze di adduzioni si discute di invisibilità degli UFO e di modifiche genetiche. Parla anche di come le scoperte moderne in fatto di dispositivi di occultamento per aeromobili, tecnologie di controllo mentale e teletrasporto ottenute in laboratorio avvalorino la plausibilità del fenomeno ufologico.)
Jacobs David M., Secret Life: Firsthand Accounts of UFO Abductions, New York, Simon & Schuster, 1992. (Parla approfonditamente di cosa avviene durante una adduzione, descrive bene le procedure aliene condotte sugli addotti, ed espone molte testimonianze di rapiti.)
Jacobs David M., The Threat: Revealing the Secret Alien Agenda, USA, Simon & Schuster, 1998. (Spiega come mai gli extraterrestri sono qui e cosa vogliono, perché il loro programma è tenuto segreto, ed espone i progetti alieni per la Terra ed i suoi abitanti.)
Jacobs David M., UFOs and Abductions: Challenging the Borders of Knowledge, Lawrence, University Press of Kansas, 2000. (Si discute dei metodi di indagine usati per le adduzioni, dei dibattiti più accesi nel campo, delle prove, si associa la ricerca scientifica a quella storica, mitologica e psicologica. Fornisce un bel quadro generale sull'argomento, molto utile a chi inizia ad approcciarsi a questo campo).
Jacobs David M., Walking Among Us: The Alien Plan to Control Humanity, Disinformation Books, 2015. (E' un libro dedicato all'analisi del piano alieno di conquista della Terra e sottomissione dell'umanità. Parla di come gli alieni stanno facendo istruire gli ibridi agli addotti per intrufolarsi nella nostra società.)
Kûrsch Barbara, Rapita. Storia vera di un'addotta, Roma, Omnicolore Editore, 2019. (È la storia dei rapimenti di Barbara, dall'infanzia alla liberazione. Il libro rende bene tutti i “sintomi” della vita di un addotto, cosi come il piano psicologico che vi si svolge.)
Mack John Edward, Abduction: Human Encounters with Aliens, Simon & Schuster Ltd, 1994; trad.it Di Marino, RAPITI!Incontri con gli alieni, Milano, Mondadori, 1995. (Teorie e casi trattati dall'autore come psichiatra, ottima l'analisi psicologica del fenomeno, essendo stato Mack Professore di Psichiatria ad Harvard.)
Mack John Edward, Passport to the Cosmos, White Crow Books, 1999; trad. it. Roberta Arrigoni, Passaporto per il cosmo, Roma, I Ponti di Venexia, 2016. (Teorie e casi trattati dall'autore. Mack non fa grandi svolte teoriche, nel secondo libro approfondisce i temi del primo e cambia i casi raccontati.)
Malanga Corrado, Roberto Pinotti, I Fenomeni BVM: le apparizioni mariane in una nuova luce, Milano, Mondadori, 1990. (Su abduction e la visione di figure religiose)

Malanga Corrado, Gli UFO nella mente. Interferenze aliene, Milano, Bompiani, 1998. (Il libro espone l'investigazione dell'esperto su un caso di abduction ad un ragazzo, Valerio Lonzi) Malanga Corrado, Alieni o demoni, Roma, Terre Sommerse, 2007. (Il testo fa una esposizione approfondita dei risultati degli studi sulle abduction dell'esperto, ed inizia anche a parlare della prima tecnica di liberazione inventata, il S.I.M.B.A.D -Self Induced Method for Blocking Abductions Definitively- )
Malanga Corrado, Genesi, Spazio Interiore, 2013. (Si parte dai dati ricavati dalle ipnosi sugli addotti e si arriva a ricostruire l'origine della vita su questo pianeta ed il senso ultimo dell'esistenza umana, passando per la fisica quantistica ed i miti e le tradizioni esoteriche di tutte le culture antiche.)

Leir Roger, The Aliens and the Scalpel, Book Tree, 1998. (Il Dottor Leir estrasse molti chip dagli addotti e li fece analizzare da diversi laboratori scientifici, dimostrando che non erano terrestri. Il libro contiene i dati ufficiali certificati da quei laboratori e le storie degli addotti da cui gli impianti erano estratti.)
Losciale Alessandro, Corrado Malanga. Le Prove dei Rapimenti Alieni, Roma, Edizione Omnicolore, 2017. (Si parla delle prove dei rapimenti: chip estratti, la loro analisi che dimostra che non sono terrestri, analisi mediche che evidenziano anomalie impossibili da causare con strumentazioni umane, le storie di chi se le e' trovate, ma anche foto di UFO, di alieni, di anomalie su strumentazioni ecc.)
Perfetti Serena, I 100 “sintomi” dei rapimenti alieni. Segni ed esperienze degli addotti, Roma, Omnicolore Editore, 2018. (100 “sintomi” o situazioni che vive chi e addotto. L'autrice, io, si e' basata sugli studi dei più' grandi esperti mondiali del campo, ed ha aggiunto centinaia di testimonianze da lei raccolte “sintomo” per “sintomo”. Il testo mette in grado di interpretare qualsiasi test di valutazione sull'appartenenza o meno al fenomeno.)
Perfetti Serena, Il Piano Psicologico Alieno sugli Addotti e le vie per uscirne, Roma, Omnicolore Editore, 2019. (Ho scritto di come gli alieni fanno vivere appositamente determinate esperienze negative agli addotti nella vita sulla Terra affinché sviluppino e mantengano un carattere che ammetta e tolleri i rapimenti. Ho parlato di abbassamento dell'autostima, solitudine indotta, sindrome del crocerossino, del prescelto ecc.)

Tuner Karla, Into The Fringe: A True Story of Alien Abduction, USA, Berkley, 1992. (E' la storia di come Karla Turner e tutta la sua famiglia capirono che erano addotti. Spiega le vicissitudini che ha dovuto affrontare e la sofferenza che questa situazione le ha portato, ma anche la sua voglia di capire come gli alieni potevano essere fermati, per risolvere.)
Tuner Karla, Taken: Inside the Alien‐Human Abduction Agenda, USA, Kelt Works, 1994; trad. it, De Turris Gianfranco, Rapite dagli UFO, Roma, Edizioni Mediterranee, 1996. (Dopo la pubblicazione del resoconto della sua vita a Karla iniziano ad arrivare molte lettere di persone che vivevano le medesime vicissitudini, lei allora decide di fare un successivo libro che contenga storie altrui. "Rapite dagli UFO" riporta le vicende di abduction di diverse donne, ed il continuo della storia della stessa Turner.)

Chiudo questo articolo con l'augurio che la casa editrice Omnicolore ( http://www.omnicolore.it ) possa andare avanti, tradurre e pubblicare i preziosi testi qui indicati che per ora possiamo leggere sono in inglese. Vi ho citato solo ricercatori più' che validi che agli studi sui rapimenti hanno dedicato decenni di vita, e' una grossa perdita che non siano agevolmente tutti leggibili da noi operatori italiani.
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