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ex addotti
21-05-2019, 12:17 PM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 21-05-2019 12:29 PM da Fianna.)
Messaggio: #1
ex addotti
Ciao a tutti. Sono un' ex-addotta che ha scritto un libro, una sorta di autobiografia in cui ho cercato di analizzare la mia vita dandogli un senso attraverso la comparazione delle mie vicissitudini con la casistica riguardante le abduction. Fin da piccola sapevo che la mia esistenza veniva regolata da qualche cosa che sfuggiva al mio controllo, avevo un essere alto e biondo sempre accanto a me ed ero torturata continuamente da voci , presenze, visioni,ricordi che parevano non appartenermi, incubi e fenomeni a carattere fortemente paranormale. In prossimità della mia liberazione, ho deciso di scrivere la mia esperienza, con l'augurio che riesca ad aprire un po' le menti sulla realtà delle abduction e risvegli la coscienza di qualche addotto inconsapevole di essere tale o qualche "contattista" che si ritiene un privilegiato: molte sono le spiegazioni che vengono date a certi accadimenti, ma solo con l'ipotesi delle abduction e gli studi effettuati da Alex Losciale, Serena Perfetti e Luciano Madon in proposito ho potuto liberarmi dal mio inferno personale. Mi auguro che non lascerete morire il mio libro, sono pochissime le testimonianze di addotti pubblicate.
La fotografia del mio libro verrà inserita da Fianna, perchè come ho già spiegato coi computer sono un autentico disastro Big Grin
Da Rapita.Storia vera di un'addotta :
"Il ragazzo mi guardava dall’alto di una roccia sospesa nel vuoto.
Sopra di lui il cielo era blu cobalto, dello stesso colore delle sue iridi enormi. Mi appariva come uno squarcio nell’oscurità, nella realtà.
Un’immagine a tre dimensioni che incombeva sul mio lettino. Avrò avuto 2 anni e mezzo, 3 al massimo.
Non riuscivo a muovermi, nemmeno a chiudere gli occhi, non potevo in alcun modo sottrarmi a quella vista: faticavo a respirare ed ero completamente terrorizzata. Sentivo di amarlo profondamente ma, nel contempo, mi atterriva.
C’era qualcosa di profondamente sbagliato nel suo volto, negli zigomi alti ed aguzzi , nel naso piccolo e diritto, nelle labbra un po’ carnose, lievemente femminee.
La carnagione era scura, ambrata, nettamente in contrasto col biondo dei capelli, lunghissimi e lisci, dello stesso identico color grano, dalle radici fino alle punte. Il cranio era stretto ed oblungo, gli occhi troppo grandi, leggermente sporgenti, obliqui, le iridi feline , verticali, così spaventose, ma al contempo familiari.
Conoscevo quel ragazzo. Come età pareva avere non più di 25 anni, ma lo sentivo infinitamente più vecchio.
Mentre respiravo a fatica e tentavo di liberarmi da quella insolita paralisi, in mente avevo solo una cosa : FUGGIRE. Lontano dalla tremenda visione, lontano da LUI, il più lontano possibile. Ma poi, lentamente, costretta mio malgrado a fissare quelle pupille terrificanti, mi rilassavo e ripiombavo nel sonno."

   
su http://www.omnicolore.it


Fianna -intervenuta solo per mettere l'immagine e il link al libro-
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