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Piano Psicologico: indifferenza solitudine paura
05-05-2020, 10:15 PM
Messaggio: #1
Piano Psicologico: indifferenza solitudine paura
Ciao a tutti! sono denial, ho 31 anni, in liberazione con LARIS da 4 settimane.
Con questo post vorrei condividere la mia esperienza personale, sperando possa essere utile a qualcuno.
Sono venuto a conoscenza della LARIS e del PPA circa un'anno fa, quindi gli eventi precedenti (ovvero tutta la mia vita) devono essere visti con gli occhi di chi non capisce cosa gli stia succedendo intorno.


INFANZIA
Per fortuna ho pochi ricordi della mia vita. per fortuna, perchè quelli che ho sono tristi, dolorosi e auto-umilianti. Ma è così che funziona il PPA.
Sono sempre stato una persona socialmente deficitaria, non sono mai riuscito ad avere amicizie serie, neanche da bambino.
ovunque andassi e qualunque cosa facessi ero sempre il "diverso", quello che aveva qualcosa "che non andava",e non era solo una sensazione interna ma sono sempre stato etichettato così anche dall'esterno.
Ho sempre avuto una voce in testa che mi annebbiava il cervello, è sempre stata così forte che di fatto andavo in giro a parlare da solo. Che sfigato!
fin da bambino quella voce era così pressante che avrei voluto sbattere la testa contro il muro! robe da malattia mentale.

La mia famiglia, ovviamente addotta, è sempre stata assoggettata al PPA, dunque, oltre a subirne le conseguenze nella sfera privata, i miei familiari erano anche burattini che agivano contro di me.
Questo si è tradotto in situazioni familiari critiche: urli, minacce di botte e violenza costanti, paura incondizionata ogni momento di vita, indifferenza totale.
Paura e indifferenza, il riassunto della mia vita.

con i miei nonni paterni (vivevano attaccati casa mia) andava un po' meglio, ricevevo molte cure e molto amore da loro.
Erano però persone molto rigide, che pretendevano molto anche dai bambini: in poche parole dovevo essere come volevano loro: servizievole e sottomesso --> chi potrebbe volere un essere umano con queste caratteristiche?

ancora non sapevo nulla, ero solo un bambino bisognoso di affetto, e credo sia stato in questo contesto che decisi di annullare la mia personalità per poter essere amato.

Dalla parte materna le cose erano diverse: mio nonno è morto quando avevo due anni, quindi ricordo solo mia nonna (ancora in vita). Lei vive a circa 10-15km da casa mia, ma quando ero piccolo (almeno nella mia famiglia, leggi PPA) sembravano distanze siderali. La vedevo di rado.
Ogni estate mi fermavo da lei per circa una settimana e stavo da dio. veramente bene: un piccola pausa dall'inferno quotidiano.
Ricordo ancora quanto piangevo ogni volta che mia mamma mi veniva a riprendere. sembravo un deportato.
Stavo male per almeno una settimana. Lo ricordo ancora molto bene.

non mi sono mai piaciuti gli sport. ho provato a farne diversi: calcio, nuoto, karate, basket. un fallimento continuo.
non avendo mai avuto una struttura familiare di supporto non ho mai sviluppato autostima e tutti quei bei sentimenti che l'accompagnano.
Provando io paura, senso di incapacità e inadeguatezza vedevo gli altri così bravi in tutto quello che fanno mentre io mi sentivo uno schifo.
così i risultati ottenuti erano deludenti e il mio senso di vergogna verso me stesso continuava a crescere.

e continuavo ad auto-isolarmi.

ADOLESCENZA
Arrivata la pubertà ero totalmente impreparato: se prima non ero adeguato ad un mondo tuttavia tranquillo, figuriamoci con gli sviluppi di questa fascia d'età.
Piango ancora mentre scrivo.

già la scelta della scuola è stata tragica: i miei genitori volevano il figlio dottore, quindi l'alberghiera che volevo fare io non era adeguata. io non ero adeguato alle loro esigenze.

sono arrivato in prima liceo che avevo non so quanti TIC nervosi. sembravo spastico, e già non godevo di chissà quale bellezza. parlavo da solo, sembravo spastico, ero timido e incapace di socializzare, ero goffo e deriso...già intuito il seguito?

tra 15 e 18 anni circa ho sofferto di disturbo depressivo maggiore: nella fascia d'età che rappresenta il massimo della vita, delle esperienze ecc io volevo suicidarmi. ovviamente ero troppo inadatto anche per questo.

SEGUITO
tralascio ora tutti i dettagli venuti dopo: dico solo che qualunque cosa ho fatto è sempre stata emotivamente nulla, vuota, inutile e insensata. Ho sempre e solo sofferto psicologicamente.
non sono mai stato in grado di avere più di due o tre amici, e anche quelle relazioni le vivevo con superficialità. Ora, dei 3 amici che mi restano, una vive a 400km da me, uno a Berlino e uno in Australia.
Sono solo al mondo, sono sempre stato solo al mondo.
Uno o due anni fa ero anche stato a colloquio con una neuropsichiatra per una possibile diagnosi di Autismo (Asperger) alla quale ovviamente sono risultato negativo (PPA: altrimenti tutto avrebbe avuto un significato diverso e avrei potuto iniziare a vivere, così invece sono restato il solito sfigato!).

LARIS
Da quando ho iniziato il mio percorso laris, finalmente la vita ha acquistato un significato, le cose stanno iniziando a cambiare. non è facile perchè più cerco di liberarmi più calcano la mano, e quindi più depresso mi sento, però almeno ora la depressione ha un altro significato, quasi di libertà.
Aggiornerò questo post quando sarà finita.
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