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FMS , flash mental simulation , cosa è come funziona :)
13-06-2011, 11:19 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 10-11-2012 01:49 PM da Fianna.)
Messaggio: #1
FMS , flash mental simulation , cosa è come funziona :)
La Flash Mental Simulatio è una tecnica da eseguire assolutamente con un esperto , significa che ci sono stati casi di persone che le hanno eseguite da sole o su altri che si sono messe nei guai. Non fatelo mai, se pensate di essere addotti e di necessitarne, contattate prima un ricercatore, e chiedete a lui!
A chi prevede di poterne avere bisogno ne è SCONSIGLIATA LA LETTURA anche, per non influenzarsi poi nello svolgimento della tecnica.

La FMS veniva usata prima del TCT dinamico, oggi i ricercatori preferiscono usare quest'ultima tecnica, che pare sia migliore.


Tratto da " L'Universo a Colori " di Corrado Malanga.
testo completo scaricabile qui

Flash Mental Simulation: i colori dell’anima.

In un precedente articolo dal titolo Simulazioni Mentali, abbiamo tentato di descrivere le
procedure per collegare la parte animica a quella mentale, a quella spirituale, tramite
l’esercizio di SIMBAD. Ricordiamo, in questa sede, che l’esercizio di SIMBAD era stato
costruito per ovviare alla impossibilità di mettere sotto ipnosi centinaia di migliaia di
persone che sono affette dal problema delle adduzioni aliene.
Come si è visto in quella sede e si è documentato con ampia letteratura, le simulazioni
mentali, costituiscono un valido sistema per risolvere problemi nella pratica. Noi
sostenevamo che, oltre ad aiutare il cervello a risolvere problemi virtuali, e dunque riuscire
a trovarsi poi nella pratica avvantaggiati, come dire, allenati, alla risoluzione del problema
esterno alla nostra simulazione mentale, si potesse riuscire a modificare il futuro creando i
presupposti per la cancellazione del problema stesso.
La PNL (Programmazione Neuro Linguistica) sembrava agire operando su tali parametri
che peraltro sarebbero stati anche i parametri descritti da alcuni esperimenti di fisica
subatomica e quantistica (il paradosso di Einstein, Rosen, Podovsky).
Tutto ciò veniva direttamente confermato da alcune interpretazioni dei dati scaturiti dalle
ipnosi regressive che permettevano al soggetto addotto di liberarsi della presenza aliena
sia nel suo presente, che nel suo passato, che nel suo futuro, che veniva “modificato” dalla
volontà della coscienza dell’addotto stesso.
Tali ipotesi di lavoro venivano apparentemente confermate da alcuni episodi in cui si
registravano variazioni della realtà virtuale che ci circonda (guarigioni da malattie,
eliminazione di microchip negli addotti, senza intervento chirurgico, distruzione di tali
oggetti senza rimozione fisica, fenomeni paranormali forti, eccetera). In questo contesto
sembrava evidente ancora una volta che la parte animica del soggetto, chiamata in causa
durante le sedute di ipnosi regressiva, potesse per così dire, “fare i miracoli”, ove per
miracolo si intendeva la alterazione dei parametri spazio energetico temporali della
virtualità dell’Universo bohmiano.
Giungevamo così a progettare una procedura che, in una sola seduta ipnotica, potesse
ottenere l’effetto di tirare fuori il soggetto addotto dal problema della sua adduzione. Anima
sarebbe stata riprogrammata ed, attraverso il suo atto di volontà, avrebbe agito sulla sua
coscienza, la parte divina e reale del proprio sé, alterando i parametri della virtualità e
rifiutando di continuare una esperienza per sé giudicata dannosa.
La procedura applicata su diversi soggetti sembrava dare ottimi risultati e dove l’alieno
tornava ad importunarlo, egli comunque non poteva più nulla se non disturbare da lontano
l’uomo, che non veniva più addotto.
La procedura era complessa e una seduta ipnotica durava circa due ore.
Successivamente il soggetto veniva seguito per circa un mese per monitorare i suoi
rapporti con il mondo circostante e quindi anche con la specie aliena, che avrebbe tentato
di riprendersi quello che riteneva suo.
Se la procedura era stata correttamente svolta, il soggetto non si faceva più prendere
anche se sovente subiva ancora traumi psicologici, nel tentativo di difendersi dalla
interferenza che “non mollava l’osso”, per così dire.
Bisogna sottolineare come alcuni soggetti riuscivano a liberarsi solamente effettuando una
serie di SIMBAD mirati ed, in questo contesto, avevamo notato come quando il SIMBAD
veniva condotto da un operatore esterno al soggetto stesso (SIMBAD Guidato) l’addotto
avesse più facilità ad entrare nella sua realtà virtuale interna con conseguenti migliori
risultati e rendimenti.
Secondo noi, tutto questo era dovuto al fatto che nella simulazione mentale del SIMBAD il
soggetto deve recitare contemporaneamente due ruoli: quello di chi domanda e quello di
chi risponde sotto forma di diversa coscienza. In parole povere questo sdoppiamento,
questo doppio ruolo, può creare un rallentamento delle funzioni cerebrali che, secondo le
teorie di Pribram, sarebbe proporzionale al numero di operazioni che il cervello stesso
deve effettuare in un ciclo macchina, intendendo il cervello come un computer biologico.
Per esempio quando nel SIMBAD il soggetto parla con la sua parte animica lui stesso è
inconsciamente anima ma si deve sdoppiare in un doppio ruolo, quello di chi chiede e
quello di chi risponde e nel fare ciò deve assumere, in alternanza, due stati coscienziali
differenti: quello di anima che risponde e quello della triade (anima, mente e spirito) che
domanda.
Ma se in un esercizio di simulazione mentale, indotto dall’esterno, riuscivamo ad ottenere
gli stessi risultati di una ipnosi profonda, allora potevamo costruire una simulazione
mentale che ci potesse garantire se non altro gli stessi risultati senza l’uso dell’ipnosi.
In questo caso avremmo costruito una specie di SIMBAD modificato opportunamente, che
avesse avuto l’unico rapido scopo di liberare l’addotto dal suo problema, mettendolo in
condizioni di potersi difendere dalla stessa interferenza aliena, nel futuro.
Inoltre se non fosse stata necessaria la tecnica ipnotica o alcune informazioni di PNL tutti,
opportunamente preparati, avrebbero potuto condurre l’esercizio su chiunque altro.
Il vantaggio di una operazione del genere sarebbe stato elevato poiché avremmo ottenuto
•Velocità operativa
•Assenza di particolari prerequisiti dell’operatore (vedi dopo)
•Metodi meno invasivi dell’ipnosi profonda
•Assenza totale di interferenze aliene durante lo svolgimento della simulazione
•Raggiungimento in breve tempo di una gran quantità di addotti
•Utilizzo di mezzi di comunicazione telematici per la procedura senza spostamenti sul
territorio
•Costi azzerati
•Scavalcamento del problema inerente le ipotesi di illegalità sull’uso ed abuso di tecniche
ipnotiche, spesso sollevato dai nostri detrattori
La nuova tecnica
L’esercizio mentale che proponiamo qui di seguito è stato ampiamente testato su decine e
decine di nuovi addotti e consta di differenti moduli applicativi che tecnicamente
potrebbero essere applicati, anche non in sequenza e staccati quindi tra loro, su addotti
parzialmente liberati ma che devono invece essere applicati ad un nuovo addotto in
sequenza operativa precisa come è quella che viene esposta qui di seguito.
la flash mental simulation (FMS)
La simulazione mentale deve essere guidata da un soggetto esterno che può non
possedere particolari informazioni sul funzionamento di tecniche di PNL o di ipnosi ma che
deve possedere una ottima conoscenza del fenomeno adduttivo secondo i nostri studi. Va
sottolineato però che tale simulazione anche se può sembrare un gioco va a colpire ed
attivare i quattro canali archetipici più importanti dell’essere umano e deve essere
condotta con grande maestria ed esperienza per evitare che il soggetto finisca
involontariamente in uno stato ipnotico profondo, con conseguente incapacità di gestione
di chi pratica la metodologia, se non esperto di queste tecniche. Dire che non sono
necessari particolari prerequisiti per praticare la tecnica non vuol dire dunque che tutti la
possano applicare sconsideratamente.
La simulazione mentale prevede di far ricostruire al soggetto un luogo preciso, che gli
verrà descritto in anticipo, in cui egli si vede e si percepisce volare.
Questo primo step, che rappresenta il primo modulo o modulo introduttivo, accosterà
inconsciamente potenti archetipi alla simulazione mentale, allertando, in questo modo, le
componenti animica, spirituale, mentale e corporea del soggetto stesso, pur non
chiamandole in gioco apertamente.
In parole povere si evocherà per esempio la parte animica del soggetto senza che i suoi
parassiti interni o la sua memoria aliena attiva (MAA) siano coscienti di ciò che sta
accadendo.
Avevamo infatti potuto notare come alcuni soggetti non riuscissero a ottenere buoni
risultati con il SIMBAD a causa di forti interferenze interne alla stanza virtuale del SIMBAD
stesso, dovute all’attività di tre componenti: il Lux, la MAA ed il Parassita Extracorporeo, di
cui abbiamo a lungo parlato nei nostri precedenti lavori.
Con questa nuova procedura invece non è ancora accaduto che un parassita alieno abbia
preso in mano la situazione ed abbia impedito lo svolgimento corretto della procedura.
Almeno questo primo risultato era stato ampiamente raggiunto.
Nel modulo iniziale si mette a contatto il corpo del soggetto con le sensazioni ideiche di
aria, acqua, terra e fuoco, attivando inconsciamente le quattro componenti dell’uomo.
Mentre il soggetto viene distratto ed attirato dalla descrizione delle quattro forze che lo
circondano e che vengono richiamate in continuazione da colui che conduce la
simulazione, si porta il soggetto a ritenere che non stia succedendo nulla di anomalo o di
pericoloso. Questo tipo di approccio rilassa il soggetto in modo profondo e quando ciò è
accaduto il secondo modulo produce un distacco della parte animica con la quale il
soggetto avrà un colloquio preferenziale, tramite un processo detto di “dissociazione
semplice” (io vedo la mia anima esterna a me).
Questo modulo, detto di riconoscimento, accade in una zona di spazio tempo in cui solo
anima e l’interlocutore possono interagire tra loro. A questo punto della simulazione
qualsiasi tipo di interferenza sia aliena che militare, sia interna che esterna al corpo del
soggetto non ha più possibilità di essere effettuata. Ci aiuterà in questa situazione
l’archetipo dello specchio, già utilizzato abbondantemente nel SIMBAD come strumento di
controllo delle identità delle entità che si presentano nella stanza virtuale interna e che
devono specchiarsi per confermare la loro reale natura.
Successivamente partiranno i moduli operativi dove, in ordine preciso e con la tecnica
della “doppia dissociazione”, la parte animica del soggetto verrà messa in condizioni di
leggere nel corpo, contenitore dell’addotto, la presenza di differenti microimpianti, con
conseguente eliminazione di essi. Successivamente alla parte animica verrà chiesto di
cercare le copie del suo contenitore in mano aliena e militare e successivamente di
distruggerle o di eliminarle dallo spazio tempo.
Il modulo successivo viene detto dell’album delle fotografie. Si chiederà ad anima di
mostrare le fotografie di tutti coloro che sono venuti a prendere questo contenitore così
che anima li veda e li riconosca o meglio prenda coscienza di loro. Una volta effettuata
questa operazione, nell’ambito di questo modulo, si chiederà ad anima di eliminare dal
futuro di quel contenitore tutti i personaggi dell’album delle fotografie. Si chiederà di
controllare di nuovo se nel futuro essi tornano e si insisterà fino a che il soggetto “non
vede” più, nel suo futuro, gli alieni che intervengono su di lui.
Questo punto è importante che sia effettuato con accuratezza perché corrisponde alla fase
di riprogrammazione del futuro tanto caro alla PNL classica.
A questo punto si chiede ad anima di ricordare il suo primo contenitore e nel caso esso
risultasse il contenitore di un Uomo Primo (Up) si deve procedere ad un ulteriore modulo
che descriveremo più avanti. Se invece anima non possiede questo ricordo si procede a
chiederle di unirsi alla propria mente ed al proprio spirito e provare la fusione. Infine si fa
uscire dallo specchio il soggetto, che torna nel nostro universo virtuale.
A questo punto il soggetto è potenzialmente liberato per sempre dal problema alieno.
Anche se gli alieni tornano, non riescono più ad utilizzarlo. In questo contesto bisogna
però specificare quale deve essere l’atteggiamento dell’addotto da questo momento in poi
verso l’alieno, per evitare spiacevoli situazioni di recrudescenza del fenomeno che
descriveremo subito dopo aver descritto i singoli moduli nei particolari.
Modalità operative
Modulo Introduttivo
Si chiede al soggetto di costruirsi un mondo interno in cui egli volerà.
Questo mondo deve contenere il mare, che si perde all’orizzonte in tutte le direzioni, il
cielo , con il sole che scalda l’aria ed un’isola posizionata da qualche parte a piacere.
Si deve chiedere al soggetto di volare in questo contesto e mentre lo fa gli si dirà di farci la
telecronaca in diretta del suo volo. Si aiuterà il soggetto alla visualizzazione del contesto
con frasi del genere:
.. quando volerai verso il basso, sul mare, sentirai forte il rumore dell’acqua e delle onde,
avrai addosso quella specie di sensazione di appiccicato classica del sale marino e
sentirai anche un po’ gli spruzzi dell’acqua addosso a te, ma quando voli in alto si sentirà
un certo tepore dovuto al sole che si avvicina e, se voli piano o stai fermo, si sentirà sulla
pelle del volto o nelle orecchie, il rumore dell’aria. Un rumore sottile e flebile se sei fermo
sospeso a mezz’aria, ma forte come se avessi la testa fuori dal finestrini di un treno, se
voli velocemente ...
Mentre il soggetto è intento a descrivere con i suoi canali VAK il contesto e le sensazioni
che prova, gli chiederemo ad un certo momento (dopo sessanta secondi circa dall’inizio
della sua cronaca in diretta):
.... come sei vestito? Fa caldo o fa freddo? C’è vento forte?...
E solo dopo che il soggetto ha focalizzato anche queste ancore cenestesiche, gli si dirà
che:
...... sospeso nel cielo c’è un puntino molto distante, sospeso a mezz’aria, e se lui ci vola
vicino si accorgerà che quel puntino è uno specchio sollevato a mezz’aria .....
Gli chiederemo di fermarsi di fronte allo specchio e di specchiarsi per vedere come è
vestito. (prima dissociazione semplice).
Una volta che il soggetto si è visto allo specchio e si è dissociato (questo vuol dire che sta
cedendo al lobo destro il controllo delle immagini simulate e cioè stiamo andando sotto il
controllo principale della parte animica), gli chiederemo di volare dentro lo specchio, in un
sol balzo, perché di la c’è un altro posto dove solo lui e la sua anima possono stare.
Il soggetto vola dall’altra parte. (fine primo blocco)
Note:
In alcuni casi il soggetto vede uno specchio tutto nero. In quel caso si deve dire al
soggetto che c’è un altro specchio tutto luminoso dentro il quale deve entrare e trascurare
quello nero.
Lo specchio nero è la rappresentazione di un tentativo da parte dei parassiti alieni, ospiti
all’interno del contenitore dell’addotto, di fuorviare il soggetto.
Un’altra tecnica usata con successo ed applicata quando il soggetto entra per sbaglio
nello specchio nero è di dirgli che esiste ancora un altro specchio luminoso all’interno di
quel luogo.
E lo si invita ad attraversare anche quello.
L’archetipo dello specchio è molto potente ed evoca inconsciamente il luogo dove anima,
abita al di la del tempo.
Evoca inoltre sempre inconsciamente la geometria dell’universo virtuale di Bohm che non
permette a coloro che non sono atemporali di finire in un luogo atemporale come quello. In
altre parole da un punto di vista ideico-mitologico e dunque simbolico-archetipico si
supera la soglia del luogo in cui chi non è anima non può essere.
Nella storia della fiaba il diavolo o il vampiro o lo zombie od il morto vivente non hanno
immagine speculare, non possiedono ombra e non solo non possono passare dall’altra
parte, luogo del mito dell’anima ma non hanno nemmeno immagine speculare perché la
loro immagine cioè la loro essenza del mondo virtuale fatta di fotoni che rimbalzano contro
la materia e che interagiscono con essa, viene “rigettata al di qua” e non può andare oltre.
Inoltre bisogna sottolineare come, in questo mondo virtuale ed archetipico creato dalla
mente del soggetto, potenti sono gli archetipi di: terra, aria, fuoco ed acqua ed è bene
passare rapidamente alla visione finale dello specchio. Il modulo non deve durare più di
tre minuti e comunque direi che diventa rischioso se supera i cinque minuti. In questo
periodo di tempo è bene far focalizzare subito l’attenzione del soggetto sullo specchio, che
deve essere collocato a mezz’altezza, nel cielo (si favorirà questa visione con le
opportune induzioni visive). Un periodo di osservazione troppo lungo dell’isola potrebbe
indurre il soggetto a vedere nel suo corpo, gli agganci con i vari parassiti, così come il
soffermarsi sull’aspetto del mare potrebbe indurre la mente del soggetto a “buttar fuori”
tutte le problematiche mentali del nostro ipotetico addotto. In questa fase, il mare verrebbe
descritto come decisamente nero e burrascoso e sull’isola potrebbero prendere corpo
figure di alieni legate alla presenza della Memoria Aliena Attiva (MAA) o legate alla
presenza di alieni parassiti come il Biondo a sei dita o l’alieno identificato con la sigla
convenzionale di Horus.
Modulo del riconoscimento
Appena ciò accade (dopo circa tre secondi) si deve chiedere al soggetto di descrivere il
luogo che è dalla parte opposta dello specchio. E rapidamente le si chiede di cercare la
sua anima con la frase:
.. ora cercala, lei è li da qualche parte, c’è solo lei li dentro ...
Se il soggetto non riesce a scorgere niente attendere qualche secondo e ritornare alla
carica con una semplice suggestione visivo cenestesico auditiva:
... guarda ora arriva, la senti?.... ecco!
Quando il soggetto ha focalizzato la sua parte animica la deve descrivere.
La descrizione della parte animica è un passo fondamentale del modulo di riconoscimento
dove il conscio prende coscienza dell’inconscio ma manca ancora la seconda parte del
riconoscimento.
... chiedi alla tua anima se sa chi è lei e che tu sei il suo contenitore?.....
Da questo momento in poi l’aggancio conoscitivo è stato effettuato. Anima può parlare a
parole a gesti o in qualche altro modo basta che si faccia capire. Se in questo contesto ci
sono delle incertezze sulla comunicazione animica bisogna chiedere al soggetto di farsi
intermediario tra noi e la sua anima perché essa si faccia comprendere bene perché non
ci devono essere malintesi.
A questo punto si esorta il soggetto a chiedere alla sua anima se conosce i “signori che
vengono a prendere lei ed il suo contenitore”....
Anima può rispondere si, no, bho! Ed in questo contesto si chiede ad anima se sa perché
questi “signori” vengono. Se non lo sa le si chiede se vuole che noi la si informi.
In questo contesto chi sta conducendo l’esercizio dirà ad anima con parole semplici e
concetti archetipici che questi signori vengono per lei e vogliono la sua energia e che è
bene che ciò non accada perché tutto questo mette in pericolo la sua esistenza e quella
del suo contenitore.
Se anima attraverso il nostro addotto risponde che “per lei non è un problema”, la si invita
a guardare nel suo futuro ed osservare cosa accade se lei non interviene, suggerendogli
che lei verrebbe bloccata e fatta schiava per sempre e non potrebbe effettuare le sue
esperienze. Insistere con il termine: bloccato, prigioniero, mancanza di esperienza,
obbligato, contro la volontà, prigione.
Non utilizzare o evitare termini temporali del tipo: prima, dopo, dove sembra si possano
utilizzare termini come: attimo, sempre, mai-più (non “mai”, da solo), istante, attuale, ora.
Anima rapidamente si rende conto cioè acquisisce coscienza della sua situazione ed a
questo punto le si chiede se vuole che “questi signori” non vengano più! (mai-più).
Se anima è d’accordo, le si chiede se sa come fare ad ottenere questo risultato. Anima
dice quasi sempre di no.
Allora le si chiede se vuole che le si insegni a farlo. Anima dice sempre di si.
E dunque, a questo punto, inizia il terzo modulo (fine secondo modulo).
Note:
Il luogo al di la dello specchio è sovente buio oppure luminoso oppure eguale al di qua ma
dove non c’è nessuno. Statisticamente sembra che la risposta più probabile sia un luogo
buio dove i fotoni non possono muoversi, quasi a dimostrare che un loro movimento
produrrebbe tempo e siccome il tempo non esiste questo luogo si paragona all’orizzonte
degli eventi di un buco nero.
Sovente alla fine della simulazione mentale il luogo diventa sempre più chiaro fino a
diventare bianco, quasi a dimostrare che anima ha cambiato sede ed ora si è riunita alla
coscienza od ha comunque acquisito consapevolezza del sé.
Modulo della bonifica del contenitore
Si chiede ad anima di osservare (non “guardare” che è un termine esclusivo per visivi)
all’interno del cranio del proprio contenitore e di verificare se ci sono cose senza vita che
non sono le sue.
Lo scopo di questo passaggio è quello di far prendere coscienza ad anima di tutti i
microchip che sono all’interno del contenitore e dopo la presa di coscienza eliminare il
problema con l’utilizzo del suo atto di volontà.
Si sta per operare una Doppia Dissociazione cioè l’istante in cui anima prende il controllo
della situazione e da questo momento in poi potrebbe essere direttamente lei a
interloquire con il conduttore della simulazione mentale, senza passare attraverso la
mediazione del conscio.
Si chiederà ad anima di guardare dentro il cranio del soggetto con frasi del tipo:
... da li si vede bene ... se c’è qualcosa che non è del contenitore esso appare con colori
differenti..
La risposta di anima non tarda a arrivare. Il soggetto accompagna lo scanning di anima
con il movimento della testa e dei bulbi oculari come a seguire la scena.
Anima deve essere condotta a verificare la presenza di tre microchip che sono quello
pineale, quello frontale (detti emozionale e posizionale) e quelli dietro i padiglioni
auricolari, di solito dietro uno solo delle due orecchie esterne.
A volte anima li vede tutti distintamente anche se non è stata avvertita né della posizione
né della tipologia dell’impianto. A volte vede anche altri impianti (raramente) che sono però
di tipo soggettivo e cioè non sono generici di tutti gli addotti ma personalizzati per risolvere
qualche problema legato a quel particolare addotto.
Dove invece anima abbia qualche dubbio saremo noi, cioè l’operatore esterno, che deve
indicherà ad anima dove guardare.
Questo aspetto della questione non deve sembrare una imposizione a trovare cose che in
realtà non ci sono ma deve essere solo legato al fatto che se anima non ha coscienza
delle cose che deve cercare non le troverà mai.
Una volta che anima ha localizzato questi primi tre microchip le si chiede di analizzare le
posizioni dietro i bulbi oculari ed in bocca sul palato.
Anima localizza subito la posizione giusta degli oggetti ed a quel punto le si chiede se
vuole eliminarli?
Anima dice sempre di si.
A questo punto le si chiede se sa come fare e se vuole che le si dica come deve fare per
eliminarli.
Anima vuole sapere di solito come fare..ed a quel punto le si dice di utilizzare il suo atto di
volontà con le parole:
.. basta volerlo.. ed accompagnare questa esortazione con un ancora visiva del tipo:
.. è come se partisse un raggio che distrugge questa roba.. tu lo fai partire e colpisci il
punto dove c’è questa cosa e questa cosa scompare perché non è mai (mai-più) esistita..
la cancelli da adesso e da sempre (dal passato, presente e futuro)... cominciamo da
quello dentro la testa ....
E poi si ripetono, ogni tanto, mentre anima è alle prese con la eliminazione fisica dei
microchip, frasi come:
... mai-più, è la tua volontà che lo vuole, un raggio luminoso che elimina dalla tua
esistenza, quella roba..
Si incoraggia anima a fare questo trattamento anche agli altri microchip senza
dimenticarne nessuno.
E si chiede ad anima di dirci quando ha finito, ad ogni microchip eliminato.
Poi si chiede ad anima di osservare e cercare nello stomaco, in una delle due mani, nei
genitali, in uno dei due piedi.
Anima inevitabilmente trova il chip nello stomaco tra due dita della mano in
corrispondenza ad una micro cicatrice e in uno dei piedi di solito nell’alluce.
Il microchip nei genitali è probabilmente un anticoncezionale (ad anima va detto).
In alcuni casi mentre anima fa l’introspezione ai genitali si scopre che esiste la possibilità
di monitorare anche un feto alieno (è successo alcune volte).
In questo caso nelle femmine può scoppiare una crisi emotiva forte.
Va detto che bisognerebbe evitare di produrre la simulazione mentale quando una addotta
è portatrice di feto alieno perché anima si rifiuta di eliminarlo e questo produrrà
inevitabilmente una successiva adduzione dell’addotta dopo il trattamento, da parte dei
possessori del feto stesso, nel tentativo estremo di recuperarlo in extremis.
Ripresa che costituirà l’ultimo rapimento.
In altre parole anima permette all’alieno di riprendersi il loro feto dopo di ché non si
risponde più del trattamento di favore che anima ha prodotto e l’alieno non riesce più ad
avvicinarsi al contenitore dell’addotto.
Note:
Abbiamo provato in alcuni casi, a chiedere ad anima se volesse espellere il feto alieno e
quando lei fosse stata disponibile a questa operazione abbiamo chiesto di farlo.
Tale trattamento produce l’espulsione di materiale placentare nel giro di 24 ore dalla fine
della flash simulation.
Non abbiamo avuto modo di analizzare tale materiale fino ad oggi.
Questo tipo di situazione porta a supporre che la parte animica possa decidere se avere
un figlio o non portare avanti la gestazione, che a volte, nella vita quotidiana di tutti i giorni,
viene interrotta da fattori che oggi come oggi possono essere ascritti a fattori solamente
chimici ma che sembrerebbero avere motivazioni psicosomatiche forti (la volontà di anima
a non produrre altri contenitori).
Quindi si chiede ad anima di monitorare la spina dorsale dall’alto al basso.
Ci sono tre micro impianti che appaiono ad anima all’altezza della cervicale, tra la quarta e
la quinta vertebra lombare ed in fondo alla schiena.
Sovente esiste un micro impianto anche sotto il cervelletto che viene confuso con
l’impianto cervicale a livello di spina dorsale ma che “forse” rappresenta un ulteriore altro
innesto.
Con la stesa procedura si esorta anima a far fuori gli impianti.
Questi ultimi impianti sono legati all’alieno Horus ed al Ringhio (il biondo a sei dita), vanno
ad interagire direttamente sul cervello non a livello di anima e spirito ma a livello di mente.
In generale esistono due ipotesi di trattamento degli impianti che vengono probabilmente
determinate dal tipo di vocaboli utilizzati nel colloquio con anima stessa.
In alcuni casi i microchip vengono rotti e non funzionano apparentemente più con
scomparsa dei fischi nell’apparato auditivo, delle interferenze con apparati elettronici
(telefonini, gate all’aeroporto, in banca, eccetera), in altri casi spariscono fisicamente
(evidenze con controlli tac o RMN fatti prima e dopo il trattamento), (fine terzo modulo).
Note:
Durante la fase di eliminazione dei quattro agganci sul retro del corpo, Anima può avere
una percezione spontanea del parassita Horus\Ra e\o del Sei-dita\Ringhio ad essi
collegati. Questo fenomeno, dovuto al "contatto" di Anima con i suddetti agganci durante il
loro scioglimento, può essere sfruttato per eliminare da subito chi viene così percepito,
evitando quindi di rimandare la cosa e lasciare anche un'opportunità di interferenza.
Per fare ciò è sufficiente indicare ad Anima di "risalire" all'altro capo degli agganci onde
scorgere i due alieni, sia nella forma incorporea tipica del loro universo, che in quella
corporea che assumono nel nostro, ed eliminarli in entrambe le forme.
La loro percezione sarà così molto più chiara, non essendo necessario "imboccare" Anima
indicandole le “figure” da cercare, nel caso non le identificasse da sola.
Ciò risulta particolarmente efficiente nei casi in cui, in una precedente FMS, il soggetto,
con la sua Anima, non fosse riuscito a trovare uno dei due parassiti trans-dimensionali, o
nessuno dei due, producendo sull'addotto l'erronea impressione che qualche alieno
potesse mancare all'appello, con la conseguente l'illusione di essersi definitivamente
liberato., Seguendo infatti lo schema di base della procedura, questi due alieni verrebbero
eliminati solo in una fase successiva a questa, dove non sarebbe più possibile ricorrere a
tale scorciatoia, essendo stati ormai sciolti gli agganci con essi.
Si può quindi impiegare questo metodo preventivamente, al termine di questo modulo,
soprattutto se si fossero già presentate difficoltà nella scansione e nella pulizia del
contenitore.
Modulo di eliminazione MAA e LUX ed eventualmente parassita trans dimensionale
Solo dopo aver eliminato le interferenze di natura elettronica si chiederà ad anima di
verificare il cranio di questo soggetto: le si dirà la frase: ... nel tuo contenitore, c’è
qualcosa di vivo che non è tuo ...... si vede bene da li ... appare come qualcosa di
colorato diversamente dal tuo cervello ....
Osserva bene ....
Anima cerca e nel giro di venti secondi circa trova Lux e MAA a volte prima l'uno o l’altro
indifferentemente. Il lux appare sempre come una pallina luminosa che si sposta per non
essere mirata dal raggio luminoso della volontà di anima e cerca di uscire dalla scatola
cranica posizionandosi a volte sul plesso solare.
Anima deve essere aiutata a parole ed incoraggiata a farlo fuori. Anima può farlo fuori in
un attimo ma sovente è intimorita da questo coso che si muove di propria volontà: ma si
deve insistere e si deve fare in modo che anima lo consumi, lo elimini, lo coventrizzi.
Anima deve essere informata che se il Lux non viene terminato, tornerà.
Il successo della eliminazione del Lux dipende molto dalla efficacia con cui l’operatore
esterno agisce sull’addotto. Sovente il lux prima di essere eliminato scappa fuori dal
contenitore.
In questo contesto bisogna dire ad anima di inseguirlo e terminarlo perché questo è l’unico
sistema per liberarsene. A volte anima non vuole eliminare il Lux ma lo caccia solo dal suo
contenitore. Anima ha comunque imparato a conoscerlo ed a cacciarlo.
Si passerà alla MAA.
Si mostra ad anima un emisfero cerebrale particolare: anima lo trova da solo in perfetto
accordo con il mancinismo del soggetto se presente. (non sbaglia mai e posiziona la MAA
sempre nel lobo sinistro nei destrimani).
Si chiede ad anima di guadare dentro quella zona del cervello del suo contenitore,
colorata in modo differente e vedere una figura, un corpo, qualcosa che occupa quella
zona.
Anima, a questo punto, vede la figura del corpo della MAA e prende coscienza di che tipo
di MAA il soggetto ha sempre portato con sé.
A questo punto si chiede di eliminare anche la MAA con parole del tipo:
.. la tua volontà è come una spugna luminosa che passa sopra quella zona di cervello e la
pulisce,.. via tutto quello che non è tuo.. come se non ci fosse mai-più stato.
L’operazione richiede di media dai due ai cinque minuti.
Quando anima ha finito il suo lavoro, le si chiede di provare a verificare come sta “ora” nel
suo contenitore senza quella roba.
Anima risponde sempre che sta più larga, il suo contenitore risponde in modo rilassato e
anche l’espressione del viso appare più distesa, (fine quarto modulo).
Note:
In alcuni casi il soggetto, o meglio la sua parte animica, percepisce, a questo livello, il
parassita trans dimensionale che è colui che sta all’interno del Ringhio o del Sei dita.
Questo parassita viene percepito come una sorta di forma nera senza tridimensionalità,
sovente legata archetipicamente al cervelletto o comunque alle spalle dell’addotto.
Se questo accade è in questo punto che il soggetto lo deve eliminare con il suo atto di
volontà. La cosa viene vissuta come un distacco forzato e a volte violento, dove la volontà
di anima ha sempre la meglio. Sempre! Non sempre invece questo parassita mostra la
sua presenza e ciò è dovuto ad alcune considerazioni, la prima delle quali è dovuta alla
non continua presenza di tali parassiti agganciati al corpo dell’addotto.
Essi abitano un altro universo e stanno di la.
Sovente non sono agganciati al contenitore che dunque non li vede a questo livello della
procedura, ma li vedrà in seguito nel modulo dell’album delle fotografie (leggi dopo).
Una seconda ipotesi è legata al fatto che il parassita tende a non manifestarsi.
Verrà comunque eliminato nei moduli successivi.
Modulo di eliminazione copie
A questo punto si chiede ad anima se sa che ci sono delle copie che sono state fatte
dell’attuale contenitore, copie che devono essere distrutte, altrimenti, attraverso
l’attivazione di quelle copie, anima sarebbe ripresa contro la sua stessa volontà.
Poi si chiede ad anima di andare a cercare queste copie nella griglia olografica
(ovviamente si userà un termine che lei può comprendere come.. cercare adesso o in
questo attimo o cercare attorno a lei).
Le si dirà che lei sa dove sono le copie e che lei ci si può collegare con facilità e la si
inviterà a cercare i luoghi nell’universo dove queste copie sono.
Anima ci mette circa cinquanta secondi a trovare il primo luogo e nell’arco di tre minuti
circa ha trovato i tre principali luoghi dove sono le copie. Un luogo corrisponde sempre ad
armadi di conservazione.
E’ presidiato da militari. Un secondo luogo è quello dove di solito c’è la razza a cui
corrisponde la memoria aliena attiva del soggetto e dove ci sono cilindri trasparenti in cui
queste copie galleggiano nel solito liquido di conservazione.
Un terzo luogo corrisponde solitamente al luogo caratterizzato da situazioni in cui le copie
sono conservate in orizzontale e sono sovente legate all’alieno Horus o al Ringhio.
Le copie variano di numero da una a tre in dipendenza del luogo di conservazione e dalle
procedure di chi evidentemente le conserva.
Si chiederà ad anima, ogni volta che trova un luogo in cui vengono conservate, di far fuori
le sue copie incoraggiandola, ricordandogli che tanto non sono vive e sono finte, in modo
da evitare crisi e conflitti interni.
In questo modulo si può perdere un po’ di tempo a verificare il contesto in cui le copie
vengono distrutte in modo da verificare la natura dei tre possessori di copie verificando
sempre la presenza del militare, della MAA, che viene così riconfermata con i dati ricavati
dal modulo precedente e del parassita extradimensionale: Horus (che contiene Ra, il
parassita senza corpo) o Ringhio (con il suo contenuto alieno anche esso senza corpo).
(ricordiamo in questa sede che Horus, Ra e Ringhio sono nomi convenzionali da noi dati a
questi alieni in lavori precedenti a questo).
Note:
In realtà ultimamente quando anima descrive il luogo dove vengono conservati i suoi
contenitori vede anche contenitori di altri addotti sconosciuti.
Oggi abbiamo la tendenza a chiedere ad anima di eliminare tutti i contenitori che
percepisce, sia suoi che di altri. Questa operazione ad anima non sembra costare nulla e
produce un vantaggio indiretto per la liberazione di altri addotti ignari di esserlo. (fine
quinto modulo).
Modulo del riconoscimento alieno o album delle fotografie.
A questo punto, dopo che anima si è percepita dentro il suo contenitore senza
interferenze, è possibile riprogrammarla per il futuro ma, per fare questo, anima deve
vedere e riconoscere tutti gli alieni che sono venuti a interagire con il suo contenitore.
Alieni di cui lei non ha ricordo ma che presto riconoscerà.
Si chiede ad anima di costruire un album di fotografie e mostrare al suo contenitore nella
sua mente una immagine di tutti quelli che sono venuti, razza dopo razza.
A questo punto anima, senza alcuna apparente difficoltà, costruisce un album di fotografie
con tutte le specie di alieni che noi descriviamo nei nostri studi.
Ad ogni immagine che descrive sommariamente (non ci dilunghiamo troppo su queste
descrizioni che servono solo ad anima a verificare la tipologia aliena che deve tener
lontana ed a noi a capire quali alieni stia verificando) noi incoraggeremo anima a costruire
la prossima.
Anima deve vedere:
1.Il sauroide
2.L’insettoide
3.Il testa a cuore
4.Il biondo a cinque dita
5.L’anfibio con le dita a rana
6.Il lux
7.Il militare umano
8.Il biondo a sei dita (ringhio)
9.L’horus (l’alieno dalle sembianze di un volatile antropomorfo legato alle antiche civiltà
egizie)
10.L’ebe (il classico grigio in tutte le sue varianti)
11.La macchia nera (il contenuto dei parassiti trans-dimensionali: Horus o Ringhio)
12.Chiunque altro di cui anima abbia cognizione
13.Qualsiasi tipo di UFO che abbia portato ad un rapimento del contenitore e di cui Anima
abbia memoria
In questa descrizione può essere che alcuni soggetti non vengano ricordati e questo può
succedere perché, a tutt’oggi, non abbiamo la certezza che tutti gli addotti abbiano avuto a
che fare con proprio tutte queste specie.
Se anima, ad un certo punto, non ricorda altro, vuol dire che non ha avuto interferenze di
quel tipo e dunque bisogna soprassedere in questa fase eventualmente lasciando spazio
a frasi generalizzanti (in grammatica trasformazionale il processo di generalizzazione
intende non descrivere una classe di appartenenza con elementi categorizzanti in modo
da comprendere tutto il comprensibile) che insegneranno ad anima a non farsi prendere
da nessun altro. In alcuni casi, data l'impossibilità dei soggetti riconosciuti nell'album, ad
avvicinarsi fisicamente ad Anima ed al suo contenitore, sono state tentate interferenze da
parte di UFO stazionanti nei pressi del soggetto, sovente percepiti attraverso il soffitto o il
muro della stanza, diventato trasparente.
Si deve perciò obbligatoriamente introdurre il riconoscimento di questa tecnologia (punto
13), che Anima sembra meglio classificare con il termine "macchine volanti", associato agli
esseri che “sono venuti a prendere il suo contenitore” e che ha già precedentemente
individuato (punti 1-12).
Questo ulteriore richiamo, tiene lontani anche gli UFO che provano ad interferire a
distanza sull'addotto e che Anima non riuscirebbe a contrastare efficacemente, non
essendo mai stata programmata per questo.
La dimostrazione dell'importanza di questo punto, appare confermata sia dalla fine di
questa interferenza, dopo tale programmazione, sia dalla reazione di Anima, in una
minoranza di soggetti, che percependo, come un pericolo, l'UFO nelle vicinanze, lo
neutralizza anche quando non le è mai stato detto di farlo.
Note:
E’ a questo punto che anima deve essere avvisata che l’Horus e il Ringhio sono solo
contenitori di altre “cose senza corpo” che di solito anima vede come macchie informi nere
e bidimensionali e dove “il sei dita” è un contenitore finto mentre “l’Horus” è un contenitore
vivo. Anima deve essere informata che distruggere o cacciare i due contenitori non basta
ma lei deve riconoscere dentro di loro “gli altri” e non farli più avvicinare.
Se a questo punto chiediamo ad anima da dove viene il contenuto di questi due esseri
essa non ha dubbi e dice che queste due entità senza corpo vengono da un altro posto
dove non c’è il corpo o dove tutto si chiude.
Insomma anche se coscientemente, il soggetto addotto non sa niente, anima risulta
comunque molto ben informata, una volta che ha acquisito conoscenza e consapevolezza
delle cose.
Quando anima ha preso coscienza di tutte queste tipologie di alieni e militari (il soggetto
che non ricorda nulla prima di questa simulazione è in grado, a questo punto, di descrivere
esattamente le tipologie aliene perché anima gli mostra le immagini che prende dalla
griglia olografica) può essere riprogrammata.
Le si chiederà se vuole che questi “signori” non vengano più a prendere lei ed il suo
contenitore. Il concetto di lei ed il suo contenitore va sempre ricordato perché altrimenti
anima si riprogramma a non farsi prendere ma non prenderà in considerazione che gli
alieni possano invece interferire sul suo contenitore. Bisogna sempre ricordare ad anima
che anche il suo contenitore non deve più essere preso. Se anima è d’accordo le si
chiederà se vuole che le si insegni a “mandarli via”. Anima risponde sempre positivamente
ed allora le si chiede di osservare il futuro di questo contenitore in un solo attimo.
Potremmo accompagnare queste parole con la solita spinta visivo cenestesica del tipo:
.. osserva il futuro di questo contenitore ... vedi ancora che ci sono quei signori che
vengono a prendere il tuo contenitore?....
Ovviamente anima risponde positivamente e dice.. si tornano ma non possono fare più
nulla..
Oppure dice:
.. torna solo Tizio o Caio ....
in dipendenza di come abbiamo lavorato bene nei moduli precedenti.
Ora si chiede ad anima di pulire il suo futuro da queste immagini e si cancellerà
automaticamente anche la realtà della loro presenza..
Accompagneremo questa visualizzazione con le parole:
mai-più, non-più, cancellato, basta (il termine basta viene interpretato da anima come “mai
accaduto”).
Si chiederà ad anima di guardare ancora e osservare se questi tornano ancora.
Anima osserva il suo futuro e descrive quello che ora è il suo futuro.
Solitamente dice che gli alieni tornano ma non possono più far niente. Non prendono più
né il contenitore né lei ma tornano. A volte dice che tornano per qualche conoscente o
parente con cui quel contenitore convive (figli, coniugi, fratelli, genitori).
A questo punto si chiede ad anima se si farà più prendere: o lei od il suo contenitore; (si
proietta cioè nel presente, la conferma del futuro). Anima risponde di no, con fermezza!
Ora anima deve essere preparata a fornire due informazioni importanti e per questo le si
chiede di guardare nel suo futuro e nel futuro degli altri suoi contenitori.
Le si chiede di contarli. Anima vede tutti i contenitori assieme ma non sa quanti sono a
meno che non le si dica di contarli. Allora ne vede uno alla volta e li può contare. Anima
dice che il numero dei suoi contenitori va da un minimo di zero (cioè l’attuale ed l’ultimo)
ad un massimo di sei, sempre. Questo tipo di domanda di controllo serve a far
comprendere al soggetto quale è il destino del suo futuro e serve a far capire a noi se la
risposta è in linea statistica con tutte le altre, per l’aumento dell’indice di credibilità di tutte
le risposte emerse fino a questo punto.
Inoltre anima prende immediata coscienza di cosa il futuro le riserva e sovente descrive
“quando finisce tutto di qua che si va di la, in una dimensione fatta di luce”.
Si ricorda che il soggetto non è in ipnosi ma in uno stato in cui è collegato alla sua parte
animica e risponde spontaneamente ed immediatamente ma non ha coscienza di quello
che dice poiché il lobo sinistro del cervello è fino a questo punto tagliato fuori dall’ottanta
per cento della comunicazione.
La seconda domanda di controllo è legata invece al primo contenitore di anima.
Chiediamo ad anima di dirci come è fatto il suo primo contenitore in assoluto.
E’ d’obbligo impiegare il presente come verbo perché anima va a vedere l’attuale suo
primo contenitore che è a tutt’oggi presente anzi copresente con il nostro tempo.
Lo scopo di questa indagine è verificare se il tipo di parte animica che stiamo trattando
derivi dal secondo creatore o dal primo creatore.
Se anima descrive il corpo del suo primo ospite come un gigante umano, siamo di fronte
ad un Uomo Primo (Up) ed è necessario un ulteriore modulo di de programmazione
animica mentre, se il contenitore di anima è quello di qualsiasi altra cosa, questo ultimo
modulo non è necessario e si procede con il chiedere ad anima se vuole provare a
mettersi assieme al suo spirito ed alla sua mente facendo un esperimento di fusione.
Anima di solito è titubante ma poi prova e ne trae immediato vantaggio.
Si insegna così ad anima a collaborare nella triade e si azzerano tutti quegli atteggiamenti
schizofrenoidi classici di molti addotti, che dopo l’esperienza della fusione della triade,
acquisiscono una mappa del territorio totalmente completa almeno per il loro intorno
virtuale (fine sesto modulo).
Modulo di riprogrammazione della parte animica verso Up
Se la parte animica dell’addotto deriva dall’Uomo Primo, essa di solito manifesta una certa
nostalgia del suo primo contenitore che a volte viene deificato come il padre o come il
padrone o come il creatore.
Anima desidera tornare da lui al più presto e sovente ricorda di essere stata abbandonata
di qua e vive nell’attesa che Up venga a riprendersela.
Anima mostra totale inconsapevolezza di quello che in realtà è successo e ritiene a torto di
dover attendere il ritorno del suo Up.
Ma noi sappiamo che le cose stanno in modo molto differente. Noi sappiamo che Up ha
bloccato dentro di sé la sua parte animica, rendendo il suo contenitore immortale ma
bloccando anche l’esperienza di anima, che non può fare l’unica esperienza per cui è
venuta in questo universo e cioè l’esperienza della morte.
Up non vuole morire e si comporta con anima né più né meno di come fanno gli alieni che
bramano anima per bloccarla a loro volta nei loro contenitori per acquisire immortalità ma
evitare di far fare esperienza ad anima ed a tutta la coscienza.
Up per risolvere questo problema ha messo in atto un trucco.
Ha preso le sue parti animiche e le ha condivise con i contenitori degli uomini, così da fare
in modo che anima acquisisse l’esperienza della morte, utilizzando i contenitori umani. Alla
fine di questa esperienza però anima sarebbe dovuta tornare al suo legittimo padrone, Up
che l’avrebbe re ingabbiata per l’eternità. Anima è rimasta da noi perché abbandonata qui
da Up totalmente ignara di essere usata e strumentalizzata dal suo futuro carceriere.
Quando in questo modulo ricordiamo ad anima il suo ruolo in questa faccenda, lei
manifesta rabbia contro Up e non vuole più tornare con lui.
Con questa presa di coscienza si cerca di far capire alla parte animica che quello strano
uomo alto che sembra un vecchio saggio (così lo vede la mente) che compare a volte nei
SIMBAD degli addotti liberati e che vuole convincere anima a tornare da lui è in realtà un
furbo mentitore umano che vuole ingabbiare anima dopo che essa ha fatto l’esperienza
della morte, utilizzando lei in questo contesto e facendola sovente addurre dagli alieni ed
usandola come cavallo di troia all’interno dei processi adduttivi alieni.
Up inoltre utilizza l’uomo come carne da cannone, provocando l’eliminazione della razza
umana ogni qualche migliaio di anni per evitare che la parte animica venga presa dagli
alieni e per evitare che l’uomo acquisisca coscienza di sé e di come stanno le cose.
Come abbiamo detto in altra sede, l’uomo non ha nessun difensore né l’alieno né i militari
umani, né tanto meno Up (il creatore degli alieni, che hanno in seguito costruito noi perché
attraverso di noi potessero divenire come lo stesso Up).
Up a sua volta aveva commesso una sorta di peccato originale volendo divenire immortale
e forse eterno come il suo primo Creatore.
Noi con questo ultimo modulo de-programmiamo anima a seguire Up e le regaliamo la
possibilità di essere libera e di scegliersi il suo futuro (fine settimo modulo).
Modulo di distacco della parte animica da Up
Si chiede ad anima se vuole rimanere schiava per sempre di questo Up che ha finto di
essere il suo padre, il suo creatore ed il suo benefattore ma che invece l’ha solo
strumentalizzata per i suoi scopi. Si chiede ad anima di guardare nel futuro e verificare,
ella stessa, come stanno le cose. Anima a questo punto sovente piange e si commuove
ma decide di distaccarsi per sempre da Up riguadagnando la sua libertà.
Si chiede ad anima se sa come staccarsi da Up.
Lei sovente non lo sa.
Si chiede ad anima se vuole che noi le si dica come fare.
Anima acconsente.
Noi chiediamo ad anima di visualizzare il collegamento con Up come se fosse un elastico
lungo e chiediamo ad anima di tirar a se l’elastico che si staccherà completamente da Up
e si riavvolgerà tutto dentro anima stessa nel suo attuale contenitore.
Anima esegue l’operazione con facilità.
A questo modulo segue sempre un momento di alta emozionalità.
Modulo del blocco protettivo
A questo punto si chiederà alla parte animica di creare una campana trasparente che
avvolga la triade nel corpo, con tutto il corpo.
Si dirà ad anima che questa campana è invalicabile dall’esterno, che permette di vedere
perché è trasparente ed il soggetto può essere in contatto con l’esterno ma l’esterno cioè
gli alieni ed i militari, sia conosciuti che sconosciuti non potranno più entrare e se
toccheranno la campana essa vibrerà e li distruggerà automaticamente.
Anima sa come fare e vuole salvaguardare il proprio contenitore e non troverà difficoltà ad
approntare questo ultimo trucco difensivo.
Nella simulazione mentale anima produce a questo punto la campana che solitamente
funziona per il resto dell’esistenza dell’addotto.
La campana può essere aperta solo da anima e questo accade solo se essa vorrà farlo.
Note:
Si è potuto constatare come questo blocco costituisca sovente un ulteriore valido effetto
schermante che sembra dare ottimi risultati, rispetto a quando questo modulo non viene
attivato. La scelta della forma a campana nasce dall’idea che nel soggetto si crei un
legame tra la forma ed il suono.
L’idea del suono è legata alla vibrazione ed è facile per un soggetto visivo auditivo e
cenestesico afferrare ideicamente il concetto di forma vibrante e schermante. Bisogna
sottolineare come Luciano Scognamiglio ci faccia notare che l’idea della campana
protettiva è molto antica e risale a pratiche addirittura induiste,
http://www.skepticfiles.org/mys5/tantsafe.htm, poi malamente ripresa dalla bassa new age
americana, http://www.unexplainable.net/artman/pub ... 5400.shtml, ed ancora prima
dalle pratica esoterico-rosacrociane http://www.rosicrucian.com/zineen/p_aura.htm.
In questo contesto la forma della campana viene efficacemente sostituita da una forma
energetica identificabile a volte con il concetto di Aura che dovrebbe accordarsi meglio di
fronte alle esigenze percettive di un soggetto cenestesico più che visivo. In questo caso la
variante alla campana potrebbe secondo Scognamiglio realizzarsi come segue:
Si chiederà alla parte animica di creare un'aura trasparente che avvolga la triade nel
corpo, comprendendo anche quest'ultimo.
Si dirà ad anima che quest'aura è invalicabile dall’esterno, che permette di vedere perché
è trasparente ed il soggetto può essere in contatto con l’esterno, ma l’esterno, cioè gli
alieni ed i militari, sia conosciuti che sconosciuti, non potranno più entrare, e se
toccheranno l'aura essa vibrerà e li distruggerà automaticamente.
Anima sa come fare e vuole salvaguardare il proprio contenitore, e non troverà difficoltà ad
approntare questo ultimo trucco difensivo.
Blocco terminale
Si chiede al soggetto di uscire dallo specchio e continuare a volare.
Il dopo simulazione
Subito dopo la simulazione mentale si avverte il soggetto che nel giro di 56 ore alieni e
militari tenteranno di re-impossessarsi di ciò che credono loro proprietà e diritto.
Va detto al soggetto che, qualsiasi cosa accada, essi non verranno più presi perché anima
è stata riprogrammata.
Quello che di solito accade che a stretto giro di tempo, alieni e militari, tenteranno di
recuperare il terreno perso.
Il soggetto si sentirà preso e può essere che non ricordi bene cosa è accaduto ma quando
si fa ricordare al soggetto, con la tecnica delle ancore, i tentativi di successiva adduzione,
si scopre che gli alieni hanno miseramente fallito.
I tentativi si possono protrarre per molto tempo oppure il soggetto viene abbandonato per
qualche mese nella speranza che le sue barriere difensive si abbassino ma ciò non
accade più.
In questo contesto gli addotti con anima derivata dal secondo creatore non subiscono più
attacchi mentre per quelli che hanno anima proveniente dal primo creatore, rimane Up ad
infastidire per sempre il nostro soggetto.
Up arriva a collaborare con alieni e militari, pur di riportare a casa la sua anima persa e
ciò, per ora, non ha ancora una soluzione rapida solo perché la parte animica sovente, si
rifiuta di eliminare fisicamente Up a cui si sente legata comunque da un passato in
comune.
Questo tipo di situazione può provocare nell’addotto una certa situazione di stress emotivo
perché comunque anima si sente continuamente assediata fino a quando la sua coscienza
non esplode e non si fa più avvicinare da nessuno in tutto l’universo.
E questo è il punto finale del nostro lavoro.
Inoltre va aggiunto che in una sola applicazione il soggetto acquisisce tanta di quella
consapevolezza da vedere il mondo virtuale che lo circonda in un modo talmente nuovo
da mettere in discussione tutto ciò in cui prima credeva spesso rivalutando anche tutti i
rapporti umani con i propri conoscenti.
In questo contesto noi dobbiamo accompagnare l’addotto nei mesi successivi fino a fargli
comprendere cosa significa la visione di una nuova stabilizzazione interna che lo renderà
da un lato in grado di fare i miracoli e dall’altro di capire perché tutto questo è accaduto.

La Flash Mental Simulatio è una tecnica da eseguire assolutamente con un esperto , significa che ci sono stati casi di persone che le hanno eseguite da sole o su altri che si sono messe nei guai. Non fatelo mai, se pensate di essere addotti e di necessitarne, contattate prima un ricercatore, e chiedete a lui!
A chi prevede di poterne avere bisogno ne è SCONSIGLIATA LA LETTURA anche, per non influenzarsi poi nello svolgimento della tecnica.
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